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ED. ISHTAR for Schema Records 2006

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The Invisible Session
The Invisible Session


1. Till The End
2. I Knew The Way
3. To The Powerful
4. I'll Be Your Wings
5. My Inspiration
6. Heroes Of Sponge Cake
7. Invisible Blessing
8. Teacher
9. Three For You
10. Heroes Of The Conquest

Paolo Fedreghini - tastiere ed effetti elettronici
Marco Bianchi - piano e fender
Fabrizio Bosso - tromba
Gianluca Petrella - trombone
Renato D’aiello - sax tenore
Enzo Frassi - contrabbasso
Maxx Furian - batteria
Luciano Cantone - batteria e percussioni indiane
Sandro De Bellis - percussioni
Jenny B. - voce
Mika - voce


Chi dice che la broken beat abbia solo vita propria nella West London, potrà essere limpidamente smentito nell'ascoltare questo one shot release di un gruppo "invisibile" che vede celarsi dietro il nomen, l'estro creativo di Paolo Fedreghini, Marco Bianchi e per la prima volta anche Luciano Cantone, co-fondatore della Schema e coinvolto in prima persona come produttore artistico ed autore dei testi.

Un tourbillon di ospiti arricchisce, con eleganza, questo sodalizio: il puntuale e pungente trombone di Gianluca Petrella, la scintillante tromba di Fabrizio Bosso, il corposo tenore di Renato D'Aiello, l'incisivo walkin' di Enzo Frassi al contrabbasso, e poi le costruzioni percussive di Sandro De Bellis e gli interventi sottilmente focosi di Maxx Furian alla batteria che s'interscambia con lo stesso Cantone. L'anima cool/nujazz emerge anche grazie alle armonie vocali che sono disegnate dall'intensa Jenny B, non consumatasi in pseudo programmi televisivi, e del graffiato di Mika nelle note deep di I'll be your wings.

Creatività e modern beat costituiscono l'imprinting di questo lavoro che si apre con I'll be the end, dove la sessione fiati ci riconduce a qualche decennio addietro corroborata dalla potente voce di Jenny B.

L'attuale danzabilità che pervade ogni nota dell'album, la si sente ancor di più in I Knew The Way, languidamente nujazz.

Il registro vocale della camaleontica vocalist di colore riesce a mutare aspetto e colori con estrema semplicità. To the Powerful, sicuramente l'icona di questo lavoro, già divenuto brano cult in versione introspective extension, la vede impegnata in una elaborazione afro sound – tribal con caratterizzazioni volutamente mutuate da Summertime. La ricchezza espressiva di ogni singolo strumento produce una sorta di spiritual spumeggiante ed al contempo struggente. I suoni della Chicago anni '60/'70 si odono nelle sporche manovre del trombone di Petrella, tanto hard quanto elegante.

My Inspiration ne è il logico prosieguo, e si muove entro le coordinate già delineate del black jazz.

Le atmosfere da club ritornano in Heroes of sponge cake, ma sono arrangiate, svecchiate e snellite. Ma non nei soli che sono sorretti, come sempre, da una costruita orchestralità.

Ricami longue in Invisibile Blessing, con ritmi brasilian suite evidenziati dal tenore di D'Aiello. Atmosfere border line anche in The Teacher, con un marcato sound metropolitano.

Le influenze musicali caratterizzano questa opera prima. Forse, come al solito, i puristi storceranno il naso, senza tenere conto dell'impegno profuso nel rivisitare delle sonorità ad alta tensione ritmica e con lo scopo di ibridare generi e stili.

Trascinante così come elegante. Da consumare con un doppio whisky, molto robusto ed un cohiba ben cesellato.
Alceste Ayroldi per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 11/02/2008

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