Jazzitalia - Stefano Luigi Mangia – feat. Gianni Lenoci : Painting On Wood (Pittura su Legno)
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Leo Records 2009
Stefano Luigi Mangia – feat. Gianni Lenoci
Painting On Wood (Pittura su Legno)


1. Mal Waldron
2. The Lights in my Shade
3. Martina
4. Bone
5. Cielo e Terra
6. Prayer to Time
7. Dis- oriented Thoughts
8. Oriental Eyes
9. Ladder
10. My One And Only Love

Stefano Luigi Mangia - voce
Gianni Lenoci - pianoforte
Pasquale Gadaleta - contrabbasso
Marcello Magliocchi - batteria



Un disco made in Puglia, totalmente pugliese, senza guests prese da qualche parte e giusto per fare numero ed essere chic. Anzi: un progetto, libero da cover o imbarazzanti standards, di quelli che non ne puoi più d'ascoltare.



Otto originals e due brani attinti l'uno dal vasto e consistente repertorio di Steve Lacy, Bone con Gianni Lenoci impegnato a suonare anche la m'bira (idrofono dell'Africa centrale) - summa della distruzione creativa e vulcanica del sassofonista americano - dal passo ostinato, psicotico e con le liriche di Lao-Tzu; l'altra composizione, invece, è attinta dal bagaglio della coppia Wood-Mellin, con il jazz standard My One And Only Love, eseguita nel rispetto del registro d'origine.
Painting on Wood (Pittura su Legno) è un progetto che trae spunto da un dramma in atto unico scritto nel 1954 dal regista Ingmar Bergman, così afferma lo stesso vocalist salentino.

Mangia non è un crooner di quelli à la page, tutt'altro. La sua voce è dissonante, recitativa, attoriale tanto da disorientare. Di quelle voci che avrebbero reso felice Schoenberg o Stockhausen, mai ferma e monotona, capace di agire sui registri più acuti con buona tranquillità (vedasi, a tal proposito, le soluzioni metriche ed armoniche di The Lights in my Shade, a firma di Mangia). I cambiamenti di colorazione del timbro e di inflessioni secondo i diversi "climats" e gli svariati toni caratterizzano la grana di Stefano Luigi Mangia. Un brand policromo che si evidenzia anche nelle sue composizioni: Prayer to Time, sognante preghiera rivolta al tempo; la lisergica Dis-oriented Thoughts; Oriental Eyes brano avvincente che vede impegnata la voce del musicista galatinese in percussioni vocali agili e flessuose, tanto da tirare in ballo Bobby McFerrin.

I compagni di viaggio e d'ideali sono più che all'altezza. Gianni Lenoci dà subito voce alle sue tendenze musicali, sgomberando il campo da ogni dubbio con il brano Mal Waldron e mettendo in rilievo come si possa gestire una composizione ed un'esecuzione con buona economia, lasciando immutato il fascino e sottolineando quanto si abbia padronanza di tecnica e mezzi. Pasquale Gadaleta tratteggia linee con energica leggerezza e funge da metronomo ritmico-armonico. Marcello Magliocchi, sa ben dosare le figure d'accompagnamento con delle frasi ritmiche indipendenti, accentuate dall'utilizzo della sua scultura sonora: il ringmantradan.
Stefano Luigi Mangia è giovanissimo (classe 1981) ed il suo esordio rispecchia tale stato anagrafico, fatto di preziose idee, ottimi spunti ed epurato di ogni e qualsiasi piacioneria.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia







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Video:
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http://www.capursomap.it/new/14/07/2011/cultura/multiculturita-sjf-13-luglio-......
inserito il 18/07/2011  da CapursoMap - visualizzazioni: 3488


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Data pubblicazione: 02/05/2010

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