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ABJZ 015

Moroni - Moriconi - Bagnoli
Super Star Triok


1. What is this thing called love - C. Porter
2. Humanity - D. Moroni
3. Hunter's blues - Moroni/Moriconi/Bagnoli
4. So what - M. Davis
5. You've changed - Carey/Fisjer
6. Renewal - M. Alexander
7. Love for sale - C. Porter
8. Sometimes I feel like a motherless child - Traditional
9. C.A. - S. Bagnoli
10. Brushes - S. Bagnoli
11. Oleo - S. Rollins
12. Assolo disperatamente - M. Moriconi
13. FSR - R. Brown

Dado Moroni acoustic and electric piano, hammond, doublebass, vox
Massimo
Moriconi doublebass, el. bass, piccolo bass
Stefano Bagnoli
drums


Via Pasubio, 6
21058 Solbiate Olona (VA)
tel/fax +39 0331 376380

Non si tratta del solito piano-trio, ma di un inusuale progetto elettro-acustico .
Dado Moroni suona il pianoforte, il piano elettrico, l'organo Hammond il contrabbasso e in una take strepitosa usa la propria voce imitando il trombone. Moriconi suona il contrabbasso, il basso elettrico, il piccolo bass, Bagnoli suona qui anche le congas. L'unione di questi poliedrici musicisti ha in qualche modo favorito la nascita di un soggetto musicale nuovo e stravolgente che farà sicuramente parlare di sé. La commistione di generi stili e sounds diversi trova qui un equilibrio unico e personale.
Ricordiamo se mai ce ne fosse bisogno che la levatura dei musicisti é tra le più brillanti del panorama musicale: Moroni è stato annoverato da Ron Carter come uno dei suoi pianisti preferiti, Moriconi ha vinto a ripetizione e per svariati anni concorsi nazionali come miglior bassista, Bagnoli decisamente in ascesa strepitosa è stato consacrato da tutti i suoi colleghi batteristi al recente memorial Lucchini come il re delle spazzole e qui da ampia dimostrazione di sé.
Il trio inoltre ha asserito che questo disco rappresenta per loro singolarmente una delle migliori performance di sempre. Composizioni originali del trio e rivisitazioni incredibili di alcuni brani standard.

Questo CD è una tempesta di musica che scatena la sua furia per un'ora e dieci minuti. Sin dall'inizio, questo trio mostra le "unghie" conducendo l'ascoltatore verso una varietà di esecuzioni che spaziano tra mille colori: swing fast, ballad, blues, latin ... Dado Moroni cambia spesso strumento: eccellente al piano acustico, rivela dote e classe anche con l'hammond, col piano elettrico, col contrabbasso al  e...con la voce! E' letteralmente incredibile come riesce a condurre tema ed improvvisazione di Oleo imitando benissimo un trombone riuscendo a simulare lo strappo dell'attacco, la modulazione della coulisse, nonchè il timbro. Massimo Moriconi in quanto a versatilità non è nuovo: spazia con estrema naturalezza tra molti generi e tutte le tipologie di basso esistente. Ricco show anche per lui culminante in Assolo disperatamente in cui si esprime da solo al contrabbasso e FSR in cui ci ricorda che non c'è solo Patitucci al mondo!
Stefano Bagnoli non è da meno e non accetta certo il ruolo di gregario ma si ritaglia le sue parti contribuendo notevolmente all'ottimo risultato finale. Egregio con le spazzole è impeccabile sulle dinamiche: un grande batterista.
Personalmente la mia nota di merito mi sento di darla a
Love for Sale eseguita con un arrangiamento latin assolutamente perfetto: impossibile non farsi coinvolgere da questo ritmo per tutti i suoi dieci lunghi minuti. Tutti e tre eseguono i loro soli di notevole fattura.
La gioia di fare musica è evidente e l'affiatamento anche, si inseguono continuamente rispettandosi e supportandosi a vicenda. Penso che vederli dal vivo debba essere un'esperienza esaltante.
Marco Losavio

Moroni, Moriconi e Bagnoli, lasciano trasparire il proprio divertimento e lo trasformano in un'importante risorsa espressiva. I tre incidono il disco come se si trattasse di uno dei loro concerti: ovvero, una pura esplosione di gioia, di interplay, di ironici punti di vista; mentre Moroni si alterna al piano, all'Hammond, al contrabbasso e allo scat, dimostrandosi improvvisatore vocale di vaglia. Il bassista romano, a sua volta, si alterna tra lo strumento acustico, quello elettrico e il piccolo bass, mentre Bagnoli, il più ortodosso dei tre, si ritaglia un esilarante siparietto per sole spazzole (Brushes, appunto). Certo, non bisogna aspettarsi l'album più concettuale della storia, ma il divertimento è assicurato e i tre raggiungono livelli di perizia tecnica di livello assoluto. Commisurato a tali premesse, il repertorio indugia su (pochi) originali e standard di grande diffusione (So What, trasfigurata da un improbabile groove, Oleo, Love For Sale). Da abbinare a una buona birra. Ben fredda, possibilmente.
Vincenzo Martorella - Jazzit - aprile 2003

Settanta minuti di musica, cinque composizioni originali, otto standard più o meno noti del jazz storico, tre musicisti provenienti dalle più disparate esperienze artistiche. Questo in sintesi l'esordio discografico del Super Star Triok (Dado Moroni, Massimo Moriconi e Stefano Bagnoli), formazione in vena di esporre con maestria, ma senza forzarne i termini, ipotesi alquanto singolari di una poliedrica vena creativa. Tutto si svolge lungo un'evidente atmosfera di divertimento. Basti ascoltare Moroni abbandonare per un attimo il pianoforte e cimentarsi nella riuscitissima imitazione vocale di un trombone sulla rollinsiana Oleo, o districarsi al contrabbasso con proverbiale inaspettata disinvoltura su un brano di Ray Brown (FSR), maestro e amico personale di Dado, recentemente scomparso. Sul versante specificatamente pianistico, Moroni esplode sin dai primi secondi di What Is This Thing Called Love, dove l'interplay gioca un ruolo decisivo nell'esporre a lungo il tema (nascosto, ma che poi finalmente arriva), e sommerso da un'accattivante energia. Dal canto suo Moriconi si esibisce non solo al contrabbasso ma sorprende e coinvolge quando imbraccia il basso piccolo di stanleyclarkeana memoria: dialogando, disquisendo e sciorinando tutta la verve del musicista di razza (provate a leggere la sua interminabile biografia). Proseguendo nella play list, un brano come Humanity, pur ricordando certe sonorità settantine, ammorbidisce invece – e di molto – la tensione viscerale dell'apertura. Ma niente paura: a (ri)emerge, con un suond fluido e intrigante ci pensa la granitica versione di So What, basata su un coinvolgente pedale funky, tappeto ideale per il solo aeriforme di Moroni ma soprattutto dell'incisivo e calibrato Bagnoli. È un drummer quest'ultimo, dotato di swing da vendere e maestro intelligente delle spazzole (si ascolti ad esempio la dinoccolata, ipnotica cover di You've Changed), rispettosissimo della tradizione, nell'episodio solitario di Brushes. Bop e traditional, jazz elettrico, blues e ritmi latini (intrigante la lunghissima versione di Love For Sale) convivono in un cd tanto strano quanto gradevole e giocoso.
Gianmichele Taormina


 

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Data pubblicazione: 21/06/2003





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