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Cam Jazz CAMJ 7822-2
Arrangiamenti di D. Kinzelman, tranne 10, di M. Ottolini.
Registrato a Perugia il 25 e 26 febbraio 2009
Giovanni Guidi
The Unknown Rebel Band


1. Unknown Rebel With White Shirt (G. Guidi)
2. Pražské Jaro (G. Guidi)
3. Wounded Knee (G. Guidi)
4. Il partigiano Johnny (G. Guidi)
5. Napoli, 27 - 30 settembre 1943 (G. Guidi)
6. Paisa' (G. Guidi)
7. Sono Sethu Ubumnyama (G. Guidi)
8. Guernica (D. Brutti-G. Guidi-G. Maier-J. Lobo)
9. The Uprising of 20.000 (G. Maier)
10. 180/1978 (M. Ottolini-Vincenzo Castrini)
11. Queimada (G. Guidi)
12. Garage Olimpo (G. Guidi-D.Tittarelli)
13. Unknown Rebels (G. Guidi)

Giovanni Guidi - pianoforte, direzione
Flavio Sigurtà, Mirco Rubegni - tromba, flicorno
Daniele Tittarelli - sax alto e soprano
Dan Kinzelman - sax tenore, clarinetto, clarinetto basso
David Brutti - sax baritono e sax basso
Mauro Ottolini - trombone, bombardino
Giovanni Maier - contrabbasso
João Lobo - batteria
Michele Rabbia - percussioni




C.A.M. Jazz
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Web Site: www.CamJazz.com


Giovanni Guidi
, nonostante la sua giovane età, ha al suo attivo un curriculum davvero notevole: per citarne solo una parte, la ripetuta militanza con Enrico Rava, la collaborazione con Gianluca Petrella nella Cosmic Band, tre cd in quartetto, una corposa attività concertistica. E ora, la prova con una grande formazione, ben dieci elementi, la scelta di un nome fresco e battagliero, "The Unknown Rebel Band", un omaggio engagé ai combattenti per la libertà. Con le sue parole, "una suite per donne e uomini ribelli, il cui nome è rimasto nell'ombra. Ribelli di tempi diversi, di diverse parti del mondo. Una composizione in cui voci di donne e uomini senza nome possano emergere dal silenzio, distinguersi e allo stesso tempo anche mescolarsi in un coro, per la comunanza di ideali che ha segnato le loro vite." I titoli stessi dei brani parlano, raccontano l'omaggio sincero ai protagonisti della Resistenza italiana, alla Primavera di Praga, ai desaparecidos argentini, alla legge per l'abolizione dei manicomi, alle lotte anticolonialiste in Sudafrica e in Algeria, agli indiani d'America massacrati, alla rivolta di Piazza Tien An Men, alla lotta contro il franchismo, al G8, all'onda studentesca.

La musica si ispira soprattutto al precedente illustre della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden. Decisione quasi obbligatoria ma ovviamente piena di insidie, sia per i compositori, che per i solisti e per l'arrangiatore, che doveva competere addirittura con Carla Bley. Eppure va dato atto a Dan Kinzelman, giovane sassofonista americano stabilitosi in Italia, già sorprendente per il suo solismo al sax tenore, di essere riuscito ad arrangiare benissimo le intense composizioni del disco, per la maggior parte frutto della penna del leader.

Una suite ben equilibrata, con la stessa composizione in apertura e in chiusura, e dentro temi solenni ed evocativi e brani per pianoforte e percussioni. Tra i tanti momenti suggestivi, l'assolo di Ottolini al trombone su Pražské Jaro, il tema dolente su un tappeto percussivo di matrice free di Wounded Knee, i delicati momenti per pianoforte e percussioni de Il partigiano Johnny e Paisa', le atmosfere di Sono Sethu Ubumnyama su una base orchestrale di grande effetto, i toni cupi e le sfumature free di Guernica, e infine Queimada, forse il miglior brano, concentrato, raccolto, con un assolo di Guidi fatto di poche giuste note, distillate una per una.

Vincenzo Fugaldi per Jazzitalia






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Data pubblicazione: 01/11/2009

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