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Primo CD per la vocalist Cinzia Tedesco che comunque non si può considerare una "debuttante" data l'esperienza maturata già da svariati anni nei principali club romani e in alcuni dei festival più importanti d'Italia come Villa Celimontana. In due brani c'è un uso pressoché analogo dei fiati dello IalSax Quartet ( Rite Time) e dei Corni del Teatro San Carlo (Said and Done).Un'altra caratteristica molto interessante sono i cori. Realizzati dalla Tedesco stessa con delle sovraincisioni forniscono un ulteriore apporto all'insieme orchestrale. Siamo arrivati ora agli arrangiamenti. Eccellenti, di gran gusto, molto sapienti ed estremamente ben dosati rispetto alle possibilità sonore disponibili. Non ci sono sovrapposizioni o eccessivi "rumori", ogni suono si distingue nitidamente. Senza nulla togliere agli altri, è questo l'aspetto di Rite Time che ritengo migliore. Complimenti quindi per Pino Iodice che inoltre accompagna in modo molto appropriato seguendo la voce pedissequamente, passaggio per passaggio, è sempre lì, pronto a dare il giusto supporto armonico dimostrando anche una bella personalità durante i soli.Pietro Iodice e Gianluca Renzi sono i due propulsori ritmici. Si avverte un grande affiatamento tra i due e l'impianto ritmico ne trae giovamento risultando molto compatto e preciso in ogni passaggio considerando i non pochi obbligati presenti e la varietà ritmica di ogni brano. Entrambi, inoltre, si pongono in particolare evidenza durante alcuni soli come su Afro Blue per Iodice, Rite time e The thrill is gone per Renzi.Last but not least...la scelta dei brani. Ci sono alcune composizioni originali firmate da Pino Iodice e una da Stefano Sabatini. Tutte molto valide con una lieve nota di merito per Better be alone. Alcuni altri brani possono essere comunque considerati degli originals sia per il fatto che non risultano essere stati mai interpretati da una voce come Foxy Trot di Kenny Wheeler e Said and Done di Billy Childs e sia perchè hanno un testo scritto appositamente da Cinzia Tedesco. Afro Blue di Mongo Santamaria non può non ricordare John Coltrane o anche singers del calibro di Dee Dee Bridgewater e Dianne Reeves che la cantano spesso anche dal vivo. Qui la progressione del brano è davvero coinvolgente con diverse modulazioni dinamiche e con in più i Solis String che contribuiscono a rendere ancora più frizzante questo brano diventato un vero e proprio inno alla terra madre. In ultimo, All You Should ever want di Chick Corea con uno swing energico ed un bell'unisono di archi e cori e The Thrill is gone, un altro brano veramente bello, ripescato recentemente anche da Claudia Acuna, qui eseguito in modo impeccabile.Quindi in conclusione siamo di fronte ad un opera prima molto ricca di svariati e significativi elementi che denotano un lavoro pregevole, a tratti articolato, ma svolto egregiamente da un gruppo di professionisti molto affiatati. Ottimo esordio. Marco Losavio
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