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Red Records – 2007

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Vito Di Modugno
Organ Trio Plus Guests


1. Haitian Fight Song (Charles Mingus)
2. Ok The Time Is Right (Vito Di Modugno)
3. If (Joe Henderson)
4. Delgado (Eddie Gomez)
5. Got a Match (Chick Corea)
6. Little Wing (Jimi Hendrix)
7. The Big (Vito Di Modugno)
8. Fungii Mama (Blue Mitchell)
9. Senor Blues (Horace Silver)
10. Triss (Vincenzo Deluci)
11. La zita di Ceglie (Vito Di Modugno)

Vito Di Modugno - Hammond B3, Fender Rhodes
Pietro Condorelli - chitarra
Massimo Manzi - batteria
Michelle Carrabba - sax tenore
Pino Di Modugno - fisarmonica




N
on è possibile prescindere da una premessa. Ci sono ben pochi musicisti in Italia, ed anche in Europa, che sentono la musica, che la vivono e la portano addosso come fosse il più bel capo di abbigliamento, quello dei giorni più belli. Ci sono pochi musicisti che hanno la poliedria nel dna. Bene, ciò premesso parliamo di uno di queste rarità: Vito Di Modugno, giunto al suo terzo disco da leader, licenziato per la gloriosa e storicamente attenta alle migliori firme, Red Records e, oramai, nell'arengo dei musicisti nazionali e non solo.

Di Modugno è un polistrumentista che può muoversi, con pari abilità, tra il pianoforte, il fender, l'hammond ed il basso. In questa avventura è affiancato da Pietro Condorelli alla chitarra, Massimo Manzi alla batteria e dalle "guests": Michele Carrabba al tenore e Pino Di Modugno, padre del Nostro, alla fisarmonica.

L'afflato è evidente già dal primo brano, Haitian Fight Song, tributo a Charles Mingus, vissuto e suonato con vibrante scioltezza. Poi un alternarsi di brani caratterizzati da sonorità ad ampio spettro, lì dove Vito Di Modugno dialoga ora con un Condorelli particolarmente ispirato (Ok The Time is Right, Delgado), ora con Carabba, tenorista che sa ricamare tonalità angolate come pochi, senza perdersi in vuoti assiomi (If, The Big), ovvero, ancora, con il padre, inarrestabile fantasista della fisarmonica e profondo conoscitore dei tessuti armonici e melodici anche della tradizione popolare: Pino Di Modugno, che in Got a Match di Chick Corea, lavora il suono in maniera tale da renderlo parossisticamente coinvolgente. Le tessiture dinamiche di Massimo Manzi amalgamano perfettamente le componenti melodiche e ritmiche che vedono Vito Di Modugno, energicamente, originare percorsi di ogni tipo.

Una particolare menzione merita, per un barese d.o.c., La Zita di Ceglie. Sincretica rappresentazione di suoni, odori, colori della tradizione pugliese, così come è nella locuzione (fidanzata abbandonata, ma questa "traduzione" è riduttiva rispetto all'anamnesi storica).

Un lavoro vigoroso e virulento, contagioso.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 09/04/2008

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