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Elisabetta Guido
Quello che c'è in te


1. Quello che c'è in te
2. Sempre da soli
3. Senza Via D'uscita
4. La mia anima
5. Ama più che mai
6. Un nuovo sole
7. Vita senza te
8. Sempre da soli - remix
9. Quello che c'è in te - versione swing

Elisabetta Guido - voce
Paolo Di Sabatino - piano, arr.
Fabrizio Bosso - tromba, flicorno
Mauro De Federicis - chitarra
Marco Siniscalco - basso e contrabbasso
Glauco Di Sabatino - batteria


È piacevole e solare come il suo sorriso in copertina l'atmosfera che percorre il cd di Elisabetta Guido Quello che c'è in te, pop d'autore con influenze jazzy, funk e latin. Il disco nasce per così dire a "sei mani", dalla collaborazione tra la vocalist pugliese, il pianista jazz Paolo Di Sabatino e il dj abruzzese Paolo De Iuliis.

Sempre da soli, una sorta di «diario di un narcisista», è stato scelto dall'Associazione Fonografici Italiani per essere inserito nella compilation "Midem 2005", a rappresentare produzioni italiane al Mercato Internazionale del Disco di Cannes. Nove le tracce del cd, per sette canzoni diverse, due delle quali, Quello che c'è in te e Sempre da soli, sono presenti in due versioni (quest'ultima funky, ma la versione swing della title-track avrebbe potuto essere più swingante davvero, forse è stata una scelta per dare compattezza al disco quella di non renderla ancora più jazzy... magari dal vivo ci giocheranno di più!). Entrambi i brani si avvalgono di due assoli della star Fabrizio Bosso, che s'inserisce con pertinenza stilistica sulla ritmica compatta e affiatata composta, oltre che dal co-leader Paolo Di Sabatino, da Mauro De Federicis alle chitarre, al basso elettrico e contrabbasso Marco Siniscalco e alla batteria Glauco Di Sabatino.

Il sound è quello delle produzioni acid jazz della metà degli anni '90, in particolare Dirotta Su Cuba e Marina Rei, per fare due esempi. Il che rivela però che i punti di riferimento originari sono comunque black, soulful e d'Oltreoceano o d'Oltremanica (Incognito), direi.

In Vita Senza Te il sapore è più latino, con tocchi di chitarra flamenca e dell'evocativo suono del Fender Rhodes. Dall'incipit parrebbe sulla stessa linea anche La Mia Anima, che quasi cita riffs à la Santana, per poi cambiare registro in un ritornello disco ‘70.

Elisabetta Guido, bella e grintosa, una voce ambrata e piena da mezzosoprano, ha una laurea in Giurisprudenza e un diploma in pianoforte, ed ha vinto la scorsa edizione di "Lecce Art Festival" come solista, è direttrice del coro gospel A.M. Family e collabora come vocalist e direttrice di coro con le produzioni di Rai1.

E l'amore per il gospel e la vocalità nera, smerigliata qua e là da lucenti abbellimenti mediterraneeggianti (Pino Daniele docet!), si evince fin dalle prime battute, specie nel brano Un Nuovo Sole, a mio parere la traccia più riuscita insieme alla ballad Senza Via D'Uscita, dove Elisabetta dà prova di virtuosismi (il brano non sfigurerebbe su un disco di Giorgia, anzi…), sebbene per il resto delle tracce il genere (pop) e la lingua (l'italiano) in cui il lavoro è composto non siano sempre molto indicate per sottolineare le potenzialità di Elisabetta, che comunque si manifestano (bella estensione e intonazione, forse qua e là indugia su una qualità vocale che intuba un po' il timbro, o sul falsetto, come in Ama Più Che Mai) e fanno venir voglia di ascoltarla anche su cd – visto che dal vivo Elisabetta vi si cimenta con sì buoni risultati – in contesti jazzistici (mentre in ambito gospel ha già più d'un disco all'attivo), o magari proprio più sulla linea delle sopracitate dolci ballads.
Michela Lombardi per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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