Jazzitalia - Recensioni - Alessandro Giachero: Preludi libro primo
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12.500 euro destinati per una Borsa di Studio "Giorgia Mileto". promossa dalla famiglia e dal Saint Louis College of Music per i Corsi accademici di Jazz & Popular Music..

Corso in Rebranding e Self-Promotion nel Music Business. A cura di Fiorenza Gherardi De Candei e Alceste Ayroldi.

E' morto Jimmy Cobb.

Solo un arrivederci per Umbria Jazz. Costretti ad annullare l'edizione del 2020, sono già riprogrammati alcuni concerti esclusivi per l'edizione 2021!.

Aldo Bassi, trombettista, direttore d'orchestra, insegnante e leader di varie band, è venuto a mancare a Latina..

Saint Louis Club House, il nuovo salotto musicale ideato dal Saint Louis per ascoltare, vedere e degustare la musica comodamente dal divano di casa, in tempi di emergenza Covid-19. .

McCoy Tyner, icona del pianismo e del jazz, se ne è andato. Aveva 81 anni. .

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Alessandro Giachero
Preludi libro primo



2013 Abeat records

1. Canto di lode
2. Taikomol
3. Agorà
4. Soffio vitale
5. Ludus Extemporalis
6. Danza armena
7. Salmodia del risveglio
8. Nucleo
9. Melodia perduta
10. Meditazione
11. Rituale
12. Omaggio a Roscoe
13. Antifonia libera
14. Sentieri ondulati
15. Aranea
16. Brahman



Via Pasubio, 6
21058 Solbiate Olona (VA)
tel/fax +39 0331 376380


La svolta nel percorso artistico di Alessandro Giachero è sicuramente rappresentata dall'incisione di un megabox di sei cd con Anthony Braxton, lo storico "Standards", registrato a Bruxelles e pubblicato da Amirani nel 2010. Prima di questo clamoroso exploit si registrano frequentazioni eccellenti, una per tutte quella con Tiziana Ghiglioni, ma l'incontro con il sassofonista chicagoano pone sotto una nuova luce, per gli addetti ai lavori e gli appassionati, il musicista alessandrino. Dopo un simile picco artistico seguono album prevalentemente in trio con i fedelissimi Stefano Risso e Marco Zanoli, riuniti sotto la sigla T.R.E. Per spoliazione successiva o per sottrazione ripetuta si arriva adesso a questo cd in completa solitudine.

Il piano solo è una vera e propria scommessa con sé stessi e una cartina di tornasole che chiarisce e rivela le doti, le capacità, le qualità di quanti si avventurino in questo tipo di impresa. Giachero per questa prova sceglie la pratica dell'improvvisazione come opzione di campo e come metodo di lavoro. Come si legge nelle note di copertina" è una scelta determinata dalla volontà di arrivare ad una libertà espressiva sempre più ampia e ad una espressione del sé sempre più profonda".

Assistiamo, quindi, ad una sorta di consapevole autoanalisi. Attraverso sedici brani il pianista elabora e ripensa sue esperienze, le rimescola, le reinventa, tirando fuori tutta una serie di rimandi, di suggestioni, di incanti per comporre un quadro definito, ma sempre riadattabile, mai concluso del tutto. Si parte con la classica, romantica "Canto di lode", provvista di un andamento piano, curato e contenuto. In "Tajkpmol" cominciano le discrasie: le dita indugiano sui tasti acuti, mentre si avverte un riverbero di qualcosa che forse rotola sul pianoforte. "Agorà" ha un tema scuro, cupo, ripetuto molte volte risultando, in tal modo, affascinante e ossessiva. In "Soffio vitale" ogni nota viene trattenuta e rilasciata per ottenere un effetto di sospensione, di differimento. Le mani corrono veloci sulla tastiera in "Ludus extemporalis", lavorando su una forma atonale controllata, mai radicale. Sapori etnici si individuano nella "Danza armena", ma siamo lontani dall'ambito world music. Qui tutto è severo e profondo. E' il ballo sulle corde di una memoria, di un ascolto partecipato. Non è un'incursione superficiale in un folklore lontano e sconosciuto. "Salmodia del risveglio" è una delle punte più alte del disco. Ha l'andamento di una preghiera triste. Si manifesta come un adagio dolente molto lento e poco confortante. "Nucleo" è ancora un saggio di pianismo percussivo libero, energico, ma altrettanto sorvegliato. In "Melodia libera" viriamo su arie arabeggianti, plasmate dalla sensibilità di un musicista colto. "Meditazione" è cameristica. E' un'oasi riflessiva con qualche ripensamento, deviazione sul finale. "Rituale" scorre ritmica, accidentata con le mani che vanno a frugare fra le corde dello strumento per trarne suoni adeguati, non rumoristici. "Omaggio a Roscoe" svela la passione di Giachero per il sassofonista dell'Art ensemble of Chicago e per il suo modo obliquo, sghembo di intendere il jazz. "Antifonia libera" si dispone come una divagazione, un dilatare una cellula tematica in varie modalità in un contesto piuttosto nervoso, agitato. Nei "Sentieri ondulati" il motivo va e torna come spinto dalla risacca, senza momenti di riposo. In "Aranea" il pianista batte deciso sui tasti, inseguendo una frase che prende e lascia, restringe e espande, senza arrivare volutamente ad una determinazione. "Brahnan" ha la dolcezza austera, aliena dall'indulgere in sentimentalismi, delle composizioni del leader. Semplicemente (una semplicità ritrovata) intensa.

Questi "Preludi-libro primo" ci consentono di apprezzare lo stato dell'arte attuale di un musicista sempre più maturo, in grado di affrontare e vincere la partita del dialogo con sé stesso e il pianoforte grazie ad una indubbia competenza, idee, padronanza della materia e ragguardevole capacità di osservarsi dentro fino in fondo all'anima.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 22/06/2014

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