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Music Center BA 188 CD (2008)
Martha J.
That's it


1. Almost like being in love
2. I Can't Give You Anything But Love
3. 'Deed I do
4. You go to my head
5. Angel Eyes
6. They Can't Take That Away From Me
7. Our Love Is Here To Stay
8. Stompin' at the Savoy
9. I got it bad and that ain't good
10. The very thought of you

Martha J. - voce
Francesco Chebat - piano
Roberto Piccolo - contrabbasso
Stefano Bertoli - batteria



Nel corso del 2008 è stato pubblicato dall'etichetta discografica Music Center That's It, il primo CD dedicato agli standard jazz di Martha J., cantante milanese schietta e spontanea che comunica, con la semplicità della sua voce profonda, espressiva ed al contempo fresca e con il suo registro medio-grave con il quale ottiene particolari e delicate sfumature timbriche, ampie e vibranti sensazioni.

Q
uesto progetto, coinvolgente e raffinato, riassume un decennio di attività musicale dal vivo e nasce dalla collaborazione della vocalist con il pianista Francesco Chebat. A completare l'ensemble che accompagna l'interprete meneghina i musicisti Roberto Piccolo al contrabbasso e Stefano Bertoli alla batteria. Questo trio ha saputo creare un sound aggressivo, pieno di energia e di brio, che ha conferito a vecchi brani molto noti del più famoso repertorio della musica jazz una veste molto attuale.

La tracklist del disco, composta da dieci pezzi portati al successo nella prima metà del ‘900 e interpretati da personalità di spicco del mondo musicale di quel periodo, si apre con il brano "Almost Like Being in Love" scritta da Frederick Loewe e Alan Jay Lerner.

Degne di nota anche canzoni come: "I Can't Give You Anything But Love" "'Deed I do" e "Angel Eyes" tutte interpretate con grande piglio, ma senza mai strafare, dalla voce ferma della cantante lombarda.

All'interno di questo disco poi, non si può non apprezzare il talento di Francesco Chebat, musicista che sa adattare il pianoforte ai virtuosismi richiesti dal grande jazz, in questo contesto supportato magnificamente dalla ritmica di Roberto Piccolo e Stefano Bertoli.

Questi elementi, uniti ad un'ottima masterizzazione e ad un suono limpido e chiaro, rendono l'ascolto estremamente piacevole. Alla luce di quanto scritto fin'ora si può affermare che questo sia un disco che ogni ascoltatore di musica jazz non potrà non apprezzare.
Elio Marracci per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 08/09/2008

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