Jazzitalia - Recensioni - Orkester Brez Meja: Orchestra Senza Confini
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E' morto Roy Hargrove!! Il geniale trombettista statunitense è deceduto il 2 novembre 2018. Il cordoglio dei musicisti e della comunità tutta in ricordo del suo grandioso talento..

Nuovo appuntamento di Storie di Vinile, interamente dedicato a Ennio Morricone per il suo novantesimo compleanno.

Giordano in Jazz Winter 2018: Bollani, Cincotti, Level 42, Alex Han e il gospel natalizio per l'edizione winter 2018, nella stupenda cornice del Teatro Umberto Giordano e non solo..

26ma edizione di Umbria Jazz Winter: nel cartellone i più bei nomi del jazz italiano e personaggi di culto del jazz americano. Una edizione che si segnala anche per alcune esclusive. .

Jazz Concept: Forme e Linguaggio Moderno del Jazz. workshop intensivo dedicato allo studio melodico del linguaggio jazzistico a cura del CEMM.

Ventisettesima Edizione per l'EFG London Jazz Festival, unanimemente riconosciuto come uno degli eventi più sfavillanti all'interno dell'offerta culturale della capitale inglese.

Sessantesimo anniversario del Bologna Jazz Festival, sui palchi e nei club anche di Modena e Ferrara, con un ricco programma e molti eventi didattici, culturali .

Chick Corea, John Scofield, Joe Lovano, Enrico Rava, Pat Martino tra i nomi di spicco del Padova Jazz Festival che si terrà dal 13 ottobre al 24 novembre.

Esce il 19 ottobre "La Fenice", registrazione del concerto che Keith Jarrett ha tenuto a Venezia nel luglio 2006.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MENEGOTTO Mauro (batteria)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            NASONE Antonio (chitarra)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Antonino (chitarra)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
Orkester Brez Meja
Orchestra Senza Confini



dobialabel (2015)

1. Brezmejniki
2. Magari c'è

 

Giovanni Maier - conduction
Zlatko Kaucic - conduction
Paolo Pascolo - flute
Gabriele Cancelli - trumpet
Elisa Ulian - voice
Gianfranco Agresti - alto sax
Flavio Brumat - tenor sax
Cene Resnik - tenor sax
Bostian Simon - tenor sax
Mimo Cogliandro - bass clarinet
Giorgio Pacorig - piano
Andrea Gulli - live electronics
Mariano Bulligan - cello
Vitja Balžalorsky - electric guitar
Jošt Drašler - doublebass
Carlo Franceschinis - doublebass
Costanzo Tortorelli - doublebass
Marko Lasic - drums
Vid Drašler - drums


Zlatko Kaucic e Giovanni Maier sono in coppia alla conduction dell' Orchestra senza confini, band formata da diciassette musicisti sloveni e friulani, tutti impegnati, solitamente, nella musica sperimentale e di ricerca. La direzione condivisa è una scelta particolare che non ha precedenti significativi nel campo dell'avanguardia, dove le esperienze inconsuete o eccentriche sono all'ordine del giorno. I due leader si muovono come se avessero fra le mani i loro strumenti, dirigendo l'ensemble con gesti e segni convenzionali, o indicazioni estemporanee, verso determinate aree di tensione e distensione per comporre una timbrica definita, pensata a monte o immaginata in divenire. La musica ha contorni labili e imprecisati e procede per ondate successive, con collettivi portati ad elaborare un effetto, più che un'armonia e la base ritmica a costruirsi e a sfaldarsi progressivamente sotto i pesanti colpi di due batterie impetuose, travolgenti. In risposta a disposizioni specifiche di Maier o Kaucic, poi, l'ensemble tace e restano in scena due o tre personaggi a dialogare fra di loro, in modo aspro e appuntito, trascurando di proposito le belle frasi e i suoni ortodossi. Il rumorismo di alcune aperture è, inoltre, stemperato da una struttura (solo quella) quasi classica delle improvvisazioni pilotate degli orchestrali. Si identificano, infatti, parti eseguite all'unisono e subito dopo si assiste ad un vociferare insistito di più protagonisti in simultanea, per ritornare, infine, ad un momento comune utile a tirare le fila del discorso. Non siamo, cioè, distantissimi dallo schema tema-assoli- ritorno al tema, ovviamente con una certa libertà di interpretazione della massa sonora proposta dalla "Brez Meja".

Malgrado non sia stata approntata alcuna partitura per questa performance, sorprendentemente, si individuano sequenze che sembrano concordate o scritte. La conoscenza e l'intesa fra i membri della formazione e fra questi e i due maestri favoriscono questo trasferimento di impulsi dal centro alla periferia o viceversa dalla periferia al centro.

Zlatko Kaucic è a capo anche della Jubilaeum orchestra, pure questa costituita da compositori istantanei del nord est e orientata verso un jazz avanzato, mutuato da una sensibilità etno-folk. In questo contesto, però, insieme al compagno di tante avventure Giovanni Maier, si vola ancora più in alto. I due artisti accettano una vera e propria sfida per produrre un lavoro concepito senza nulla di preordinato, di stabilito in anticipo. Il risultato finale è più che soddisfacente. Rispetto alle orchestre dedite all' improvvisazione estrema, in voga negli anni settanta, spesso destinate a finire in un cul de sac espressivo, da dove non sapevano come uscire fuori, la co-conduzione di Kaucic e Maier riesce a creare brani dotati di una fisionomia, di un carattere proprio, dove l'interplay globale limita al minimo la casualità di passaggi a vuoto e anzi, se si è attenti, si può seguire la linea-guida dell'intero percorso, dentro e oltre i confini.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 23/09/2018

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