Jazzitalia - Ian Shaw : The Abbey Road Session
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Cinquant'anni di ECM, al Teatro la Fenice un evento speciale con i tre concerti di Anouar Brahem, Egberto Gismonti, Enrico Rava. .

Il leggendario chitarrista Kenny Burrel in gravi difficoltà di salute e finanziare. Lettera della moglie per poterlo aiutare!.

Ecco la segnalazione di tutti i pezzi mancati dalla prestigiosa Collezione Attilio Berni a seguito del furto subito lo scorso 20 aprile 2019. Diamo un contributo al ritrovamento..

Marsicovetere Jazz Contest 2019 - ad agosto il contest riservato a giovani musicisti italiani, gruppi e solisti, di età inferiore a 35 anni.

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Lorenzo Vitolo, pianista jazz, vince il prestigioso concorso per solisti Leiden Jazz Award 2019.

"La batteria jazz, strumento per...tamburi e griot", libro a cura di Enzo Lanzo con 21 assoli di batteristi jazz che hanno rivoluzionato il jazz drumming.

Quest'anno la ECM compie 50 anni, mentre la Ducale, distributrice in Italia, ben 60! Ancora oggi il catalogo si arricchisce con una costanza unica.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            CALIGIURI Francesco (sax)
            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DILIBERTO Silvana (voce)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            GAETA Walter (pianoforte)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LEOFREDDI Antonio (viola)
            MAZZA Giovambattista (chitarra)
            MILONE Federico (sax)
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            PILATO Frank (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            THE JIM DANDIES (gruppo)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
Ian Shaw
The Abbey Road Session



Splash Project Music (2011)

1. Get Out Of Town (Cole Porter) 3:48
2. Human Nature (S. Porcaro, J. Bettis) 4:16
3. Skylark (J. Mercer, H. Carmichael) 2:07
4. Obsession (D. Cayami, T. Mann, G.Peranzzetta) 3:22
5. Stuck in the Middle With You (J. Egan, G.Rafferty) 3:17
6. Since I Fell For You (B. Johnson) 4:16
7. 7.The Lady's in Love With You (B. Lane, F. Loesser) 3:27
8. I'm Through With Love/Day Dream (M. Malneck,
G. Kahn, J.F. Livingston/D. Ellington, B. Strayhorn, J. Latouche) 7:18
9. Be Cool (J. Mitchell) 4:23
10. I Get Along Without You Very Well (H.Carmichael) 5:05
11. Darn That Dream (J. Van Heusen, E. De Lange) 4:21
12. Today I Sing The Blues (C. Hammer, C.R. Lewis) 4:14
13. Stairway To The Stars (M. Malneck, F. Signorelli, M. Parish) 1:49

Ian Shaw - voice
Peter Ind - double bass except track 5
David Beebee - bass on track 5
David Preston - guitar
Phil Ware - piano
Gene Calderazzo - drums
Zhenya Strigalev - alto sax
Miguel Gorodi - trumpet


Uno studio di registrazione storico e prestigioso per un disco davvero interessante a nome Ian Shaw, pubblicato quest'anno dalla Splash Point Records, etichetta del gruppo Splash Point Music Ltd. Siamo ovviamente a Londra, crocevia di tanti artisti provenienti da Paesi diversi, città dove fortunatamente esiste ancora un grande fermento musicale. Ian Shaw è nato nel 1962. E' uno dei maggiori cantanti jazz inglesi, produttore discografico, tastierista, arrangiatore, attore. Nel 2004 e nel 2007 è stato il vincitore del BBC Jazz Award come miglior vocalist. Nell'atmosfera affascinante dello "Studio Due" degli Abbey Road Studios, dove viene naturale immaginare che, accanto ai musicisti di oggi, ancora aleggino benevoli i fantasmi dei più grandi artisti degli ultimi 50 o 60 anni, Ian Shaw ha riunito per questo progetto una formazione eterogenea per provenienza e per età anagrafica, conseguendo un risultato molto accattivante.

Nella formazione troviamo infatti il giovanissimo e talentuoso trombettista inglese Miguel Gorodi, il chitarrista David Preston (abituale collaboratore di Shaw anche in altri progetti), il veterano del contrabbasso jazz inglese, il sommo Peter Ind, oggi ottantaduenne (che nel corso della propria carriera ha suonato con artisti del calibro di Lennie Tristano, Zoot Sims, Buddy Rich e Mal Waldron), unica eccezione la track n. 5 dove il contrabbasso è affidato a David Beebee, il batterista Gene Calderazzo (il cui curriculum elenca collaborazioni che vanno da Steve Lacy ai Radiohead), il ventottenne russo Zhenya Strigalev, sax contralto, che all'estero ha trovato uno scenario jazz molto più aperto e più vicino alla propria natura che non a Mosca, ed il pianista irlandese Phil Ware. Strigalev e Ware sono due giovani musicisti che all'apparenza vantano un minor numero di collaborazioni stellari rispetto ai membri più anziani della formazione, ma questo è unicamente dovuto alla loro giovane età, nonostante la quale entrambi hanno già dimostrato di aver raggiunto grandi risultati in campo jazzistico rispettivamente a New York ed in Irlanda, ancor prima che a Londra.

Dalle liner notes dell'album, scritte da Robert Ryan, si coglie tutta la carica, l'entusiasmo, l'eccitazione che ha caratterizzato queste sessions presso gli Abbey Road Studios, alle quali Ryan ha assistito nel novembre 2010.

I brani che compongono questo album sono fra le più belle composizioni del jazz di tutti i tempi. Gli autori vanno da Cole Porter a Hoagy Carmichael, da Duke Ellington a Billy Strayhorn, da J.Van Heusen a Joni Mitchell. Molti dei tredici brani sono standards celeberrimi, tuttavia ogni pezzo è reso con arrangiamenti nuovi e sonorità attuali. La voce e lo stile vocale di Ian Shaw conferiscono ai brani un colore molto moderno, che prende le distanze dalle interpretazioni storiche (di indubbio valore, ma che oggi ci appaiono alquanto antiquate…) dei jazz crooners del passato. Persino il dodicesimo brano, che è un blues, non ci appare per nulla scontato.

Progetto ben riuscito, dove sette musicisti di così diversa estrazione ma tutti di grande spessore e con un solidissimo background, sono riusciti a fondere le rispettive esperienze individuali in queste tredici tracks che, come dice lo stesso Ryan, dopo il primo ascolto ci faranno venire la voglia di riascoltare questo disco per tante, tantissime altre volte.

Rossella Del Grande per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 18/12/2011

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