Alberto
Bonacasa può ben ritenersi soddisfatto: a trentacinque anni il pianista
lomellino rilascia un CD brillante,
Thinking Blue, con tanto
di apprezzamento di Randy Brecker nelle stringatissime liner note.
Bonacasa
chiama a raccolta un quartetto pimpante e molto affiatato per condensare in quaranta
minuti scarsi un orizzonte espressivo composito, dove jazz moderno, hard bop, respiro
modale (sarà un caso, ma la copertina rimanda ermeticamente a Kind Of Blue),
standard e Brasile si alternano in modo molto naturale e senza apparenti contrasti.
Un pianismo scevro da esibizioni di tecnica fine a se stessa, con una
mano destra secca ed essenziale nell'inseguire uno sviluppo melodico espressivo
e una sinistra che non fa mai mancare un robusto movimento armonico, sono le caratteristiche
del giovane pianista cui fa da contraltare un
Fabrizio Bosso
sempre impeccabile nel centellinare note lunghe e metronomicamente pirotecnico al
momento opportuno. La ritmica compatta ed elegante assicura l'adeguata scansione
sia nella raffinata routine jazz-samba, sfruttando l'affiatamento con l'ospite brasiliana
Dilene Ferraz già collaudato nel di lei gruppo, sia nei momenti più propriamente
jazzistici.
Il CD si apre con la breve
Doctor Tones, quasi una
sigla per incisività del tema e incalzare ritmico, seguita da
South Africa che, pur avendo
un timing simile, presenta un tema più complesso e spigoloso su ritmica più strutturata.
Soulful Bill è una gemma
preziosa che risplende nelle luci soffuse di un ¾ lento e ispiratissimo, dove l'interplay
tra Bonacasa
e Bosso
è retto splendidamente dalle spazzole della batteria e dal lirismo del contrabbasso.
La stessa ispirazione si respira anche in Stella By Starlight,
condotta però in modo più sostenuto e vivace.
Mate e
Istante pra eternar sono
l'omaggio al Brasile co-firmato da
Bonacasa
e dalla voce calda di Dilene Ferraz, agile, sinuosa e mai aggressiva nel
muoversi tra le ottave della sua estensione.
My secret love chiude infine
il CD, rincorrendo il metronomo con gran virtuosismo di tromba e leggiadro divertimento
del resto del quartetto.
Furio Ciulini per Jazzitalia