versione italiana english version
 
Indirizzi |  Saranno Famosi |  J-Shop | Mailing List | Newsletter | Forum |  Cerca | Links | Sondaggio |  Cont@tti
COMUNICATI
Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati
 
 

Rune Grammofon RCD2061
released on 26.02.2007

dove acquistare e scaricare musica, vendere e proporre la propria musica...
Arve Henriksen
Strjon


1. Evocation
2. Black Mountain
3. Ascent
4. Leaf And Rock
5. Ancient And Accepted Rite
6. Twin Lake
7. Green Water
8. Alpine Pyramid
9. Wind And Bow
10. Strjon
11. Glacier Descent
12. In The Light

Arve Henriksen - trumpet, voice, keyboards and electronics
Ståle Storløkken - keyboards
Helge Sten - guitars and bow



Con Arve Henriksen ci troviamo di fronte ad uno dei trombettisti più creativi, innovativi e interessanti del panorama jazz contemporaneo internazionale.

La voce musicale del suo strumento è unica e inconfondibile, e se "Sakuteiki" omaggiava ed esplorava le sonorità degli strumenti a fiato giapponesi (shakuhachi), "Chiaroscuro" s'è rivelato essere un assoluto capolavoro di musica contemporanea, con echi nordeuropei e brani in cui l'autore ci cimenta alla voce con risultati di rara bellezza.

In questo terzo disco l'artista sembra voler coniugare le sue due anime: i flauti giapponesi dell'opera da solista e le atmosfere oscure ed elettroniche dei Supersilent.

Il titolo, "Strjon" ("acqua fluente") è il nome medioevale dell'odierno "Striyn", il villaggio nativo di Arve, situato su un fiordo della costa occidentale norvegese: una terra di ghiacci, di pace, di natura estrema, che permea di sé le composizioni. I titoli stessi rendono manifesta questa volontà di evocare la natura magnifica che ha accompagnato l'infanzia dell'artista (montagne, foglie, rocce, ghiacciai, acqua, vento, ecc.) in un percorso che si mostra più che mai interessante ed originale.

Arve inizia a 16 anni a incidere su audiocassette sequenze elettroniche improvvisate, poi passa al Dat, quindi al Minidisc, ecc. L'idea dell'album nasce dalla volontà di recuperare l'ingente materiale raccolto in 20 anni di registrazioni, inserendolo in un percorso storico dai sapori antichi e moderni al tempo stesso (a tratti ricorda la mitologia dei vichinghi mediante l'uso dell'elettronica).

Ad aiutarlo e a coordinare la registrazione è Helge Sten, guida e produttore di questa avventura, alla quale partecipa anche, in paio di brani, Ståle Storløkken (i tre artisti sono l'anima dei Supersilent, gruppo molto più elettronico e trasgressivo).

Con lo sfondo costante delle voci della natura del Nord, il disco inizia con sonorità ruvide ed oscure, quasi a voler evocare l'anima dei Supersilent (grazie all'influenza di Helge che a tratti si cimenta alla chitarra), che via via lasciano spazio alla poetica di Henriksen. Verso la metà si distinguono in modo evidente le tracce registrate con Ståle Storløkken (che alle tastiere risulta sempre molto originale) e prosegue con echi di musica sacra, barocca, medioevale, per terminare con un paio di brani di rara bellezza in cui Henriksen ci cimenta anche alla voce (a tratti angelica, quasi "bianca", a tratti gutturale, quasi "sciamanica").

In conclusione, ci troviamo di fronte a un disco che ha davvero poco di jazz (se si pensa allo swing o al bebop), ma che ha nell'anima il Dna del Jazz e della musica contemporanea: la voglia di esplorare, rischiare, improvvisare e far sognare l'ascoltatore…
Luca Vitali per Jazzitalia




Articoli correlati:
26/01/2008

3 x Supersilent al BLÅ di Oslo: "Supersilent non è una formazione che fa Jazz (se per Jazz si intende BeBop o swing), ma ha nel DNA la filosofia più alta del Jazz, e una capacità e voglia di improvvisare e rischiare uniche nel suo genere...Supersilent è un punto di arrivo, un luogo di ritrovo, un ritorno a casa per tutti i suoi componenti." (Luca Vitali)

17/09/2007

Intervista con Arve Henriksen: "...sono sempre stato molto aperto da quando ho cominciato a suonare la tromba e fare il musicista. Sono stato più interessato a lavorare con diversi tipi di musica, folk, jazz, contemporanea, rock pop. Io trovo davvero interessanti molti stili diversi...in ogni situazione in cui mi trovo, mi sforzo di trovare qualcosa da imparare..." (Luca Vitali)

19/08/2007

Nattjazz 2007 in Norvegia: "...qui si percepisce una cultura musicale molto diversa da quella che c'è nel nostro paese, gli organizzatori rischiano e propongono una miscela di stelle e di giovani totalmente sconosciuti, il pubblico da parte sua si fida del direttore artistico e non è vittima del grande nome. Gli artisti sperimentano e produco dei veri "workshop" spontanei. Il risultato è unico, la cornice straordinaria per cui di giorno c'è davvero la possibilità di trascorrere delle splendide giornate tra i Fiordi in attesa dei concerti serali." (Luca Vitali)



Invia un commento


Questa pagina è stata visitata 1.462 volte
Data ultima modifica: 11/02/2008

  Invia questa pagina ad un amico



Home |  J-Shop |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Mailing List | Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti