Jazzitalia - Recensioni - Dominique Pifarély: Time Before And Time After
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Seconda edizione del Premio Internazionale "Pino Massara" per giovani compositori di musica pop e jazz. Premi per un totale di 25.000 euro.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            COLI Alessio (sax)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MENEGOTTO Mauro (batteria)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            NASONE Antonio (chitarra)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            RONCA Marco (piano)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
            VIGNALI Michele (sax)
Dominique Pifarély
Time Before And Time After



ECM (2015)

1. Sur terre
2. Meu ser elàstico
3. L'air soudain
4. D'une main distraite
5. Avant le regard
6. Gegenlicht
7. L'oubli
8. My Foolish Heart

Dominique Pifarély - violino


Dominique Pifarely pubblica un disco per violino solo, estratto da due concerti del 2012 e 2013, svoltisi rispettivamente a Poitiers e ad Argenteuil. Il titolo del disco deriva da una poesia di T.S. Elliott e ogni brano è dedicato ad un poeta diverso. In primo luogo non è assolutamente facile tenere la scena per più di un'ora in compagnia soltanto dello strumento ad arco, ma il musicista francese ha dalla sua una cultura musicale onnicomprensiva, una tecnica da virtuoso e una sana curiosità per affrontare e vincere queste sfide. Nel disco si ascoltano atmosfere tardo-romantiche, passaggi cameristici e incursioni in un barocco riverniciato da una sensibilità contemporanea. Manca, però, quasi completamente lo swing, se non nell'ultimo brano, uno standard. Si avverte, nei nove brani, in ogni modo, un approccio molto fisico di Pifarely al violino. L'artista transalpino, infatti, non si limita a sollecitare con l'archetto o a pizzicare le corde, in alcuni frangenti batte con le dita sulla cassa armonica per trasformare il suo strumento in una percussione. In questo modo uomo e violino diventano un'unica entità suonante. Sono, poi, particolarmente efficaci i cambi di registro, di intensità all'interno di uno stesso pezzo, dove si passa da momenti tranquilli e riflessivi a sequenze agitate, tormentate in cui non si contano le note sgranate dal violino. Proprio questa alternanza di pieni e di vuoti, di carestia e di abbondanza costituisce la forza di questa musica austera, complessa, ma mai fredda e distaccata. Alla fine, quando si intuisce e poi si svela il tema di "My Foolish Heart", si capisce che, malgrado tutte le circonvoluzioni, un'anima jazzistica, pur sui generis, si nasconde dietro tutta la performance.

Pifarely, a conti fatti, è un personaggio che si posiziona oltre i confini dei generi per seguire e portare avanti la sua idea estetica, aperta ad ogni tipo di esperienza.

Gianni Montano per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 12/03/2017

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