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La circonferenza, figura geometrica in cui non è dato distinguere il principio dalla fine. Il cerchio è il simbolo dell'unità, del cielo. E' un simbolo universale: tutti i punti che lo formano sono equidistanti dal suo centro. Il cerchio è da sempre ritenuto un campo di energia all'interno del quale sono stati – e vengono, ancora – celebrati riti sacri di diverso genere e specie. Tale ancestrale movimento circolare si sviluppa in questo secondo lavoro da leader del giovane pianista pugliese Mirko Signorile, accompagnato da una ritmica particolarmente espressiva che vede al contrabbasso Giorgio Vendola, dalla solida padronanza dello strumento, e Vincenzo Bardaro alla batteria, che rivela tutta la sua maturità mettendo in mostra un timing equilibrato. Undici tracce di cui otto a firma di Signorile: Caravan di Ellington e Intermezzo op.117 n°2 di Brahms sono rielaborate e ristrutturate all'interno di "Nuove Prospettive", come da lui chiamate. Poi vi è la suadente rivisitazione di un classico di Sting, I'm Mad about you. Chiude la terna di brani non originali Jane's Delight di Don Pullen.
Degna di nota è l'intonazione di Vendola che apre The Magic Circle liberando le delicate note di Signorile, brevi, sfuggenti, intessute dai tamburi di Bardaro. L'universo romantico del leader si sprigiona anche ne Il crepuscolo della Dea che mantiene una naturalezza espressiva manieristica. In progressione ritmica, dal sapore drum'n'bass è, invece, Dynamic Emotion, mai spigolosa, sempre lineare, mette in rilievo la padronanza, da parte del pianista pugliese, del linguaggio bop e modale. Destrutturazioni che accarezzano il linguaggio free, aleggiano nella sostenuta Double Face che pone in rilievo lo shuffle time di Bardaro, tra l'altro puntuale con Vendola in tutti i cambi ritmici. L'assoluta cantabilità di I'm mad about you assume un particolare lirismo nelle note del piano e nella sua velocizzazione armonica, seppur nel rispetto delle strofe e parti. La monotonia non è di certo presente in questo album e Always Love ne è un ulteriore dimostrazione. L'intersecarsi del walking, a tratti poderoso e a tratti gorgheggiante, del contrabbasso di Vendola, con le incursioni di Signorile lo attestano. Le trame tessute da Bardaro, dal drumming arioso, si liberano nella cantabilità di Jane's Delight di Don Pullen, con una molteplicità di interventi frutto di una marcata espressione personale. Una particolare naturalezza nella scelta degli arrangiamenti è ostentata nelle esecuzioni dell'Intermezzo di Brahms e della sempre sublime Caravan di Ellington. La ricchezza e varietà di interpretazioni pone in rilievo la particolare conoscenza dei classici: Signorile vive con profondità i brani che trasudano di singolare novità. La breve parentesi intrisa di drammaticità di Nobody Knows me è il preludio al take 2 di The Magic Circle, che chiude, effettivamente, il "cerchio magico" costruito dal pianista. Un lavoro che si muove con scioltezza e particolare senso narrativo intimista.
La matrice linguistica di
Signorile
è ben determinata e ben sorretta da una robusta architettura ritmica, dagli impasti
timbrici massicci. Colpisce del giovane musicista pugliese, il suo rapporto fisico
con lo strumento, la densità di accordi e di soluzioni decise, pronte anche ad appropriarsi
di un tessuto improvvisativo contemporaneo.
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