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Enja - Germania - 2005 - distr. Egea
Pino Minafra
Terronia


1. Canto General (Pino Minafra) – 7:39
+ Vittorino Curci (voice) and poems by Pablo Neruda
2. Maccaroni (Livio Minafra) – 13:09
3. A mia madre (Pino Minafra) – 4:41
4. La danza del grillo (Pino Minafra) – 13:16
5. Mediterraneo (Livio Minafra) – 11:25
+ Faraualla (Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Paola Arnesano, Loredana Perrini)
6. Terronia (by P. Minafra except Domine de Miseria by G. Schiavone) – 19:37
+ Faraualla, Meridiana Multijazz Orchestra and Vittorino Curci who reads poems by Vittorio Bodini

Sud Ensemble:
Pino Minafra - tromba, flicorno, megafono, voce
Sandro Satta - sax contralto
Carlo Actis Dato - sax tenore e baritono, clarinetto basso
Lauro Rossi - trombone
Livio Minafra - pianoforte, tastiere, Fender Rhodes
Giovanni Maier - contrabbasso
Vincenzo Mazzone - batteria, percussioni

Vittorino Curci -
voce

Faraualla:

Gabriella Schiavone, Teresa Vallarella, Paola Arnesano (in 5),
Loredana Parrini
(in 5), Shannon Anderson (in 6), Maristella Schiavone (in 6) (voci)


Meridiana Multijazz Orchestra:
Cinzia Eramo, Gianna Montecalvo - voci
Vittorino Curci, Vittorio Gallo, Felice Mezzina, Roberto Ottaviano, Gaetano Partipilo, Nicola Pisani - sax
Doni Antonelli, Luca Calabrese, Vincenzo Deluci, Cesare Dell'anna - trombe
Franco Angiulo, Michele Marzella, Lauro Rossi, Luciano Pischetola - tromboni
Pino Mazzarano - chitarra elettrica
Admir Shkurtaj - fisarmonica
Gianni Lenoci - pianoforte
Giorgio Vendola - contrabbasso
Marcello Magliocchi, Vincenzo Mazzone - batteria, percussioni



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Vincitore del Top Jazz 2005 sia come miglior Disco dell'Anno (Premio Arrigo Polillo) sia come miglior Formazione, Terronia della Pino Minafra Sud Ensemble è un lavoro il cui valore è fuori discussione. Risultato di una lunga gestazione (la precedente registrazione di Pino Minafra, Sudori, risale a dieci anni fa), già da un primo ascolto, sembra che Terronia raccolga completamente l'esperienza musicalmente inquieta di Pino Minafra con diverse formazioni (la Italian Instabile Orchestra su tutte) e con diversi progetti.

Tuttavia, Terronia non è semplicemente la somma aritmetica di differenti stili, generi, suggestioni, citazioni, ne è piuttosto l'elaborazione e la scrittura compositiva coerente a quell'idea comprensiva di fondo che il titolo suggerisce. Terronia: orgogliosa rivendicazione d'appartenenza a una "terra" e ad una denominazione che non indica soltanto insulto e disprezzo, ma una condizione esistenziale, culturale e spirituale che, già nel 1948, il poeta meridionale Rocco Scotellaro, a cui Minafra dedica il disco, definiva appunto "terronia". Dunque, Terronia si riferisce di certo al Meridione d'Italia, ma indica e comprende tutti i Sud del mondo e tutte quelle culture ridotte in minoranza e obbligate alla fatica di esprimere la propria esuberante voglia di sopravvivere. E allora ci può davvero essere spazio per tutti se la disciplina di Terronia non consiste nella selezione e nella discriminazione, ma nella capacità di accogliere, valorizzare e comprendere positivamente le contraddizioni: terra e mare, sacro e profano, gioia e dramma, carnevale e funerale, rumore e silenzio. Ogni singola espressione trova in Terronia la sua definizione in musica; ma anche in parole, fin dal suo incipit, con i versi del Canto General di Pablo Neruda, recitato da Vittorino Curci, che lasciano poi spazio al Sud Ensemble che ne esalta ulteriormente la valenza politica in un brano che gioca con le altezze dell'inno, dissacrandole però con interferenze free. Si passa subito, con Maccaroni, alle strade festose e brulicanti di vita di una indefinita località dove le sonorità da musica popolare meridionale convivono felicemente con il blues da street-band del Sud degli Stati Uniti: in questa festa popolare, la contaminazione è totale e le differenze quasi indistinguibili.

Per esaltarne il sentimentalismo, con A mia madre, il cambio di scena deve essere radicale. L'intro di La danza del grillo è addirittura lasciato al suono barocco di un clavicembalo, ma la variazione di ritmo e di stile è sorprendente dal momento che il brano prosegue come un dixieland. Le due composizioni conclusive, Mediterraneo e Terronia, sono due vere e proprie suite, per quanto le variazioni a ogni livello si stratifichino senza soluzione di continuità, per far convivere millenni di culture, genti, storie che hanno attraversato il mare e la terra del Sud. Dai versi di Neruda, attraverso il rumoroso vociare di sottofondo dei precedenti brani, la parola di Terronia, in Mediteraneo e Terronia, arriva a incarnarsi nel quartetto vocale Faraualla che la restituisce in forma di canto sacro, di melodia, di lamento, di stridio e, infine, ancora in versi, con Quando fu l'ora di Vittorio Bodini. Il brano Terronia in particolare è una sorta di epopea in musica: al Sud Ensemble e Faraulla, si aggiunge anche la Meridiana Multijazz Orchestra, a ribadire che ognuno può trovare spazio in Terronia, senza discriminazione alcuna. Sia la libera improvvisazione, sia la successione senza mediazione di forme e stili musicali in sé autonomi possono convivere in Terronia, terra d'accoglienza.
Dario Gentili per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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