Suoni moderni? Suoni old style, piuttosto. Rivisitati, snelliti o, come
dire, svecchiati, ma fortemente longue e tremendamente deep. E tutto
questo è un valore aggiunto che si libera in questa seconda collection licenziata
dalla vibrante Schema con l'ausilio della Ishtar.
Zigzaganti sonorità a cavallo tra suoni e culture differenti, ma accomunate
dai ritmi ed armonie eleganti.
Dalla bossanova di Gerardo Frisina, lanciata con qualche beat in
più che la rende maggiormente appetibile, alle melodiche soluzioni vintage dei
Soulstance, al secolo i fratelli Lo Greco, capaci di miscellanee narrative
che hanno segnato gli anni '60 e
'70.
Poi The Invisibile Session
con Fedreghini, Bianchi e Cantone che hanno sapientemente ricucito
alcune melodie passandole al setaccio e conferendo loro una nuova giovinezza. Così
come Was a Bee in On a Clear Day,
dove emerge prepotentemente il ricordo dei migliori crooner del passato e le velocizzazioni
ritmiche di Stefano Tirone, alias S-Tone Inc, producer dal roboante
groove e profondo conoscitore dei campionamenti elettronici.
Ancora Fedreghini e Bianchi con il loro mood evergreen sapientemente
accelerato.
L'ambient dei The Dining Rooms con la spumeggiante
Afrolicious: Stefano
Ghittoni e Cesare Malfatti sanno bene come mescolare le sonorità jazz
all'elettronica con ritagli di soul minimale.
Poi una terna di bossa "pugliese": Quintetto X, Intensive Jazz
Sextet e
Rosalia
De Souza, che pugliese non è ma è accomunata dal fatto di essere cresciuta
musicalmente in Puglia anche grazie al movimento del Fez, "storico" feudo di
Nicola
Conte che ha prodotto anche i primi due ensemble.
La selezione si chiude con il sax di
Rosario Giuliani.
Elegantemente sinuosa questa collection, ben strutturata e, come la prima,
rappresenta le nuove, moderne sonorità che in Italia si muovono alla ricerca di
mondi stilistici differenti.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia