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Abea Records - ABJZ 052

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The cube & Tom Harrell
The Cube


1. Tom's soul (T. Harrell) 7:21
2. Streets (T. Harrell) 7:10
3. Corale (A. Dulbecco) 5:39
4. Hidden Passages (E. Moroni) 6:46
5. Da Lontano (S. Bagnoli) 9:43
6. Sea (E. Moroni) 10:46
7. The cube (E. Moroni) 5:52
8. Valzenrico (R. Fioravanti) 5:48
9. Zio Masi (E. Zirilli) 6:11

Stefano Bagnoli - drums
Andrea Dulbecco - vibraphone, marimba
Riccardo Fioravanti - double bass
Tom Harrell - trumpet, flugelhorn
Dado Moroni - piano
Enzo Zirilli - drums, percussion set




Via Pasubio, 6
21058 Solbiate Olona (VA)
tel/fax +39 0331 376380


S
oltanto a pochi mesi di distanza da Humanity, Dado Moroni e Tom Harrell ritornano sulla scena discografica con un nuovo lavoro, The cube, stavolta accompagnati da un gruppo, il cui nome dà il titolo alla registrazione. Seppure possa sembrare che i due cd appartengano a un medesimo progetto, ciò non è del tutto vero. In The cube la tromba di Harrell viene ad arricchire e impreziosire una formazione nata già qualche anno fa, sul palco, e che oggi è alla sua prima esperienza in studio, che non si annuncia nemmeno l'ultima. Lo racconta lo stesso Moroni nelle note del booklet, in cui spiega anche la ragione di una formazione così eccentrica: due batteristi. E conferma anche come spesso le idee più originali e fortunate sorgano del tutto per caso: in occasione di un concerto in trio, Moroni aveva contattato subito Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria; essendosene nel frattempo dimenticato, giunto a ridosso del concerto, chiama in tutta fretta un altro batterista, Enzo Zirilli. Trovatosi al sound-check con due batteristi, dopo lo sgomento iniziale – come minimo! – si decide a suonare con entrambi. Evidentemente incoraggiato dal risultato live, Moroni pensa di insistere sull'idea e, ad arricchire ulteriormente la sezione ritmica, inserisce anche la marimba di Andrea Dulbecco. Nasce così The cube. Ma perché il "cubo" sia completo manca ancora una "faccia", la sesta – potrebbe essere questo il senso del nome dato alla formazione, a meno che Moroni non abbia voluto giocare con il proprio di nome, "Dado"; mi fermo qui con le interpretazioni per non sfociare nell'enigmistica. Ed è solo a questo punto che entra in gioco Harrell che, dopo un periodo di silenzio, vive oggi una nuova giovinezza creativa. Ne è una riprova il fatto che non si è limitato a offrire le sonorità sofisticate della sua tromba e a contribuire alla scaletta con un suo classico, Streets, ma ha anche composto un brano del tutto nuovo per l'occasione, Tom's soul, che apre significativamente The cube e dimostra senza dubbio la sua ritrovata vena.

Ho già sottolineato come con The cube la collaborazione tra Moroni e Harrell scrive un capitolo diverso rispetto a Humanity. Se anche in The cube la tromba di Harrell non lesina affatto quel lirismo malinconico che la rende unica ed esprime in pieno l'"anima di Tom" – ascoltando Tom's soul, si capisce immediatamente che il titolo è tutt'altro che retorico –, è tuttavia il senso dello swing il tratto che caratterizza molti dei brani e la sonorità tipica di The cube. È da aspettarselo se si considera una formazione dalla sezione ritmica composta da ben quattro elementi. Nonostante tale eccentricità, The cube è una formazione estremamente affiatata e compatta: le sei facce si compongono in modo equilibrato nelle proporzioni perfettamente eguali del cubo, ma ognuna di esse lascia la traccia della propria personalità, firmando almeno uno dei brani del cd. Scherzo del caso o forse no, proprio dove meno te l'aspetti, nella traccia che prende il titolo dal gruppo e dal cd, The cube, sono soltanto in quattro a suonare. Ma un po' d'ironia non guasta mai, come dimostra ampiamente il divertente e divertito brano conclusivo, Zio Masi.
Dario Gentili per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 20/03/2008

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