Jazzitalia - I Tangheri (A.K.A. Bumpkins) With Marc Ribot: The Dharma Bums
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Emarcy 2008
I Tangheri (A.K.A. Bumpkins) With Marc Ribot
The Dharma Bums


1. La Reducion
2. Er Vate
3. Adele's Noise
4. Che me ne importa a me
5. La Jaiba
6. Jodo
7. Piccoli vate crescono
8. Reminescence of Planet D-Pose
9. Vampyrett
10. Rame del Gotan (Tango del Mare)
11. Anal./digital

Bonus track:
12. bums #2
13. bums #1

Vince Abbracciante - accordeon, fender rhodes, farfisa, effetti
Davide Penta - contrabbasso, basso elettrico
Antonio Di Lorenzo - batteria, percussioni, rumori, glockenspiel
Marc Ribot - chitarra, rumori
Giuseppe Del Re - voce





R
iescono a confonderti le idee da subito, già al primo impatto oculare con la copertina "argentiana" (da Dario Argento) che ammonisce: I Tàngheri (a.k.a. Bumpkins) con Marc Ribot. E' l'evoluzione del gruppo scalpitante che fondeva, con successo - e rara abilità - letteratura, musica e teatrale interpretazione? L'ensemble caleidoscopico che aveva scelto un nome particolarmente stridente con il lavoro di raffinata ricerca etnomusicale, complice l'acuta sensibilità d'interprete e di abile anfitrione del vestibolo letterario di Rocco Capri Chiumarulo, ha cambiato il suo linguaggio? Insomma: chi è l'artefice di questo lavoro?

Il gheriglio è il medesimo: Vince Abbracciante all'accordeon, fender; Davide Penta, contrabbasso e basso elettrico; Antonio Di Lorenzo, batteria, percussioni e glockenspiel. Come nel precedente Silente, ospite – potremmo dire residente – il chitarrista statunitense Marc Ribot e, new appearance, la voce di Giuseppe Del Re.

L'alias della rivoluzione copernicana in atto, invero, porta verso un gruppo punk (ex Kerosene Special). E ciò sgomenta ancor più. Certo è che sembra essersi evaporata la passione per il Tango per materializzarsi una vocazione psichedelica ribollente con misture filmiche anni ‘60 - '70. Prova ne è La Reducion, start up del lavoro, innervato sull'energia del fender e sulle asprigne sonorità della rocciosa chitarra di Ribot, ed anche Piccoli vate crescono, con libbre di longue o, ancora, Reminescenze of planet d-pose. Cambia il ritmo con Er Vate, ma resta saldo l'impianto sonoro. Il pulsare dei tamburi, metronicamente incessante, lascia ben intendere l'assimilazione al verbo jazz-rock (Adele's Noise). Una girandola di musiche, generi e culture che si susseguono e si fondono fino a cristallizzarsi: alle surreali clownerie di Jodo fanno seguito le note di Vampyrett, o meglio: come mettere Kurt Weil in salsa reggae.

I Tàngheri cambiano strada, allargano gli orizzonti e sperimentano nuovi scenari dando fuoco a tutta l'inventiva che hanno in corpo. Una strada piena di insidie che, però, se affrontata con cautela e convinzione, potrà dare ampie soddisfazioni.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 14/04/2009

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