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Scorrendo le recensioni su questo sito mi sono accorto che qualcuno ha apposto, sulle note commentanti un CD, questa frase "ma costui fa i dischi a cottimo!?", naturalmente non voglio entrare in merito al commento in quanto tale, ma voglio invece sottolineare che l'autore del disco qui recensito Pierluigi Vicini è un tizio che i dischi a cottimo li fa veramente; basti pensare a tutta la produzione Folk Tunes con la quale Vicini è riuscito a collaborare addirittura con un mito neozelandese che risponde al nome di Bob Lovell. Se è vero però che la quantità stona con la qualità andiamo ad analizzare il prodotto in questione. L'autore, artigiano consolidato del sound afroamericano (come afferma in una nota il saxofonista pugliese Gabriele Partipilo) e della musica contemporanea in genere, sottolinea un nuovo genere Slow Jazz accarezzando forse l'idea di approdare in lidi poco frequentati, almeno in teoria. In Italia, a prescindere dal genere musicale, le pubblicazioni e di conseguenza le recensioni discografiche si sprecano, chiunque può accedere alla registrazione di un CD e quindi alla sua pubblicazione più o meno avvallata dai media. Vicini si divincola da questo assoluto e vi spiego perché. La sua musica è di un'estemporaneità disarmante, non ha un filo logico, si basa inoltre su stilemi cinematografici fade in – fade out e dissolvenze specifiche come a voler lanciare un segnale o un'intonazione senza tenere troppo in considerazione il fenomeno normalizzante dell'elongazione.
" Questo disco lo dedico alle mie origini e alla mia terra, a mio padre, ai miei nonni, al microcosmo che mi appartiene di rimando; da questi luoghi non mi muovo più da anni con enorme, disumana soddisfazione. Qui scrivo, lavoro e suono tutto quello che mi passa per il cervello con minimi mezzi, supportato da pochissimi e secondo loro inadatti collaboratori, ma questo solo secondo loro… Vivo in ogni caso con uno sguardo rivolto all'esterno eterno delle cose inamovibili… Il Ca' non sta per una volgarità ma per Casale o Casa di… Borghi dell'Altomontefeltro e della prospicente Valle del Savio, terre di transizione e libertà dove ognuno di noi è ospite perfetto " (P. V.) Tutte le tracce (tranne Ca' di Bibo del giovane trombonista Marcello Detti) come da consuetudine sono di sua composizione e descrivono, appunto, località amene a cavallo tra Toscana, Marche ed Emilia Romagna. Naturalmente la descrizione risulta a titolo personale, empatica e, grossa pecca di questo esperimento, resta proprio il fatto che né in copertina né sulla spartana inlay card possiamo trovare immagini di questi luoghi così da poter condividere sonorità ambientali con l'autore, ma tanté, proviamo mettere in previsione una gita domenicale. Tornando al CD c'è da tener presente che Vicini passa da uno strumento all'altro con frenesia circense tessendo trame saldissime tra di loro seppur deprivate al limite da ogni senso logico e cronologico. Per esempio nel brano n. 6 troviamo il sempre effimero centro tonale dove un garrulo sax Alto disegna arabeschi molto eleganti, mentre nel brano n. 12 assistiamo ad un lancinante interloquire tra l'imboccatura di un sax soprano e lo spazio siderale. In Ca' dell'Olmo scaturisce la buona vena free del musicista che traccia un asintoto di Arp su cui vibra oltre all'Alto un flauto di bamboo tra vivide percussioni ed un poderoso drumming -sempre di Vicini- già saggiato in Nelum album del 2005 che ha suscitato un discreto interesse grazie alla scelta del crossover classica e jazz. In Ca' Baldoni abbiamo forse uno dei più struggenti sax tenori esperibili, non solo; anche la vacuità estesa del tema (perché di solo tema si tratta) è impressionante, clamorosamente downtown come ribadisce Joe Gothard chitarrista degli Urban Jazz Coalition (Ohio) che ha prestato il suo plettro nella carezzevole ed ipnotica sequenza. Va considerata inoltre l'attenuante della pura spontaneità e la sottile puerilità ricercata sincreticamente nel disco; una rottura vivida, tangibile e urticante che non lascia spazio a critiche ponderate vista anche la natura dell'autodidatta preso in esame, con un posto d'onore sul sito internazionale VBZ surrealism. Un vivo consiglio è quello di visitare uno dei suoi siti Web www.pierluigivicini.net o rintracciarlo presso la Rete Romagna Jazz opportunamente curata dal chitarrista Marco Vienna dove è possibile scaricare Mp3 e articoli legati ai musicisti jazz di questi saporiti e incredibili luoghi. Nico Cicotti per Jazzitalia
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