Jazzitalia - Recensioni - Peter Cincotti: Metropolis
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Rinvio al 2021 per la XX Edizione del Beat Onto Jazz Festival.

Multiculturita Summer Fest 2020!! Annunciata anche nel 2020 un'edizione del famoso e longevo festival capursese: aLa musica del crooner Nick The NightFly Quintet e il Brasile di Rosalia de Souza..

12.500 euro destinati per una Borsa di Studio "Giorgia Mileto". promossa dalla famiglia e dal Saint Louis College of Music per i Corsi accademici di Jazz & Popular Music..

Corso in Rebranding e Self-Promotion nel Music Business. A cura di Fiorenza Gherardi De Candei e Alceste Ayroldi.

E' morto Jimmy Cobb.

Solo un arrivederci per Umbria Jazz. Costretti ad annullare l'edizione del 2020, sono già riprogrammati alcuni concerti esclusivi per l'edizione 2021!.

Aldo Bassi, trombettista, direttore d'orchestra, insegnante e leader di varie band, è venuto a mancare a Latina..

Saint Louis Club House, il nuovo salotto musicale ideato dal Saint Louis per ascoltare, vedere e degustare la musica comodamente dal divano di casa, in tempi di emergenza Covid-19. .

McCoy Tyner, icona del pianismo e del jazz, se ne è andato. Aveva 81 anni. .

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Peter Cincotti
Metropolis



HEAD UP 2012, dist. EGEA
HUI-33862

1. Metropolis
2. My Religion
3. Do or Die
4. Take A Good Look
5. Nothing's Enough
6. Magnetic
7. Graffiti Wall
8. Fit You Better
9. Madeline
10. World Gone Crazy
11. Forever and Always
12. Before I Go

Peter Cincotti - voce, piano, tastiere
John Fields - chitarre, basso elettrico, tastiere, programming
Peter Thorn - chitarre
C. Todd Nielsen - programming, spoken word
Dorian Crozier - batteria
Ken Chastain - percussioni
Stephen Lu - violino, tastiere
Michael Bland - batteria
Jason Scheff - voce
David Ryan Harris - voce


Peter Cincotti si cambia d'abito: dismette la grisaglia affumicata e lisa di crooner per indossare dolcevita, pantaloni e giacche slim da pseudo-rocker. In pratica, inverte il processo anagrafico, perché appena ventenne cantava sulle note di Ain't Misbehavin e a dieci anni di distanza abbraccia le sonorità tardo-bryanadamsiane (si perdoni il poco corretto neologismo) recuperando sonorità che si sperava fossero state sepolte con il tramonto degli anni Ottanta.

"Metropolis" non vede il jazz neanche con il binocolo: dodici brani lineari e vigorosi, sintonizzati sulla stessa frequenza. Il brano eponimo, che apre l'album, è il biglietto da visita di un lavoro che si contraddistingue per essere pannellato di lastre di monotonia, di sonorità già ascoltate nel sound targato U.S.A. da auto in corsa sulle freeway. "My Religion" evoca le musiche degli anni Ottanta, quelle con un po' di elettronica, tanto per sgambettare e scuotere la testa o mostrare alte le corna in segno di approvazione. E' così che si dipana il nuovo e sbandierato album del bel ex crooner di New York City, che ha calcato anche lo sberluccicante palco di Sanremo (come poteva essere altrimenti?) e sparso il suo nuovo seme musicale in mezza Italia. Tra programming, chitarre belle cariche dalle corde vintage, batteria in quattro, linee di basso che tengono su una bella voce chiara e limpida, che avrebbe potuto occupare altri spartiti.

Il rock di Cincotti è parecchio vicino al country di nuova generazione in ogni sua declinazione; un'eccezione la fa "Nothing's Enough", che passa per le trame della New Wave castigata, che un tempo aveva parecchio senso.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 09/06/2013

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