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VVJ - Ed. Millesuoni 2005

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Salerno Liberty City Band
Salerno Liberty City Band


1. Red Society (Dexter Gordon)
2. Novembre (Dario Deidda)
3. Izmir (Dario Deidda)
4. Drugs Market Dance 1 Parte - 2a parte (Dario Deidda)
5. Gli Specchi (Giovanni Amato)
6. Caravan (Duke Ellington)
7. Biancaneve (Sandro Deidda)
8. Nuages (Django Reinhardt)
9. Rwanda (Dario Deidda)
10. O.P. (Charles Mingus)

Alfonso Deidda - piano, tastiere, alto sax, percussioni
Sandro Deidda - tenor sax, soprano sax, clarinetto, flauto
Jerry Popolo - tenor sax
Daniele Scannapieco - tenor sax
Giovanni Amato - tromba, flicorno
Dario Deidda - contrabbasso, basso elettrico
Amedeo Ariano - batteria, percussioni



Via Veneto Jazz is a division of Millesuoni
via Calabritto, 28 - 00010 Roma
tel. +39 06 25213540
Fax +39 06 37513596
web: http://www.millesuoni.it
Via Veneto Jazz is distributed by EMI Music
 


Salerno fucina di musicisti e di idee. Salerno con i suoi caldi colori e con le sue profumate terre irrora di magma sonoro la scena jazzistica italiana.

Un sestetto di amici con un consistente spaccato familiare che funge da epicentro: l'ensemble Deidda e cioè il polivalente Alfonso (piano, tastiere, alto sax, percussioni), il fiatista Sandro (tenore, soprano, clarinetto, flauto), l'elettrificante Dario (contrabbasso, cello e basso elettrico). Completano, si fa per dire, Giovanni Amato alla tromba, Amedeo Ariano alla batteria ed alle percussioni, Daniele Scannapieco e Jerry Popolo al tenore.

Dieci avvincenti brani tra standard leggendari e composizioni originali. Ne scaturisce una forza timbrico/armonica travolgente, ricca di sovrapposizioni, di soli avviluppanti. La coralità emerge a pieno titolo così come dovrebbe essere per una band.

Si apre con Dexter Gordon: la sua Red Society è rivisitata con tatto ed il piano di Alfonso Deidda s'intreccia alla vitalità dei fraseggi di Scannapieco, Popolo e Sandro Deidda, fortemente bop.

Le costruzioni, anzi le alchimie armoniche di Dario Deidda (Novembre e Izmir) sono corroborate dal drive di Ariano e finemente distillate da Giovanni Amato.

L'imprevedibile policromia e la letteraria polivalenza del lavoro è racchiusa tutta in Drug Market Dance, suddivisa in due parti, dove la merge dei suoni trova la sua latina ballabilità sotto le sferzate sia pianistiche e sia percussive di Alfonso Deidda e di Ariano. Le acide fughe di Amato, Scannapieco e Popolo s'inanellano tanto improvvisamente quanto gradevolmente in affermazioni corali dal sapore cuban jazz.

Gli specchi, una composizione di Giovanni Amato, pone in evidenza tutta l'abilità del trombettista campano che esegue d'un fiato il solo con particolare attenzione all'elaborazione dei suoni. Il costante e metronomico slappin' di Dario Deidda ed il sottile swing di Ariano reggono l'impalcatura delle entrate ternarie del piano di Alfonso e dei sassofoni.

La tracimante e sferzante Caravan di Duke Ellington diventa ancor più passionaria e mediterranea grazie all'arabica esecuzione del soprano di Scannapieco.

Un languido solo di piano apre alle malinconie di Biancaneve di Sandro Deidda.

Nuages di Django Rahinard, zigzaganti svise chitarriste tradotte dal basso elettrico di Dario e consolidate dall'alto sax di Alfonso.

Spazio ancora per una composizione originale di Dario, l'afrobeat Rwanda. Si chiude con O.P. di Mingus, all'insegna – ancora una volta – della coralità.

La storia del jazz è servita con garbo e originalità.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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