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CAMJ 7775-2
Maria Pia De Vito
So Right


1. Amelia 05:27
2. All I Want 04:30
3. Little Blue Birds 05:09
4. So Right 05:19
5. God Must Be a Boogie Man 05:14
6. River 06:14
7. Harlem in Havana 04:38
8. Since Your Love Died 03:01
9. Woodstock 05:41
10. Miskin 04:51
11. a Case Of You 08:15
12. The Sweetest Medicine 02:59

Maria Pia De Vito - vocals
Danilo Rea - piano
Enzo Pietropaoli - double bass
Aldo Romano - drums



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Fra i song-book più eterogenei e stimolanti che la storia del cantautorato americano annoveri, quello di Joni Mitchell è anche fra i più ardui da rileggere al presente, in quanto la struttura musicale dei brani e le rispettive esecuzioni originali sembrano formare un intero indivisibile. Con alcuni "classici" consegnati alla storia del pop, una solida frequentazione del country e una mai sopita passione per il jazz in tutte le sue espressioni, l'opera della Mitchell è un oggetto inafferrabile.

Il primo e fondamentale merito di questo (sia detto senza indugi) strepitoso So Right è quello di recidere finalmente il cordone ombelicale dei brani con le incisioni che ne hanno cristallizzato l'esecuzione. La riorchestrazione di alcuni classici imperniati sulla chitarra acustica di matrice west coast (per esempio "All I Want") giova alla struttura musicale profonda, che viene anzitutto messa a nudo. Le peculiarità del songbook mitchelliano riemergono con prepotenza, anche senza le sue celebri accordature aperte. Anzi la costruzione armonica di Danilo Rea amplifica l'inclinazione dell'autrice alla cadenza sospesa; il pianista poi, come si apprezza per esempio in "Amelia", intraprende un discorso melodico parallelo alla linea vocale, o si produce in momenti solistici non ignari della lezione di Ahmad Jamal. Sovente è la nuova intelaiatura ritmica a rivitalizzare brani notissimi come "River" e "Woodstock"; il primo, in particolare, esalta il binomio Rea-Pietropaoli, ben assecondati dal felpatissimo Romano, con esiti paragonabili alle riletture del repertorio pop-folk di Nick Drake da parte del trio di Brad Mehldau.

Teniamo per ultime le due considerazioni più importanti. La prima: non abbiamo dimenticato che l'alto valore di So Right si deve all'interpretazione vocale di Maria Pia De Vito; non bisogna temere di affermare che il suo intervento è decisivo proprio perché toglie all'originale tutti i noti vezzi (leggi: taluni improvvidi acuti della Mitchell più giovanile e "western") ed eccessi espressivi legati al gusto di un preciso momento storico. Sia detto non per mera provocazione: "A Case of You", nell'interpretazione della De Vito guadagna in tutto, dalla dinamica al registro alle pause; "Amelia" addirittura sembra di ascoltarla qui per la prima volta. Arriviamo alla seconda considerazione: a fianco dei sette pezzi di "antologia mitchelliana" figurano cinque brani originali che rappresentano una straordinaria lettura critica della "penna" di Joni, delle sue predilezioni armoniche e melodiche. In special modo "So Right", che dà il titolo a questo ispirato lavoro discografico, è forse il brano che la Mitchell non ha mai scritto, ma che riassume tutto il suo universo musicale.

In ultima analisi, il disco di Maria Pia De Vito – oltre a qualificarsi come uno dei migliori ascolti della stagione di jazz internazionale – sembra indicare un metodo di approccio a scritture musicali di cui il jazz ha sempre bisogno di nutrirsi.
Luca Bandirali per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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