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Soltanto a pochi mesi di distanza da Humanity,
Dado Moroni
e Tom Harrell ritornano sulla scena discografica con un nuovo lavoro,
The cube, stavolta accompagnati da un gruppo,
il cui nome dà il titolo alla registrazione. Seppure possa sembrare che i due cd
appartengano a un medesimo progetto, ciò non è del tutto vero. In The cube
la tromba di Harrell viene ad arricchire e impreziosire una formazione nata
già qualche anno fa, sul palco, e che oggi è alla sua prima esperienza in studio,
che non si annuncia nemmeno l'ultima. Lo racconta lo stesso
Moroni
nelle note del booklet, in cui spiega anche la ragione di una formazione così eccentrica:
due batteristi. E conferma anche come spesso le idee più originali e fortunate sorgano
del tutto per caso: in occasione di un concerto in trio,
Moroni
aveva contattato subito Riccardo Fioravanti al contrabbasso e
Stefano Bagnoli
alla batteria; essendosene nel frattempo dimenticato, giunto a ridosso del concerto,
chiama in tutta fretta un altro batterista, Enzo Zirilli. Trovatosi al sound-check
con due batteristi, dopo lo sgomento iniziale – come minimo! – si decide a suonare
con entrambi. Evidentemente incoraggiato dal risultato live,
Moroni
pensa di insistere sull'idea e, ad arricchire ulteriormente la sezione ritmica,
inserisce anche la marimba di Andrea Dulbecco. Nasce così The cube.
Ma perché il "cubo" sia completo manca ancora una "faccia", la sesta – potrebbe
essere questo il senso del nome dato alla formazione, a meno che
Moroni
non abbia voluto giocare con il proprio di nome, "Dado"; mi fermo qui con le interpretazioni
per non sfociare nell'enigmistica. Ed è solo a questo punto che entra in gioco
Harrell che, dopo un periodo di silenzio, vive oggi una nuova giovinezza
creativa. Ne è una riprova il fatto che non si è limitato a offrire le sonorità
sofisticate della sua tromba e a contribuire alla scaletta con un suo classico,
Streets, ma ha anche composto un brano del tutto
nuovo per l'occasione, Tom's soul, che apre
significativamente The cube e dimostra senza dubbio la sua ritrovata vena.
Ho già sottolineato come con The cube la collaborazione tra
Moroni
e Harrell scrive un capitolo diverso rispetto a Humanity. Se anche
in The cube la tromba di Harrell non lesina affatto quel lirismo malinconico
che la rende unica ed esprime in pieno l'"anima di Tom" – ascoltando Tom's soul,
si capisce immediatamente che il titolo è tutt'altro che retorico –, è tuttavia
il senso dello swing il tratto che caratterizza molti dei brani e la sonorità tipica
di The cube. È da aspettarselo se si considera una formazione dalla sezione
ritmica composta da ben quattro elementi. Nonostante tale eccentricità, The cube
è una formazione estremamente affiatata e compatta: le sei facce si compongono
in modo equilibrato nelle proporzioni perfettamente eguali del cubo, ma ognuna di
esse lascia la traccia della propria personalità, firmando almeno uno dei brani
del cd. Scherzo del caso o forse no, proprio dove meno te l'aspetti, nella traccia
che prende il titolo dal gruppo e dal cd, The cube, sono soltanto in quattro
a suonare. Ma un po' d'ironia non guasta mai, come dimostra ampiamente il divertente
e divertito brano conclusivo, Zio Masi.
Dario Gentili per Jazzitalia
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