Jazzitalia - Stefano Pastor - Ari Poutiainen: North South Dial
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Morto Don Marquis (4 maggio 1933 - 29 luglio 2021) indimenticabile storico del jazz e autore del volume “In search of Buddy Bolden: first man of jazz".

Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

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Pubblicato "Bass Way", il nuovo Metodo Didattico per contrabbasso classico e jazz di Marcello Sebastiani..

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

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            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Stefano Pastor - Ari Poutiainen
North South Dial



Slam (2011)

1. Summering telluric current
2. Cosmic steam
3. But frost remained
4. Floating under the icecap
5. Ozone drizzle
6. Breathing vault
7. Caught between two winters
8. Far blue globe
9. Mineraloids from nowhere
10. Chasing the atmophile elements

Stefano Pastor - violino e sintetizzatore
Ari Poutiainen - violino


Stefano Pastor sa scegliere ogni volta compagni di viaggio e situazioni diverse per realizzare i suoi progetti. E' il suo metodo di lavoro che esclude la ripetizione, la routine, per accettare nuove sfide in territori mai sicuri e tranquillizzanti. Dopo aver recentemente rivisitato la "new thing" con occhio europeo in "Freedom" e aver avvicinato la world music di qualità in "Bows", stavolta è il turno di un Cd che testimonia l'incontro con Ari Poutiainen, musicista e musicologo finalndese, poco noto in Italia, ma titolare di esperienze in ambito progressive jazz con gruppi come Ardency e Farther out, unita ad attività di divulgatore e didatta. Da questo rendez vous sono nate queste dieci tracce registrate in presa diretta dai due violinisti, con l'"intrusione" di un sintetizzatore manovrato da Pastor utilizzando il pedale sustain per operare in simultanea.

Ne è venuto fuori un lavoro di non agevole impatto, rigoroso, contenente musica molto avanzata, dove il jazz costituisce uno dei linguaggi possibili, accanto ad altri di derivazione eurocolta-contemporanea. Si assiste, infatti, ad uno scambio continuo di stimoli, di input che vengono accolti e rimpallati dai due protagonisti in un gioco di botta e risposta coerente, coeso e assolutamente intrigante. Pastor si distingue dal partner per un suono più vicino al violino jazz o al sassofono. E' il più "in the tradition" fra i due. Poutiainen si diletta, invece, a cercare suoni raddoppiati, accordi spurii o effetti rumoristici. Il suo solismo è decisamente lontano dalla tradizione jazzistica, anche comprendendo in questo ambito i più importanti esponenti del free come Leroy Jenkins o Billy Bang.

Il disco si snoda con strutture piuttosto simili fra i vari brani. Si può isolare, all'interno di ogni traccia, l'accenno di un tema scarno, di un brandello di melodia sui generis solitamente suggerito da Pastor. Su questa proposta Poutiainen suona in controtendenza assegnando colpi ben assestati con l'archetto, sviluppando la cellula tematica in senso lato e portando a vette parossistiche il discorso, imperversando con veloci saliscendi con scale improprie, deviate e devianti lo stile canonico. Il punto di forza del disco sta proprio nel contrasto fra la semplicità del "motivo" di base e la complessità timbrica, ritmica e dinamica che si scatena subito dopo l'esposizione iniziale. Il sintetizzatore offre, poi, un background elettronico, un ulteriore risvolto, riempimento "noise" ad un dialogo già molto ricco e articolato.

Fra i brani migliori si può citare "Ozone Drizzle" che comincia con un ritmo ottenuto battendo le dita sulla cassa armonica del violino. Si appalesa, subito dopo, un riff composto da note assolutamente non codificabili, che suggeriscono l'idea di un seghetto impegnato a tagliare il legno. Esce con un assolo con elementi vagamente africaneggianti Stefano Pastor. Ritorna in primo piano Ari Poutiainen che lo incalza, lo inchioda con una selva di note protese verso l'alto, costringendo il partner a rispondere sullo stesso piano. Si raggiungono, in questo modo, livelli di tensione palpabili.

Da segnalare pure "Chasing The Atmophile Elements" dove, accanto ad un'impaginazione simile alle altre tracce, si può individuare una parentesi quasi dixieland, un dixieland degli anni tremila....
Il Cd testimonia, a conti fatti, un percorso introspettivo di due musicisti non solo ferrati tecnicamente sul loro strumento, ma forti anche nelle loro concezioni artistiche e intellettuali. L'improvvisazione nasce, cioè, dal connubio di due personaggi di grande preparazione, che sanno come andare oltre le loro conoscenze per produrre un qualcosa di personale, ma che risente inevitabilmente del rispettivo e ingombrante (in senso positvo) bagaglio culturale.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 03/07/2011

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