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Splasc(H) Records CDH 752.2
Distribuito da I.R.D. Milano.

Marco Di Battista
Pessoa

1. L'Ugo cattivo

2. La Tata Di Toto
3. Pessoa
4. What this is thing called love
5. Le voglie morte
6. Pensiero Meridiano
7. Pipino il Breve
8. In a sentimental mood

Marco Di Battista:
piano
Tino Tracanna:
sax tenore e soprano
Mauro De Federicis:
chitarre
Marcello Sebastiani:
contrabbasso
Massimo Manzi:
batteria
Alberto Biondi:
percussioni

Parlo di questo cd non senza qualche difficoltà, dal momento che mi è capitato di scriverne le note di copertina, quindi ne sono anch'io in un certo senso, coinvolto. Tuttavia l'ascolto di queste sessions a distanza di quasi un anno, mi ha stimolato altre riflessioni, soprattutto in relazione a quanto poi ho potuto ascoltare nella mia attività di recensore.

Al di la delle impressioni descritte nelle note di copertina, che confermo, mi veniva voglia di andare un po' più a fondo nei brani, per metterne a fuoco l'originalità, la potenza espressiva e quella che io ritengo, una notevolissima performance dei musicisti, forse una delle migliori formazioni che mi sia capitato di recensire finora. Disco anche originalissimo nelle composizioni e nelle scelte espressive, poco prevedibile e che da quindi la piacevole sensazione della scoperta e della "riscoperta" degli ascolti successivi. Non mancano delle piccole sbavature, ma del resto, tenendo presente che la registrazione è in pratica frutto di una sola session di studio, direi che il risultato nell'insieme è quello di un altissimo "live".

"
L'Ugo cattivo" () è un brano complessissimo che diventa stranamente fluido con un Tracanna, ispirato e viscerale, ho quasi l'impressione che la concentrazione sulla complessità abbia creato una forma di tensione espressiva a dare qualcosa di estremamente personale di se e questa è una notazione che vale per tutti i brani.

Riflessioni necessarie sul "panismo" di Di Battista: a differenza della maggior parte dei pianisti che recentemente ho ascoltato (pur bravissimi) lavora su ritmica e armonia più che tendere alla "frase" della mano destra che comunque non appare mai costruita su "pattern" stabiliti. Trovo che la cosa dia ai "solo" un approccio totalmente differente e fondamentalmente "trasversale": più equilibrio "tra le due mani" per cui i solo appaiono difficilmente prevedibili.

Rilassamento vagamente burtoniano con "
La tata di toto" () brano circolare, divertente melodico, un invito al divertimento all'apertura alla serenità: qualsiasi solista sognerebbe una simile struttura per poter "viaggiare" a suo modo. Bello il solo di De Federicis.

Con "
Pessoa" siamo in tema nostalgico poetico assoluto, peccato per il bel solo con l'archetto di Sebastiani lievemente "fuori" armonicamente parlando: la ballad si dipana lieve superando il mood nostalgico e rivelando una energia sottesa, una capacità di apertura lirica e di carattere … è proprio Pessoa. La personalità di Di Battista si fa sentire. Bellissima la ritmica di Sebastiani e Manzi, batterista che non finirà mai di stupirmi per la capacità cromatica che da al suo strumento.

"
What is this thing called love" è un grande standard che in questa versione ha dentro di tutto: intro nostalgica di piano, partenza bruciante batteria chitarra, con un grande De Federicis e un insieme che tira, spinge e fa decollare una prestazione da antologia. Ascoltare benissimo anche il solo di Di Battista, per capire cosa intendevo parlando del suo pianismo.

Con "
Le voglie morte" ritornano le complessità strutturali, armoniche, ritmiche: la composizione di Di Battista ha come l'intenzione di scavare dentro l'armonia, aprendone devianze, polsemicità e pluridirezioni, ma rimanendo sostanzialmente unitaria al punto che grazie (come in questo caso) ad un Tracanna straordinario e ad una ritmica bellissima, tutto appare normale e naturale, facendoci intrigare in un crescendo di dinamiche.

"
Pensiero meridiano" riprende questa filosofia, ma sul midtempo, impedendoci di adagiarci su soluzioni prevedibili, spostando continuamente la struttura ma chiudendola con grande sapienza armonica. Bello davvero il solo di Sebastiani. Tracanna sempre puntuale, ricco di inventiva, trascina.

"
Pipino il breve" è uno dei miei brani preferiti: mi sembra un piccolo capolavoro di logica, espressione, energia, entusiasmo. Tracanna tira fuori un paio di cose da brivido il walkin' di Sebastiani è di una energia e precisione felicissima, il solo di Di Battista, nervoso, il tutto è davvero coinvolgente. Manzi, tutto da ascoltare. Piccola gemma di quintessenza storica e contemporanea di jazz.

Si chiude con "
In a sentimental mood" interpretato in modo egregio, poetico e innovativo allo stesso tempo, con Di Battista e Sebastiani che si scambiano temi e linee per un bellissimo contrabbasso. Ispirati. Insomma, rischio di ripetermi, ma qui abbiamo un altro cd che vale la pena di avere: mi dispiace per le tasche dei lettori, ma se questi musicisti continuano a lavorare così sono costretto a farvi alleggerire di un po' di euro.

Direi che le qualità migliori le troverete nell'originalità delle composizioni e arrangiamenti, nella grande prestazione dei musicisti, nella freschezza generale di inventiva.

Davvero un piacere ascoltarlo.

Antongiulio Zimarino - Jazz Convention - Year 2002
 

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Data pubblicazione: 15/02/2002





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