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The Giovanni Mazzarino Quintet
The Cyclone


1. Winter Garden (G. Mazzarino)
2. Jobim (G. Mazzarino)
3. Herbie (G. Mazzarino)
4. Friend (G. Mazzarino)
5. My Love (G. Mazzarino)
6. Softly (G. Robert)
7. Tertulia (G. Mazzarino)
8. Glass Mystery (T. Harrell)
9. The Cyclone (G. Mazzarino)

Giovanni Mazzarino -
piano
Fabrizio Bosso -
trumpet
Francesco Bearzatti -
saxes
Stefano Senni -
bass
Andrea Michelutti -
drums


I
n questo nuovo album Giovanni Mazzarino presenta una formazione combo attraverso cui riesce a trasmettere in modo straordinario il piacere di ascoltare la musica da lui stesso composta.

photo by Renato LombardiSi è subito accolti da
Winter Garden: uno swing con un sapore old style molto piacevole. I due fiati espongono il tema e il piano di Mazzarino fa spesso da terza voce. Quando improvvisa, lo fa con ritmo e leggerezza esternando una caratteristica che si ritroverà in tutto il resto del CD: massima cura alla musicalità ed alla scelta delle note. Segue un solo di Bosso che oramai non si può non riconoscerlo sin dalla prima nota: squillante, pulita, piena. Il sax di Bearzatti perlustra, come è solito fare, gli angoli più nascosti della struttura armonica e ritmica giocando con accenti e frasi di confine senza mai perdere di vista l'intenzione del brano e una musicalità che evidentemente è innata, visto anche quanto fatto nel suo ultimo ottimo lavoro Virus (Auand).
E' come se si è appena entrati in un bel teatro e si è ricevuto il benvenuto da questo compattissimo quintetto.

Come la prima track, anche la seconda, dedicata al maestro
Jobim, è condotta con l'incedere della più classica bossa-nova. Il tema, eseguito dalla tromba, è molto bello e incastra perfettamente al suo interno una frase di Desafinado proprio per rimarcare l'ispirazione del brano. Il primo ad improvvisare è Bearzatti che ancora una volta sfiora le note di ogni frase ma le riesce comunque a scandire con chiarezza facendole giungere all'ascoltatore in tutta la loro bellezza. Nel finale il ritmo si "increspa" leggermente e Bosso , sui due accordi introduttivi, ripetuti di continuo, si produce in un altro bel solo molto conforme al brano stesso.

Herbie è un altro tributo anche di tecnica pianistica ed ha tutte le caratteristiche strutturali che richiamano la musica di Hancock. Il ritmo deciso e frenetico, tema con molti stacchi, tempo dispari per poi aprirsi in uno swing molto veloce, terreno fertile per la tromba di Bosso che, manco a dirlo, non delude...

Il giovane, ma oramai esperto, contrabbassista Stefano Senni, con Mazzarino sin dagli esordi, introduce direttamente con un solo la dolce e raffinata ballad  Friend . Ottimo controllo della dinamica da parte di tutti. Mazzarino, con l'ausilio dei fiati, tesse una base armonica composta da frasi a cui risponde con il suo piano.

Altro gran pezzo "old style":
My Love. Tema molto arioso su un tempo marcato dalle spazzole per poi aprirsi al momento del solo di Mazzarino che incalza il ritmo mediante frasi secche, terzine e voicing di appoggio. Giro di soli con Bearzatti e poi Bosso con sordina. E' un brano che trasmette una piacevole sensazione di serenità.

Fin qui, tutti i brani ascoltati sono firmati da Mazzarino che, sinceramente, ha mostrato grande maturità compositiva.
Softly è invece un brano di George Robert, un sassofonista di 40 anni che ha recentemente inciso con Mazzarino il CD Live in Taormina (Philology -CD224). Il brano è del 1995 ed è stato originariamente inciso su un CD con Tom Harrell e il nostro Dado Moroni. Non conosco la versione originale ma questa è sicuramente molto apprezzabile: una bossa di 48 misure nella forma AAB strutturata da un giro armonico che consente ai musicisti di prodursi in improvvisazioni che trasmettono relax, sicurezza e poesia. A tratti, sembra di essere in un grande club newyorkese ad ascoltare un raffinato e colto jazz.

Ecco un brano di rimembranze coltraniane:
Tertulia. Poco meno di tre minuti in cui, dopo il tema, ognuno ha il suo spazio di 32 veloci e incessanti misure dense di cambi. Il primo è Bearzatti, poi Bosso , poi Mazzarino e infine Michelutti , abilissimo drummer che fino a questo punto ha supportato eccellentemente il gruppo. Al termine del suo solo, si riparte con il "povero" Senni impegnato ad eseguire il duro walkin'. Breve accenno latin nel finale e chiusura all'unisono.

Tom Harrell è una presenza costante nella vita artistica di Giovanni Mazzarino il quale non perde mai occasione per comunicargli il suo affetto. Anche in questo CD lo fa omaggiando la sua musica con il brano
Glass Mistery composto, appunto, dal trombettista americano. E' un brano che Harrell ha inciso nel '92, insieme a, fra gli altri, Nussbaum, Liebman, Lovano, Abercrombie. Nella versione di questo CD si può apprezzare una bellissima improvvisazione di Mazzarino che si riserva così il suo spazio personale inserendo il mood che intendeva, quello giusto. Note "pesanti", legate una all'altra con intelligenza e con una tecnica che permette la fluidità limpida che si rileva nel risultato finale.

Siamo alla fine, con il brano che è anche il titolo del CD:
The Cyclone. E' un brano energico proprio come fa presupporre il titolo. Una ritmica molto solida la quale fornisce a Mazzarino & C. l'opportunità di "liberare" un po' di energia. Si ascolta Bearzatti al soprano, la "solita" tromba di Bosso , sempre più irraggiungibile. Poi il contrabbasso rimane da solo sul riff di base del brano per offrire a Michelutti un altro spunto solistico in cui vengono eseguite delle belle poliritmie.

Mazzarino riflette l'essere pianista-musicista-compositore che con un grosso bagaglio del passato applica nel suo presente quanto oggi sente indispensabile per la sua musica e per meglio supportare i musicisti di cui si contorna, sempre di alto livello. E' attento ai dettagli dinamici, c'è molta cura nei suoni, nelle voci, negli incastri ritmici e armonici. Inserisce ovunque note essenziali ma ricche di musica. E il risultato è una musica che ti appartiene da subito e ti sembra di aver vissuto in qualche luogo, in qualche tempo. Mi è piaciuto molto questo CD e mi piacerebbe ascoltare dal vivo questo combo: invito, a tal proposito, coloro che li hanno già ascoltati, a lasciare qui un loro parere.

Prima di chiudere, vorrei riservare una nota di merito particolare a Bearzatti: trovo adorabile il suono del suo sax e il modo in cui costruisce le frasi, prepara la pausa, attende l'accordo. Si intuisce un controllo dello strumento eccellente e le note sembrano uscire con il minimo sforzo, leggere, ma sempre molto chiare, molto belle.
Marco Losavio




Intervista a Giovanni Mazzarino

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Data pubblicazione: 17/04/2003





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