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Pampa Pavesi
Suoni Visivi (libro + CD)
Un percorso interattivo fra improvvisazione jazz e arti visive.
Prefazione e appendice di Silvio Franzini


pagg 113 prezzo di copertina 10 Euro


Live recorded 24-03-2007

1. About nefertiti
2. Mimesis (War no more)
3. Notturno
4. Action # 8
5. Impermanenze

Pianista, insegnante, musicoterapeuta, studi prestigiosi alle spalle (Franco D'Andrea, Herbie Hancock, laurea al conservatorio di Parma con Roberto Bonati). Giampaolo "Pampa" Pavesi, ha questo ricco curriculum da esibire, oltre a collaborazioni di rilievo (Massimo Manzi, Rudy Migliardi, Gorge Ahedo, Achille Succi etc). Perché non abbia maggiore notorietà nel jazz italiano è un dato abbastanza inspiegabile; è sempre un argomento spinoso quello della fama e dei meriti che portano a raggiungerla.



Pavesi
è comunque anche studioso attento della scena artistica contemporanea e, pur essendo un jazzman militante, è fortemente interessato anche alle vicende delle avanguardie musicali e non del secolo scorso. Frutto di questo interesse è questo libro rapido ed agile, uno sguardo di insieme, veloce ma non sommario, sul concetto di improvvisazione musicale e sui rapporti fra le arti. Un libro sanamente e totalmente divulgativo, che fa il punto su un bel po' di problemi, primo fra tutti l'improvvisazione jazzistica, la sua natura, la storia e la sua etica, cui vengono dedicati alcuni capitoli iniziali del libro. Tracce che poco dicono di nuovo (forse) a chi il jazz lo pratica o lo ascolta con attenzione critica, ma in ogni caso molto utili a fare il punto della situazione ed a riportare alla mente concetti fondamentali mai troppo ripetuti.

La parte più affascinante del libro è invece quella che i ripercorre i rapporti che intercorsero, a vari livelli, fra pittura e musica nei primi del XX secolo. Epoca in cui artisti come Kandinsky o Klee (che fu anche ottimo musicista classico) elaborarono suggestive ipotesi sul colore dei suoni, sulle loro risonanze interiori e su quelle dei colori, la possibilità di traduzione reciproca fra i due linguaggi. Del massimo interesse anche i capitoli finali dove si parla dell'improvvisazione pittorica totale di Jackson Pollock e dove si racconta della straordinaria avventura intellettuale di un personaggio come John Cage, teorico di un improvvisazione totale affidata anche ad elementi casuali (I difetti e le rugosità del foglio da musica ad esempio). Una percorso teorico alla fine del quale i suoni non saranno più "proprietà " del compositore; al massimo verranno da lui evocati attraverso la collaborazione degli interpreti.Ovvero, la composizione come processo istantaneo ed aleatorio.

Pavesi racconta molto bene queste febbrili vicende artistiche così come la storia di "Fluxus", il più radicale di questi gruppi di sperimentatori. Certo, questi movimenti rimasero forse confinati, quasi in disparte. In altre parole, non diventarono mai, a differenza del jazz, realmente "popolari" e non influenzarono più di tanto storia e costume dei loro tempi. E' un problema storico importante, su cui è ritornato recentemente.Alessandro Baricco "Quel che non successe fu che la gente- sì la gente – adottasse quelle voci come la propria voce. Le avanguardie pronunciarono frasi di cui tutti avrebbero avuto bisogno, ma lo facevano in una lingua che non diventò la lingua del mondo. Messaggi in bottiglia erano, e tali rimasero" ("I barbari" saggio sulla mutazione, pgg.128-129)).  Pavesi non affronta questo problema, ma il libro- anche nella sua prospettiva distaccata e divulgativa - aiuta a capire bene quel brulicare di nuove idee e nuove prospettive, stimolando il lettore all'approfondimento.

Bello il disco omonimo, uscito insieme anche se non allegato al libro e ad esso strettamente collegato. E' la registrazione di una serata al Conservatorio di Parma. Il Pavesi pianista improvvisa su immagini multimediali elaborate dal pittore Silvio Franzini su lavori di Klee, Matisse, Pollock e di Franzini stesso. Atmosfere Jarrettiane, echi di Beirach, lampi free, limpidezza sonora ed emotiva. Clima sognante ma mai snervato; voglia autentica di comunicare cose nuove. Peccato non sia potuto venire fuori un DVD da un esperienza simile.

Libro e disco sono Editi da Display Edizioni Musicali –Via Merli 7 (Cornedo Vicentino)

Marco Buttafuoco per Jazzitalia












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Data pubblicazione: 15/03/2009

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