Jazzitalia - Francesco Baggiani: Santur
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Francesco Baggiani
Santur


1. After the jazz
2. Down beat
3. Supervita
4. Locomotiva
5. Santur
6. Indian dreams
7. Transito
8. Dietro Sieve
9. I love manderino
10. Manor House
11. Tattoo

Franco Baggiani - trumpet and flugelhorn
Madhava Das - samples, loops, electronic, arrangements




Cosa può esserci dopo il jazz, se lo sono chiesti in tanti e molti hanno provato a guardare oltre come ha fatto anche il nostro Franco Baggiani musicista fiorentino che non a caso ha chiamato "After the jazz", il brano iniziale del suo ultimo cd "Santur". E da questo brano proviamo a capire di che musica è fatto tutto il cd ed allora scopriamo un altro tentativo di mettere insieme tanti linguaggi musicali contemporanei come l'house, l'ambient e la world music. Un lavoro realizzato con l'ausilio di Mario Leonelli dei Govinda che ha agito sulle strumentazioni elettroniche e di studio.

Di jazz ben poco o niente, tranne il concetto di contaminazione realizzato attraverso un tappeto di suoni tecnologici su cui si stagliano le incursioni sonore della tromba di Baggiani, doppiata e moltiplicata ancora grazie alle diavolerie elettroniche di uno studio di registrazione.

Il cd contiene undici brani dove è facile ascoltare echi del grande Miles ma i primi quattro sono caratterizzati dalla prevalenza dei suoni elettronici. Poi a partire dal brano che da il titolo all'album i suoni si fanno più da world music e quindi più veri, più naturali ed è qui che Baggiani da il meglio di se, come in "Indian Dreams", brano suggestivo caratterizzante la parte centrale del cd.

La tavolozza strumentale è ampia, si ascoltano sitar, tablas, flauti indiani e una moltitudine di altri strumenti e l'ascolto si fa interessante con il brano "Transito". All'arrivo della traccia n.8, "Dietro Sieve", siamo nel bel mezzo dell'ambient music e qui la tromba di Baggiani è il solo suono vivente in un ipotetico mondo cosmico-virtuale. Da qui alla fine altri tre brani, sempre in bilico tra i linguaggi musicali citati, delineano un tentativo in parte riuscito di tracciare un percorso per certi versi inedito nel mondo musicale della nostra Italia.

Un progetto ambizioso, ma non facile, che potrebbe dissolversi nel nulla se si perdessero le coordinate di un linguaggio che deve mettere insieme ricerca e contaminazione, senza perdere di vista un equilibrio sonoro che non può venir meno, perché fondamentale per farsi comprendere.
Giuseppe Mavilla per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 28/03/2007

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