Jazzitalia - Recensioni - Alexander Hawkins Ensemble: Step Wide, Step Deep
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Cammariere, Paoli e Rea, Chano Dominguez e il progetto Hudson di Jack Dejohnette &, John Scofield per la 29ma edizione di Notti di Stelle, il festival jazz della Camerata Musicale Barese.

E' morto il pianista Cecil Taylor, aveva 89 anni.

"The Early Ragtime". A cento anni dalla scomparsa di Scott Joplin, a San Severo una serata dedicata al ragtime con Marco Fumo ed Alceste Ayroldi.

Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Serena Brancale, Javier Girotto e Martin Bruhn per la II edizione del Festival Special Guest nato dalla collaborazione tra il Teatro Eliseo e il Saint Louis College of Music.

A Bari, in esclusiva per il Sud Italia, Free The Opera, il progetto italo-americano, già candidato ai Grammy Award di Fabrizio Mocata, Gianmarco Scaglia e Paul Wertico..

Tra gli appuntamenti della settimana del 31/o Valdarno Jazz anche due guide all'ascolto in compagnia del critico musicale Alceste Ayroldi, venerdì 9 e sabato 10 marzo.

Workshop di Comunicazione Musicale e Music Management con Alceste Ayroldi. .

Master class e concerto finale con Mario Rosini: "Reinterpretazione e rilettura del repertorio del canto jazz e pop".

Piacenza Jazz Fest XV Edizione: Più di 50 eventi in 40 giorni. Grande attesa per Toquinho Dave Douglas, Uri Caine, Lee Konitz, Michel Portal, Mauro Ottolini e Vjay Iyer.

Blue Note Off: La musica del Blue Note esce dallo storico locale per andare in location "unconventional", non solo a Milano.

Fred Hersch, Billy Child, John Mclaughlin, Cècile McLorin Salvant, Christian McBride, Miguel Zenón, Pablo Ziegler, sono alcuni dei musicisti che si contenderanno il Grammy Award 2018.

Otto concerti per il ritorno nel Napoli Jazz Winter. Un cartellone di respiro internazionale per la XII edizione della rassegna.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            AUTINO Adriano (chitarra)
            CAIAZZA Igor (perccussioni)
            CIMINO Lorenzo (tromba)
            DI IENNO Gianluca (piano)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            ESPOSITO Sergio (chitarra)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            MENEGOTTO Mauro (batteria)
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            PANTIERI Filippo (piano)
            PELLITTERI Marcello (batteria)
            RONCA Marco (piano)
            SCARAMELLA Giulio (piano)
            SILVESTRI Vittorio (chitarra)
            VENTUROLI Danilo R. (piano)
            VIGNALI Michele (sax)
Alexander Hawkins Ensemble
Step Wide, Step Deep



Babel (2015)

1. Step Wide,Step Deep/Space of Time Danced Thru
2. Forgiven Only Words Once
3. MO (-Ittoqqortoormiit)
4. Listen/Glow
5. Advice
6. Assemble/Melancholy
7. Baobab Constellation

Alexander Hawkins - piano/composer
Otto Fischer - guitar
Shabaka Hutchings - clarinet, saxophone
Neil Charles - bass
Dylan Bates - violin
Tom Skinner - drums


Alexander Hawkins è uno dei personaggi più interessanti del jazz inglese più di tendenza. Partner abituale di Louis Moholo, di Evan Parker, fra gli altri, è conosciuto in Italia principalmente per la sua partecipazione al disco di Roberto Ottaviano dedicato a Steve Lacy "Forgotten matches", uscito nel 2015. Oltre a queste illustri collaborazioni, Hawkins è leader di un suo sestetto con cui pubblica questo "Step wide, step deep", a distanza di due anni da "All there ever out", inciso sempre per la Babel Label. In realtà del gruppo precedente non è stato confermato nessuno. Il pianista britannico, infatti, ha riunito attorno a sé stavolta un ensemble nuovo di zecca dalla conformazione eccentrica, con chitarra, violino e clarinetto accanto ad una sezione ritmica consueta, nello strumentario almeno. La musica del compositore di Oxford mantiene costanti i caratteri della sorpresa, dell'imprevedibilità. I brani iniziano in una certa maniera, ma poi seguono tracciati tortuosi, zigzaganti, si modificano e si trasformano in corso d'opera, con variazioni di tempo, di ritmo e di intensità. Nella musica di Hawkins si colgono potenti agganci alla lezione di Monk, oltre a licenze proprie del camerismo-free, ad elementi post rock, a qualche richiamo lontano all'etno folk, il tutto frullato insieme e amalgamato secondo una regia sapiente e inventiva.

Nei sei episodi non sempre sono impiegati contemporaneamente tutti gli strumenti. Si alternano sequenze collettive ad altre dove si procede in duo o in trio. Gli assoli si materializzano, così, all'interno di un'esposizione tematica multiforme, come espansione divergente degli stessi motivi. In un certo modo ai musicisti viene concessa libertà di azione dentro ad un reticolato a maglie larghe, dove sono stabiliti a priori punti di incontro, linee di separazione e stadi di ripartenza in comune. Siamo lontani, cioè, dal clima tipico delle sedute di improvvisazione totale, dove, spesso, si procede a braccio senza un traguardo preciso da raggiungere. Qui la mano del leader si avverte chiaramente e guida la band a costruire un jazz caratterizzato da molti riferimenti, adeguatamente metabolizzati e dotato, comunque, di una fisionomia definita e di una prepotente originalità.

Con questo album Alexander Hawkins, ben assistito da un sestetto di grande compattezza, dove brilla in particolare il clarinettista Shabaka Hutchins, si impone come una personalità fra le più stimolanti e ricercate del jazz europeo attuale.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 26/04/2017

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