Jazzitalia - John Scofield: The Paris Concert (dvd)
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Quest'anno la ECM compie 50 anni, mentre la Ducale, distributrice in Italia, ben 60! Ancora oggi il catalogo si arricchisce con una costanza unica.

"Musicista Italiano dell'anno" e "Disco Italiano dell'anno" per Franco D'Andrea al Top Jazz 2018.

Marilena Paradisi & Kirk Lightsey in concerto a Roma presso l'Auditorium Parco della Musica.

Susanna Stivali in "Caro Chico" (omaggio a Chico Buarque de Hollanda) all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Un duo particolare per Notti di Stelle Winter: Enrico Rava e Danilo Rea per la Camerata Musicale Barese.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            CALIGIURI Francesco (sax)
            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MILONE Federico (sax)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
John Scofield
The Paris Concert (dvd)



Inakustik (DVD)


1. Ten Taken
2. Woody'n You
3. Slinky
4. My Foolish Heart
5. Steeplechase
6. Hive
7. Lost Found & Inbetween
8. Chirikawa
9. Relaxin' at Camarillo
10. I Want To Talk To You
11. Groove Elation
12. The Guiness Spot

John Scofield - chitarra
Mike Eckroth - pianoforte e tastiere
Ben Street - contrabbasso
Bill Stewart - batteria


In questo DVD, registrato al New Morning di Parigi il 23 aprile 2010, sotto la direzione di Daniel Fahri, troviamo John Scofield alla testa di un piacevole quartetto, ben amalgamato, attento alla direzione del leader, mai ridondante negli assolo, puntuale, rigoroso nel rispettare le dinamiche sonore. Il locale sembra segnare il tutto esaurito. I musicisti hanno alle spalle un fondale tra il viola, il lilla e il blu, su cui spiccano dei disegni che richiamano quelli preimpostati sul desktop dei PC.

L'atmosfera è quella di un elegantissimo e capiente loft. Tutti appaiono in gran forma, anche il giovane pianista, allievo nella scuola di Scofield e che per la prima volta si esibisce a Parigi. Assolo romantici, forse un po' troppo "strappalacrime" in "My Foolish Heart", comunque con una buona dose di 'soul'. Dodici brani in scaletta, per la maggior parte scritti dal leader, eccetto lo standard citato, "Relaxin At Camarillo", "I want To Talk About You" e la afro-latineggiante "Woody'n You" di Dizzy Gillespie, in cui nella parte finale dell'improvvisazione Scofield ingaggia una serie di breaks di otto misure con Bill Stewart. Il batterista è forse il musicista più creativo e tecnicamente portentoso della sezione ritmica. Nella scelta del drum set, piatti compresi, ci ricorda il giovane Tony Williams del periodo davisiano: tamburi laccati neri, profondo rullante cromato, piatti dal suono variabile tra il breve e frizzante dei "crash" e degli "splash", oscuro e meditativo dei "ride". L'assolo finale in "Steeplechase", il brano AABA che viene usato come sigla nell'indice del DVD, ci dà lo spunto per una critica al regista. Il DVD, rispetto al CD, è pensato per appassionati e musicisti che sperano magari di intraprendere una difficile carriera, avidi di carpire i segreti dei grandi. Perché allora non fermare la macchina da presa su chi in quel momento sta dando il meglio di sé, con la massima concentrazione, anziché alternare il fraseggio su un tamburo con l'inquadratura di un paio di spettatori? E' un procedimento che spezza l'interesse di chi guarda, innervosendolo, poichè vorrebbe capire come si ottengono e in quale maniera si svilupperanno certi fraseggi. Forse un maggiore rispetto c'è nei riguardi di Scofield, anche se nel brano- sigla il suo ritorno all'improvvisazione, che darà il via ad un'altra teoria succosa di breaks, è soltanto immaginato per le prime otto misure perchè si preferisce inquadrare il pubblico. Sarebbe più logico nei breaks, negli assolo, inquadrare i protagonisti puntando la camera sugli arti utilizzati e lasciare un po' meno spazio all'espressione del volto in primo piano, se non ci consente di vedere ciò che l'artista in quel momento sta facendo, ma tant'è.

In "Lost-Found & In Between" il chitarrista utilizza tutte le sue sonorità ed effetti che lo rendono riconoscibile ad un primo ascolto, come certi "simil- miagolii" ottenuti tirando le corde con la mano sinistra, un suono elettrico nitido che evita distorsioni se non nelle introduzioni solitarie. Nello stesso brano si ritaglia uno spazio solistico un concentrato Ben Street, cui segue un breve assolo di Stewart, ancora una volta, purtroppo, in alternanza con inquadrature totali sul pubblico. Ottima l'esposizione tematica seguita da un'altrettanto convincente parte improvvisativa in "Relaxin At Camarillo", a dimostrazione forse di quanta importanza e rispetto Scofield attribuisca al Bebop e ad uno dei suoi più indiscutibili maestri. Tutti suonano con una tensione ed incisività impareggiabili. Il leader percorre verticalmente l'intero manico dello strumento, inserisce citazioni da altri pezzi, assecondato nella lunga improvvisazione soltanto da basso e batteria. Dopo l'assolo del pianoforte, Scofield passa ancora ad intrattenersi in breaks a misura variabile con un esuberante Stewart, prima di esporre con esemplare semplicità ed immediatezza il tema finale. Eckroth vive il suo momento più alto in una lunga introduzione di piano solo per "I Want To Talk About You", uno standard che si sviluppa per 14 minuti, affascinando la platea per l'abilità swingante di Scofield, il quale esibisce le varie sfaccettature, frecce infinite che si dipartono da un arco prezioso. L'espressione del volto è sognante e i movimenti del busto dimostrano sino a che punto il musicista stia cercando di raggiungere una perfezione ispirativa, che tocca l'apice nei minuti finali di sola chitarra, mentre musicisti e platea trattengono il respiro nell'attesa di un cenno per l'accordo collettivo finale.

Dopo tanto jazz, Scofield concluderebbe la serata con una funkeggiante, accattivante ‘Groove Elation'. Ovviamente non succede mai così e allora spazio ad un bis, "The Guinness Spot", una tra le delicate melodie tanto care al chitarrista e compositore dell'Ohio. Oltre al concerto, l'unico contenuto extra è costituito da una clip di 8 minuti, diretta sempre da Fahri, "Soundcheck Sketches". Scofield inizia a parlare di sé ma la voce è prevalentemente fuori campo, perché la camera riprende l'arrivo dei musicisti, che scendono dal pulmino e si dirigono verso il locale. A quel punto, mentre Scofield continua a parlare, le immagini indugiano sulle luci e sui musicisti che iniziano a posizionarsi con lo strumento sul palco. Il brano scelto per il soundcheck e per il quale Scofield dà alcune indicazioni di massima, è "Lost Found & In Between". Il racconto del protagonista prosegue con l'elogio dei musicisti uno per uno. Poi è la volta di ricordare il proprio itinerario professionale, arricchito dall'incontro con grandissimi mostri sacri del jazz. Ma il pensiero conclusivo è rivolto alla famiglia, alla moglie Susan, che lo ha reso padre di due "Kids", e gli ha dato una rilassatezza interiore che gli ha fatto assaporare la felicità.

Giovanni Greto per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 18/08/2011

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