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Maurizio Aliffi e Marco Bianchi
Sottomarini e Pattini


1. Sottomarini e Pattini
2. Adda
3. L’ultima Burba
4. Corale
5. Via Capodieci
6. Choro, Vincenzo e Birra
7. Ground

Rat-Man SUITE:
8. Rat-Man giallo
9. Rat-Man rosso
10. Rat-Man blu
11. Rat-Man bianco
12. Rat-Man nero

Maurizio Aliffi - guitars
Marco Bianchi - vibraphone



Il panorama jazzistico è sempre fecondo di interessanti incontri "face to face". In duo l'artista ha ampia libertà, ed al contempo la presenza di un altro strumento gli da modo di sviscerare non solo le proprie emozioni. In questo caso chitarra e vibrafono, metalli sonanti, hanno un'attrazione reciproca naturale come ci dimostrano Aliffi e Bianchi.

Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è l'assoluta compenetrazione del suono dei due strumenti; come pattini sul lago gelato, chitarra e vibrafono, procedono sempre in perfetta sintonia.

Marco Bianchi si lascia apprezzare non solo per la tecnica e l'inventiva ma anche per l'uso azzeccato delle dinamiche, Maurizio Aliffi è sempre interessante sia nei solo che nella ritmica.

Il brano d'apertura, la "title-track" Sottomarini e Pattini, ha il sapore agrodolce di un bel ricordo del tempo che fu, ma questo fino a metà del brano, poi subisce una sferzata con i solo di Bianchi e la chitarra quasi ossessiva di Aliffi, per poi ricomporsi nel finale. L'ultima Burba, composta per il clarinettista Simone Mauri, prende il nome da una piccola striscia disegnata da Leo Ortolani, è un piccolo bocciolo che sta per sbocciare e già possiamo annusarne il fresco profumo, come in un mattino di primavera. In Choro, Vincenzo e Birra chitarra e vibrafono si rincorrono in un divertente scambio di scale armoniche. Una menzione particolare alla Rat-Man SUITE, lo splendido personaggio del topo super eroe dalle incredibili deficienze mentali creato da Leo Ortolani non poteva ricevere omaggio migliore che quello presentato da Aliffi e Bianchi.

Il punto di forza dell'album è forse anche il suo limite, il caleidoscopio di emozioni che i due ci mostrano; Bianchi e Aliffi hanno servito dodici tracce interessanti ed originali, ma quello che sembra mancare è un filo conduttore per non perdersi nell'ascolto.
Enzo Saba per Jazzitalia




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Intervista a Marco Bianchi: "...la musica ha il potere di trasfigurarti, perché quando stai suonando accade qualcosa che non è decifrabile…. Un insieme di sensazioni, di pulsazioni che il cervello coglie, lascia, abbandona, illumina i tuoi movimenti..." (Eva Simontacchi)



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Data ultima modifica: 11/02/2008

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