Jazzitalia - Recensioni - Curran - Schiaffini - C. Neto - Armaroli: from the Alvin Curran Fakebook - The Biella Sessions
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Ventisettesima edizione per l'EFG London Jazz Festival, uno dei più importanti festival europei in programma dal 15 al 24 Novembre prossimi con una line up stellare, disseminata fra le principali (e prestigiose) venues della capitale britannica. .

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Il leggendario chitarrista Kenny Burrel in gravi difficoltà di salute e finanziare. Lettera della moglie per poterlo aiutare!.

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Il compositore e arrangiatore Luigi Giannatempo, invitato al Birdland di New York per collaborare ad un Tributo a Clark Terry.

Bargajazz Festival 2019 - Pubblicati i bandi per partecipare alla XXXI edizione del concorso internazionale per orchestra jazz dedicato alla musica del trombettista Dave Douglas..

Premiato a livello internazionale il film Claudio Fasoli's Innersounds, un viaggio nei processi creativi del jazzista Claudio Fasoli.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

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            ALESSI Piero (batteria)
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            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            GAETA Walter (pianoforte)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LEOFREDDI Antonio (viola)
            MAZZA Giovambattista (chitarra)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
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            ROBERTO Davide (percussioni)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            THE JIM DANDIES (gruppo)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
Curran - Schiaffini - C. Neto - Armaroli
from the Alvin Curran Fakebook - The Biella Sessions



dodicilune (2018)

Disco 1:
1. Under The Fig Tree
2. Max'd Out
3. Sequence 1
4. Sequence 2
5. Sequence 3
6. Sequence 4
7. Sequence 5
8. Why Is This Night Different From All Other Nights
9. A Room In Rome

Disco 2:
1. The Answer Is...
2. Don't Throw That Book At Me
3. Field It
4. Soft Shoes

Alvin Curran - piano, shofar, computer
Giancarlo Schiaffini - trombone
Alipio Carvalho Neto - saxophones, brazilian whistles, percussions
Sergio Armaroli - vibraphone, tam tam, cup chimes, gong(s)
Marcello Testa - double bass
Nicola Stranieri - drums



Via Ferecide Siro 1/e
73100 LECCE
Tel. +39 0832.091231 - 0832.092478
Fax +39 0832.1831054
email: ufficiostampa@dodicilune.it
web: www.dodicilune.it


Alvin Curran è un musicista totale, traslando la definizione da Giorgio Gaslini, aperto, cioè alla contaminazione dei linguaggi, alla sperimentazione ardita e al recupero di linee melodiche che credevamo abbandonate o perse. In attività dagli anni sessanta e residente nel nostro paese da moltissimo tempo, l'ottantunenne compositore e performer americano, per l'occasione, si confronta in una session sui generis con un esponente dell'avanguardia storica europea, come Giancarlo Schiaffini, con un sassofonista brasiliano, disponibile per qualsiasi avventura sonora, come Alipio Carvalho Neto e con un inquieto percussionista come Sergio Armaroli, uno che incrocia volentieri le sue bacchette in una compagnia così pervicacemente orientata verso la ricerca. In alcuni brani sono ospiti due insospettabili a basso e batteria, Marcello Testa e Nicola Stranieri, solitamente dediti ad altri stili musicali

Tutto parte da "Fakebook", una sorta di zibaldone multiforme, a firma di Curran, in cui si trovano temi finiti, frammenti da sviluppare, idee da cogliere, da seguire o da rivoltare. Insomma un repertorio da personalizzare e da interpretare, ogni volta, secondo la sensibilità e l'inventiva degli esecutori.
Muovendo da questo "falso libro", prendono forma episodi ostici da ascoltare o da assimilare e parentesi decisamente facili da godere. Ogni composizione rivela, cioè, un qualche imprevisto. Si rimane spiazzati o per la relativa non complessità strutturale dei pezzi o, per contro, per l'audacia delle soluzioni trovate.
In "Under the Fig tree", ad esempio, si incontra un motivo che si affaccia, si nasconde, si ripropone, mentre si avvicendano folate possenti del trombone, suoni sospesi del sassofono e punteggiature tematiche del vibrafono. Nelle successive cinque sequenze si mescolano spunti minimalisti, assoli aggrovigliati di marca free, accenti quasi blues, sciabolate elettroniche realizzate dal computer del leader. Dopo questa esposizione delle coordinate estetiche del maestro americano, la conclusione del primo cd è affidata "Why is this night different from all other nights", ancora contrastata fra una tastiera che costruisce una frase e un'evoluzione coerenti seguendo la tonalità, e gli altri strumenti liberi come l'aria di aggredire il refrain con ferocia per virare fuori rotta il percorso del gruppo. In "A room in Rome", invece, è il solo Curran a congedarci momentaneamente con una specie di ballad romantica, una canzone senza parole a tutti gli effetti.

Il secondo album inizia con un brano di più di trentatré minuti, "The Answer Is", un'improvvisazione assoluta in cui i quattro musicisti si sbizzarriscono fra loop e cornici realizzate tecnologicamente ad alto tasso rumoristico, interventi in stile free radicale, puntillismi e aperture, per contro, a toni meditativi in oasi di quiete che compaiono sorprendentemente come miraggi. Non tutto fila per il verso giusto e, in certi momenti, affiora una certa stanchezza, dovuta sicuramente alla difficoltà di tenere sotto controllo il discorso per oltre mezz'ora di musica.

Dopo questa scorpacciata di avanguardia, "Don't throw That Book at Me" ci cala in un'atmosfera swing pura e semplice. Il successivo"Field II" è un rythm and blues valorizzato dalle unghiate d'autore del trombone sordinato di Giancarlo Schiaffini e dalla tempesta sonora creata alle spalle dal buon Alvin, un artista a cui piace sempre complicare le cose...Chiude "Soft Shoes", una scheggia jazzistica, quasi un preludio ad una nuova incisione, partendo da queste premesse.

"The Biella sessions" è un disco che ha il merito di riportare sotto la luce dei riflettori Alvin Curran, un vero innovatore dall'inizio della sua carriera artistica ad oggi. In questa incisione, in più, le intuizioni e le invenzioni tratte da "Fakebook" vengono svolte al meglio da una formazione particolarmente attenta a rispettare le indicazioni scritte dal bandleader o a trasgredirle senza remore, sapendo che, anche in questo caso, viene pienamente osservata la volontà del compositore statunitense.

Gianni Montano per Jazzitalia
 







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Data pubblicazione: 01/09/2019

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