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Azzurra Musica Srl 2004

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Birro/Conte/Zigmund
Spring Jazz Trio


1. Dancing in the dark (Schwartz-Dietz) 7.42
2. Off minor (Monk) 4.54
3. Crazy he calls me (Sigman-Russell) 5.36
4. I'll take romance (Oakland-Hammerstein II) 7.32
5. Smiling (Birro) 7.07
6. Retrato em branco e preto (Jobim-Buarque) 6.07
7. Love walked in (Gershwin-Gershwin) 5.16
8. Gertrude's bounce (Powell) 4.53
9. What better fits (Birro) 6.20

Paolo Birro - pianoforte
Lorenzo Conte - contrabbasso
Eliot Zigmund - batteria



Il disco Spring Jazz Trio di Paolo Birro, Lorenzo Conte e Eliot Zigmund è la sintesi portatile e riascoltabile di un ipotetico (ma non troppo…) "Jazz Club Italia". Spring Jazz è il suono di molti locali notturni, bar, ristoranti, birrerie che accolgono, nuovamente, il jazz. Club per poche ora a settimana che sanno dare uno spazio molto più ampio di un sottofondo al jazz del nostro paese.

Le note di Birro, Conte e Zigmund sono il suono di serate inaspettate, di atmosfere che sanno accompagnare la fine di una giornata, la sospensione di un pensiero o di una chiacchierata convogliando attenzione e stanchezza come grazie alla stupenda Crazy he calls me. Lo Spring Jazz Trio è la costanza che suona in jazz, la quotidianità di un arte praticata con professionalità votata alla tradizione: Monk, Gershwin, Powell...

Naturalmente la batteria di Eliot Zigmund non attraversa esclusivamente le nuove ed indefinite "sale da jazz" d'Italia, ma porta Spring Jazz Trio anche in festival come EuroJazz Festival di Ivrea o il Festival della Valle di Fiemme. Il disco è il collante diretto con l'essere sul palcoscenico e proprio come in un concerto il trio si muove con un discreto interplay, con assoli pensati e poco ricercati forse eccessivamente isolati. Domina nel disco il pianoforte di Paolo Birro e come in un club con il crescere dell'attenzione del pubblico aumenta anche la profondità e la carica del musicista sul palco, così lo Spring Jazz Trio è un lavoro in crescendo di tecnica, calore ma anche di personalità che raggiunge il suo apice in una delle due composizioni di Birro What better fits che chiude il disco e un immaginario semplice sipario italiano.
Alessandro Armando per JazzItalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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