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Via Veneto Jazz - Italia - 2005
Stefano Battaglia e Michele Rabbia
Stravagario 2


1. Perpetual - 6:09
2. Song from the grass - 3:31
3. Refuge - 3:46
4. The Harper - 3:47
5. Incantesimi - 2:50
6. The cure - 4:17
7. Lost in the heart - 5:36
8. Fugatha for prepared piano and tuned bells' orchestra - 2:56
9. The great spirit of the man with the black horn - 4:32
10. El sangre de marzo - 4:34
11. Apparizione - 2:22
12. The gift - 3:14
13. Preghiera della sera - 4:47

Stefano Battaglia - pianoforte, pianoforte preparato, Fender Rhodes
Michele Rabbia - percussioni





Via Veneto Jazz is a division of Millesuoni
via Calabritto, 28 - 00010 Roma
tel. +39 06 25213540
Fax +39 06 37513596
web: http://www.millesuoni.it
Via Veneto Jazz is distributed by EMI Music
 


L'incontro tra l'europeo piano e le tribali percussioni costituisce il primo vagito del jazz.

Stefano Battaglia incontra Michele Rabbia. E viceversa. Si incontrano per la seconda volta in questa "mini saga" di raffinatezze musicali dal lessico non comune, elaborata ed impermeata di ricerche maliziose e provocatorie.

Un percorso che mostra una maturità non solo di coppia ma personale. Entrambi hanno costruito nuove sonorità che hanno riversato in questo lavoro.

Le curve astratte di alcuni brani (Perpetual, The Harper) s'intersecano con la robustezza lirica di altri (Refuge) che sprigionano tutta la sagacità interpretativa di Battaglia, immune da leziosità, che ben si fonde con i contrasti ritmici, timbrici ed anche melodici liberati da Rabbia.

Come nel precedente, il tema dell'improvvisazione e la ricerca di suoni sempre differenti pervade anche questo lavoro.

Particelle di arabiche liturgie che stimolano tutta la robusta fantasia di Michele Rabbia e la sensuale ed avvolgente forza espressiva di Battaglia(Song from the Grass).

La conoscenza dei suoni ed anche dei rumori a tratti urbani (The Cure, Fugata for prepared Piano and tuned bell's orchestra), con sfumature di scontroso nervosismo, a tratti eterei, celestiali (Preghiera della sera).

Battaglia e Rabbia si compenetrano e si comprendono al volo. Senza forzature. Ed è un lavoro scevro da colpi di maglio d'assestamento. E' libero da vincoli, sereno e costruito su dei binari ampiamente collaudati. Il muoversi tra degli schemi inesistenti è la forza di questo lavoro. Schemi mai esistiti, un lavoro che evidenzia il gran senso del ritmo di entrambi i musicisti.

Battaglia mostra tutta la sua maturità. Il suono è sorprendentemente pulito sia quando tocca il piano e sia quando tocca il fender rhodes ed anche allorquando appare ispirato dal miglior Jarrett, lo fa con una cifra personale (The Gift).

Michele Rabbia si conferma un percussionista poliedrico dotato di una particolare musicalità e di una dote non comune: saper dosare i tempi e saper essere ugualmente puntuale sia sui ritmi veloci e sia nel narrare i temi più struggenti.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia





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Data pubblicazione: 15/12/2005

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