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PIERANUNZI JOHNSON BARON
PLAY MORRICONE

1 ADDIO FRATELLO CRUDELE 7:17
2 MIO CARO DOTTOR GRASLER 6:29
3 LA VOGLIA MATTA 4:42
4 JUST BEYOND THE HORIZON 6:29
5 INCONTRO 7:01
6 JONA CHE VISSE NELLA BALENA 4:37
7 LE MANI SPORCHE 5:41
8 ...CORREVA L'ANNO DI GRAZIA 1870 5:52
9 ESCALATION 3:33
10 STANNO TUTTI BENE 7:00
11 QUANDO LE DONNE AVEVANO LA CODA 4:42

Enrico Pieranunzi
piano
Marc Johnson
contrabbasso
Joey Baron
batteria

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"Sorpreso. Molto sorpreso, ammirato ed euforico per le positive esecuzioni dove i pezzi originali, ritrovati e rispettati, hanno una fisionomia nuova e la sapiente interpretazione jazzistica non distrugge i brani ma li valorizza" - Ennio Morricone


Enrico Pieranunzi rilegge Ennio Morricone (FELICE LIPERI - La Repubblica)
«Sorpreso, ammirato ed euforico», così Ennio Morricone esprime i sentimenti suscitati dall'ascolto di suoi brani nell'elaborazione di Enrico Pieranunzi, Marc Johnson e Joey Baron. Anche perché, come sottolinea il maestro, si tratta di una riscoperta di «fisionomie musicali nuove che non cancellano le melodie originarie ma anzi le valorizzano».

E
cco perché c'è molta attesa e curiosità per ascoltare dal vivo queste nuove riletture jazzistiche di temi cinematografici; l'occasione si è presentata all'Alexanderplatz dove il trio Pieranunzi, Johnson, Baron ha presentato infatti, in anteprima, le rielaborazioni raccolte in un cd della Cam Jazz. Etichetta specializzata nelle incisioni di colonne sonore ma che ha un prestigioso precedente nel campo delle rielaborazioni jazzistiche di colonne sonore con il fortunato album che Roberto Gatto ha dedicato ai temi musicali composti da Armando Trovajoli per la rivista
Rugantino e dove, tra l'altro, figurava lo stesso Enrico Pieranunzi al pianoforte.
Ma l'incontro comunque non era casuale perché, come racconta lo stesso Pieranunzi, «durante gli anni '70 e '80 ho avuto un rapporto ravvicinatissimo con la musica di Ennio Morricone suonando come "studio man" in decine di film la cui colonna sonora era stata scritta da lui. Ritrovarmi ora ad arrangiare quella musica in modo che potesse funzionare come veicolo d'improvvisazione per il trio è stata una "full immersion" mozzafiato».
E il progetto si presenta ancor più speciale perché è stato realizzato con «due musicisti straordinari per sensibilità, feeling e fantasia come Marc Johnson (contrabbasso) e Joey Baron (batteria) con i quali ho condiviso una storia musicale lunga e importante (è questo il quarto cd che realizziamo insieme)».

M
agia e passione per la musica di Ennio Morricone nelle rielaborazioni del vecchio amico Enrico, sono entusiasticamente ricambiate dai due grandi musicisti americani che in questo modo interpretano idealmente un sentimento diffuso fra artisti e pubblico statunitense nei confronti del maestro romano. Anche la selezione dei temi operata da Pieranunzi non è meno sorprendente perché propone momenti molto noti come il motivo conduttore de "
La voglia matta" (1962), "Addio fratello crudele" (1971), "Le mani sporche" (1979) a fianco di altri meno conosciuti come quello di "Escalation" (1968), "Incontro" (1971) fino a composizioni più recenti come "Stanno tutti bene" (1990) e "Mio caro dottor Grasler" (1990) che ha particolarmente entusiasmato Joey Baron.

Ancora una volta suggestioni melodiche catapultate nella fantasia creativa dell'improvvisazione in un concerto che si annuncia fra i più emozionanti di questo autunno musicale.


Pieranunzi suona Morricone, ed Ennio elogia (Ivo Franchi - Il Giorno)
Enrico Pieranunzi incontra Ennio Morricone. Ed è un incontro inatteso, quello tra il più colto e sentimentale dei pianisti jazz italiani e uno tra i geniali protagonisti della musica da film. Al repertorio di colonne morriconiane è infatti stato dedicato l'appuntamento di domenica
25 novembre alla Salumeria della Musica, dove Pieranunzi è salito sul palco in compagnia del suo «dream trio» che vede il billevansiano Marc Johnson al contrabbasso e Joey Baron alla batteria.
Con il jazz, Morricone ha rapporti sporadici e occasionali. Di curiosità più che di amore, forse. Ma per questo progetto, sfociato in un cd dal titolo «
Enrico Pieranunzi, Marc Johnson, Joey Baron Play Morricone» (Cam), ha avuto parole di elogio: «Sono sorpreso. Molto sorpreso, ammirato ed euforico per le positive esecuzioni dove i pezzi originali, ritrovati e rispettati, hanno una fisionomia nuova e la sapiente interpretazione jazzistica non distrugge i brani ma li valorizza». Ma, attenzione, qui non troverete i brani classici e più battuti, dei western all'italiana. Qui fa capolino il Morricone di film come «Addio fratello crudele» (Patroni Griffi), «La voglia matta» (Luciano Salce) o «Romance» (Pierro Schivazappa).


Un trio d'assi (Claudio Sessa - Corriere della Sera)
A quasi vent'anni Enrico Pieranunzi incrocia il proprio raffinatissimo pianoforte con gli strumenti di due giovani maestri della scena statunitense: il contrabbasso di Marc Johnson, che fu l'ultimo collaboratore del sublime pianista Bill Evans, e la batteria di Joey Baron, a proprio agio con tutte le avanguardie.

I
l trio ha registrato insieme dischi e si considera un gruppo "fisso", benché le distanze e i reciproci impegni lo costringano ad una vita saltuaria. E' dunque rara l'occasione alla Salumeria della Musica, dove i tre hanno presentato la loro ultima produzione discografica, "
Play Morricone".

Per Pieranunzi, che ha anche arrangiato tutte le composizioni del celebre autore di colonne sonore, si tratta di un curioso tuffo nel passato: negli anni '70 e '80, il pianista romano ha partecipato proprio alla realizzazione di diverse colonne sonore di Morricone. Forse anche per questo il disco non presenta le solite atmosfere morriconiane; il pianista ha recuperato i temi di film meno battuti, recenti come "
Jona che visse nella balena" di Faenza e "Stanno tutti bene" di Tornatore, o più lontani come "Addio fratello crudele" di Patroni Griffi e "La voglia matta" di Salce.

Accomuna le varie composizioni una fluida qualità collettiva, che gli estimatori del trio gli riconoscono anche quando interpreta i più battuti standard americani, e un peculiare gusto introspettivo, palpabilissimo perfino nelle esecuzioni più vivaci ritmicamente. Ma al di là dell'occasione "tematica", la musica dei tre fuoriclasse va goduta per quello che è: una palmare dimostrazione di come si possa fare jazz pienamente contemporaneo pur rimanendo amorevolmente allacciati alla gloriosa tradizione del trio pianistico.

A
nche se oggi i riflettori sono tutti per i trii di Keith Jarrett e di Brad Mehldau, la formazione di Pieranunzi, Johnson e Baron ha le carte in regola per accontentare chiunque voglia ascoltare una diversa modalità con cui far interagire, in piena creatività, le invenzioni di un pianoforte, un contrabbasso e una batteria.


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Data ultima modifica: 05/01/2008

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