Jazzitalia - Recensioni - Francesco Cusa & The Assassins: The Uncle (giano Bifronte)
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Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

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Pubblicato "Bass Way", il nuovo Metodo Didattico per contrabbasso classico e jazz di Marcello Sebastiani..

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Francesco Cusa & The Assassins
The Uncle (giano Bifronte)



Improvvisatore Involontario (2019)

1. Anthropophagy
2. Cospirology
3. Dr Akagi
4. Pharmacology
5. Reumatology

Francesco Cusa & The Assassins (DISCO 1)
Giovanni Benvenuti - sax tenore)
Valeria Sturba - voce, theremin, violino e elettronica)
Ferdinando Romano - basso)
Francesco Cusa - batteria)

Francesco Cusa Trio feat. Giovanni Benvenuti (sax tenore) (DISCO 2)
Gianni Lenoci - pianoforte
Ferdinando Romano - basso
Francesco Cusa - batteria


Il nuovo album doppio di Francesco Cusa è formato da cinque brani. Gli stessi titoli sono eseguiti da due diversi gruppi, nel primo e nel secondo disco. In realtà la differenza nei quartetti sta nella presenza di Valeria Sturba nel cd1 e di Gianni Lenoci nel cd 2. Sono presenti in entrambe le registrazioni Ferdinando Romano al basso e Giovanni Benvenuti al sax tenore, oltre naturalmente al bandleader alla batteria. La musica di "The Uncle/Giano Bifronte" ha una forte impronta free-bop, con temi densi e inclinati, spesso introdotti all'unisono da due strumenti che danno la stura ad assoli liberi e articolati su una struttura mutevole, dove i cambi di tempo e di clima sono sempre dietro l'angolo. Cusa ha rimodellato i suoi "The assassins" introducendo la voce, il violino, il theremin e altre magie elettroniche di Valeria Sturba, una micidiale potenza di fuoco in grado di scompaginare ogni segmento con interventi di volta in volta esplosivi, di marca heavy metal, con sequenze vocali a scat di uno swing proiettato negli anni tremila, con acuti stridenti e volutamente brutali per movimentare ancora di più l'andamento già accidentato dei vari pezzi, con un utilizzo complessivamente intrusivo dell'elettronica. La Sturba, in questo modo, è diventata protagonista principale e a buona ragione del primo dei due cd.

Dall' altro lato risponde Gianni Lenoci al pianoforte. E' lui The uncle-lo zio come veniva chiamato nell'ambiente jazzistico. Nel secondo cd ci si muove verso una proposta maggiormente indirizzata verso il suono degli anni settanta, un post-bop con ampie licenze tonali, dove mancano le divergenze geniali provocate dalla Sturba, ovviamente, ma, di converso, si procede su un piano solido, i piedi ben piantati su un terreno ben arato, senza imprevedibili guizzi tecnologici e tanta attenzione, invece, alla natura corposa delle composizioni.

Nelle precedenti versioni di "The assassins" non era previsto il contrabbasso. In questo caso, invece, Ferdinando Romano si rivela un scelta oltremodo felice di Cusa, che conferma la sua abilità nel circondarsi di giovani talenti. Il basso dialoga, infatti, costruttivamente con la batteria edificando un accompagnamento omogeneo nella sua asimmetricità. Alle sollecitazioni ritmiche del percussionista che detta i tempi, li modifica, li porta al collasso, ribatte il bassista con un fraseggio stringente e seghettato, contraltare ideale per le esplosioni e le implosioni di piatti e di tamburi.

il sassofonista Giovanni Benvenuti si rivela, una volta di più, elemento imprescindibile per questo tipo di musica. Il tenorista è dotato di un linguaggio spigoloso, modernissimo, comprendente un campionario ben equipaggiato di note insidiose, irregolari e di un timbro, però, afferente alla grande tradizione, discendente da Coleman Hawkins (Saint Joseph, Missouri, 21 nov 1904 – 19 mag 1969), per intenderci. Nei suoi lunghi assoli sa raccontare storie o commentare quello che narrano i partners.
Il titolo originale dell'opera era soltanto Giano Bifronte, per sottolineare il differente approccio delle due band allo stesso tipo di repertorio. Il riferimento a Gianni Lenoci è venuto successivamente, per ricordare l'amico recentemente scomparso, a cui, tra l'altro, sono dedicate quattro poesie molto sentite, a corredo del libretto allegato all'incisione.

Con questa nuova avventura Francesco Cusa, infine, conferma di puntare risoluto verso un avant-jazz collegato alle migliori esperienze degli anni sessanta e settanta, in compagnia di musicisti selezionati con oculatezza, per il loro bagaglio tecnico e il loro background culturale ed espressivo.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 01/10/2020

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