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Aljoša Jerič Quartet
The Venice Session
1) Friday May 3rd
2) Luna K.
3) Young

4) Ali di farfalle, per Maria
5) H2O
6) Red Joy
7) Nearness of You
8) A'la Mode
9) Moving Pictures
10) Strange Meeting
Igor Lumpert –
sax tenore
Bruno Cesselli – piano
Danilo Gallo –
contrabbasso
Aljoša Jerič – batteria
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C'č molto di John Coltrane nella musica dell'Aljoša Jerič Quartet, almeno per quanto riguarda questo primo lavoro discografico,
the Venice Session. La formazione porta il nome del suo leader, un giovane (classe '73) batterista sloveno cresciuto al Conservatorio di Trieste che, oltre a conoscere bene il jazz, puň vantare collaborazioni con l'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia e con
Uto Ughi.
Jerič č padrone del suo strumento; con il brano
Young
dimostra di possedere discrete attitudini compositive (elemento tutt'altro che comune fra i batteristi), si muove con grande disinvoltura, sia che affronti esecuzioni "fisicamente" impegnative (il finale di
Red Joy
č a dir poco travolgente) sia che, spazzole alla mano, ci trasporti nelle soffici atmosfere della ballad.
Ma l'elemento di spicco di questa Venice Session non č il drumming, né il piano di
Cesselli o il basso di Danilo Gallo, pur essenziali e mai sopra le righe, bensě il suono del tenore di
Igor Lumpert: un bisbiglěo, sussurrato con un filo di fiato, che ha l'effetto di creare un sound pastoso, decisamente avvolgente, che intorpidisce delicatamente.
Infine, quando l'album sembra essere terminato, ecco che il
quartetto ritorna per improvvisare in maniera totalmente diversa da come ha
fatto fino a quel momento, cioč in pieno stile free.
Francesco Ughi per Jazzitalia
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