Jazzitalia - Recensioni - Dominic Miller: Silent Light
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Otto concerti per il ritorno nel Napoli Jazz Winter. Un cartellone di respiro internazionale per la XII edizione della rassegna.

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E' morto Ben Riley, batterista di Thelonious Monk.

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

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Virginia Sorrentino, Larry Franco e Tony Esposito sono i tre protagonisti della 18ma edizione di Sorrento Jazz - "M'illumino d'inverno"

Chick Corea, Steve Gadd, Dave Douglas, Carla Bley, Steve Swallow e molti altri i protagonisti di Giordano In Jazz Winter Edition 2017.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Il Saint Louis, Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale autorizzata dal Miur a rilasciare titoli accademici di I e II livello, apre le iscrizioni al prossimo anno accademico 2016/2017.

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Dominic Miller
Silent Light



ECM (2017)

1. What you didn't say
2. Urban Waltz
3. Water
4. Baden
5. En passant
6. Angel
7. Chaos Theory
8. Fields of Gold
9. Tisane
10. Valium
11. Le pont

Dominic Miller - chitarra
Miles Bould - percussioni


La poetica di Dominic Miller è fatta di corde pesate e pensate, di frasi costruite intorno a un tema che acquista mille volti. E da subito lo si riconosce per il periodare deciso, stringato e, al contempo, carico di emozioni esaltate dalle coloristiche percussioni di Miles Bould ("What You Didn't Say").

La musica di Miller è narrativa, mutuata da suoni ancestrali, della memoria perduta, dominata da influenze classiche e armonici naturali ("Urban Waltz"). Il ritmo è implicito, suggerito dalle stoccate di Bould, che tende trame espressive con le varie percussioni utilizzate, acuendo la cantabilità delle note luminose e cristalline delle composizioni ("Water").
Miller declina un vocabolario pastoso, accennando, ricordando, frammentando e arpeggiando anche ritmi latin ("Baden"), mescolando tratti contemporanei senza far appello ad artifici, ma con una radiosa semplicità compositiva ("En passant").

Dieci episodi musicali tutti a firma del chitarrista di Buenos Aires, che mette sul piatto anche un sostanzioso groove – sempre in acustico – con le altalene ritmico-armoniche di "Chaos Theory", dando prova – ove ve ne fosse stato bisogno – della sua padronanza dello strumento. Miller padroneggia ogni linguaggio, anche di matrice classica, incastonandovi quel pizzico di fusion romantica rimarcata dai cromatismi, dalla politonalità ("Valium", "Le pont").
Unico episodio musicale apocrifo è "Fileds of Gold", giusto per tenere un piede nel suo altro presente, quello che lo vede al fianco di un grande musicista e compositore: Sting, ma che non esaurisce la vena creativa e la personalità di Dominic Miller.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 09/12/2017

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