
Abeat Record - ABJZ 029 cover photo by Francesco Falbo
|
Roberto Demo
Sono Un Bluff
1. Sono un bluff (R. Demo) 
2. Normalità (R. Demo)
3. Qui e ora (R. Demo, F. Dalmazio)
4. Ballata della moda (L. Tenco) 
5. Nel fuoco (R. Demo, E. Cavallotto)
6. Sweet Marta (L. Martinale, R. Demo)
7. Mille volte ancora (R. Demo, E. Cavallotto)
8. Su e giù (R. Demo)
9. La porta (R. Demo, E. Cavallotto)
10. Puntini puntini (R. Demo)
Roberto Demo - vox Luigi Martinale - pianoforte Yves Rossignol - acoustic bass Paolo Franciscone - drums
|
 Via Pasubio, 6 21058 Solbiate Olona
(VA) tel/fax +39 0331 376380
A quarant'anni si raggiunge la maturità? Potrebbe essere così, almeno sentendo l'ultima fatica a 360° di Roberto Demo che a distanza di tre anni dal precedente lavoro discografico, fatto di standard, libera questo album personale in cui dimostra le sue indubbie capacità di cantante,compositore e musicista. I testi sono pensieri,emozioni e sensazioni in libertà. Un "rewind" della sua vita,dei suoi trascorsi. Ed alla fine, o meglio già all'inizio del disco, afferma di essere un bluff! Un'affermazione che fa riflettere.
Il lavoro del poliedrico artista torinese è una sorta di viaggio dantesco: nel mezzo del cammino della vita. Un viaggio fatto di swing, di vocalese, di suoni vecchi e nuovi, di ballad tristi ma non melense.
Un viaggio che si apre con un'affermazione, la swingante "Sono un bluff" e si chiude con le note mainstream di "Puntini puntini". E' una provocazione, è un'artistica provocazione anche perché i suoni che si succedono sono chiari,puliti adamantini e le parole si fondono con gli strumenti. Demo ha accuratamente scelto i suoi compagni di viaggio: Luigi Martinale al piano concede sprazzi jarrettiani e la sessione ritmica formata da
Yves Rossignol al contrabbasso e Paolo Franciscone alla batteria,sorregge con grinta le scorribande armoniche sia del piano che della voce alta e compatta del leader.
Dieci brani che scorrono con velocità e con un'apparente facilità d'ascolto. Ma non è così:ogni brano è segnato da soli di pregevole fattura e da arrangiamenti eleganti. Il disicanto con cui
Demo affronta ogni brano è da leggersi con attenzione. E' la linea di passaggio di un periodo di tempo trascorso e vissuto. Dai trucchi verbali e strutturali che sono richiamati in Normalità, alla sempre splendida Ballata della moda di Luigi Tenco.
Il fatto che
Demo abbia voluto parlare di bluff, di fiction, di realtà artefatte anche e soprattutto per convenienza è indubbio. Ma non ha voluto parlare solo di lui: forse è la vita un vero bluff.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia
Invia un commento
Questa pagina è stata visitata 4.806 volte
Data pubblicazione: 10/08/2005
|
|