Jazzitalia - Diego Ruvidotti: Time To Change
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

"Bass Call": Borse di Studio Saint Louis per contrabbassisti. Indette audizioni per l'assegnazione di tre borse di studio .

Talos Festival 2017: La melodia la ricerca la follia. Dopo l'anteprima, parte la sezione internazionale con grandi ospiti e alcune produzioni originali .

Quinta edizione del Bitonto Blues Festival: tre serate con il meglio del blues nazionale e internazionale. Carlos Johnson da Chicago in esclusiva italiana.

Raphael Gualazzi e il suo "Love Life Peace Tour" a Trani con la band per presentare il suo ultimo album, già disco d'oro in Italia..

Lucca Jazz Donna. Tutto pronto per la XIII edizione. Ospite clou il 22 ottobre, Amii Stewart.

Si è spento improvvisamente John Abercrombie, aveva 72 anni.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Roccella Jazz Festival 2017 - Rumori Mediterranei. Dedicato a Rino Gaetano, la XXXVII edizione del noto festival calabrese.

Brda Contemporary, festival dedicato alla musica creativa e d'improvvisazione vede la sua settima edizione tornare a Smartno, nel cuore della Brda, il meraviglioso collio sloveno. .

Joe Lovano Plays John Coltrane. A Palermo il sassofonista americano, accompagnato dal trio di Salvatore Bonafede, eseguirà alcune delle composizioni più memorabili di Coltrane..

Todd Barkan, Pat Metheny, Diane Reeves e Joanne Brackeen riceveranno il prestigioso National Endowment For The Arts 2018 Jazz Masters.

Il Saint Louis, Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale autorizzata dal Miur a rilasciare titoli accademici di I e II livello, apre le iscrizioni al prossimo anno accademico 2016/2017.

Click QUI per fare pubblicita' su Jazzitalia
Jazzitalia sbarca in Russia! Tradotti in cirillico alcuni articoli esclusivi.
Ultimi aggiunti:

            AMELIA SMOOTH JAZZ (gruppo)
            AUTINO Adriano (chitarra)
            CAIAZZA Igor (perccussioni)
            CIMINO Lorenzo (tromba)
            DI IENNO Gianluca (piano)
            ESPOSITO Sergio (chitarra)
            GIOLLI Marco (batteria)
            MINI Elisa (voce)
            MOON WALKER JAZZ BAND (gruppo)
            PELLITTERI Marcello (batteria)
            PIRAINO Alessandro (chitarra)
            RONCA Marco (piano)
            SALVADORI Mattia (tromba)
            SCARAMELLA Giulio (piano)
            SILVESTRI Vittorio (chitarra)
            VENTUROLI Danilo R. (piano)
Diego Ruvidotti
Time To Change



1. Getto forte 5.40
2. Col Medicante 7.23
3. Time to Change 5.18
4. Venti di Aprile 5.31
5. Lighea 7.14
6. 12 Watt 5.38
7. Elena 5.15
8. Villaga – Mali 4.47
9. Moto alternato 7.33
10. Half Century 4.45

Diego Ruvidotti - fluegelhorn
Antonio Zambrini - electric piano
Roberto Piccolo - bass
Massimo Pintori - drums


Fa piacere presentare album jazz made in Italy, perchè il nostro Paese possiede molti grandi musicisti che meritano di essere ascoltati ed apprezzati. Uno di questi è Diego Ruvidotti, trombettista, flicornista e compositore bolzanino, milanese d'adozione, che è anche l'autore di tutti i brani contenuti in questo nuovo cd intitolato "Time to Change", registrato a Milano presso i Lab Service Studios e mixato da Stefano Spina.

Ma è fin dagli anni '70 che Ruvidotti collabora con diversi jazzisti italiani e stranieri e partecipando all'incisione di molti album ed intervenendo anche come solista nelle colonne sonore per alcuni film. Negli ultimi vent'anni Ruvidotti ha intensificato la propria attività di compositore di musiche di scena per il teatro, la danza e video in campo pubblicitario. Attualmente suona in diverse formazioni jazz (Terra che Brucia, Jazz Standards Quintet, Latin Jazz Ensemble e Triopiù).

La formazione presente in questo nuovo album comprende jazzisti di primo piano dell'area milanese e non solo: Antonio Zambrini, qui al piano elettrico, da molti anni è un apprezzato pianista, compositore e didatta che ha al proprio attivo numerosi album a proprio nome e che vanta anche molte collaborazioni a livello internazionale con grossi nomi del jazz (uno per tutti: Lee Konitz). Zambrini inoltre collabora stabilmente con la Cineteca Italiana di Milano per la sonorizzazione improvvisata dal vivo nelle rassegne dedicate ai capolavori del cinema muto restaurati.

Roberto Piccolo, contrabbassista con solida formazione classica e buona tecnica, dotato anche di un profondo senso armonico, vanta anch'egli numerosissime collaborazioni con musicisti di primo piano a livello internazionale. Ha partecipato a numerosi Jazz Festivals e tours che gli hanno permesso negli anni di suonare con musicisti del calibro di Don Friedman, Lee Konitz, Paul Jeffrey, Tom Kirkpatrick. Attualmente suona in diversi gruppi e con il sestetto di Paul Jeffrey ha realizzato anche un album ed un tour negli USA.

Massimo Pintori, batterista e percussionista, ha studiato batteria presso la Scuola del Capolinea di Milano e percussioni presso la scuola di Musica di Sesto San Giovanni. E' uno fra i batteristi più contesi del panorama jazz italiano grazie alla sua capacità di spaziare dal mainstream all'avanguardia, sempre con ottima padronanza e grande gusto. Anche Pintori ha al proprio attivo numerosissime collaborazioni e registrazioni di album con artisti sia italiani che stranieri. Per ricordarne alcuni: Tom Harrell, Lee Konitz, Markus Stockhausen, Paul Jeffrey (con quest'ultimo ha anch'egli effettuato un tour negli USA). Numerose sono anche le sue partecipazioni a jazz festivals sia in Italia che all'estero. Attualmente collabora stabilmente con diverse formazioni (il trio di Piero Bassini, il trio di Michele Franzini con Tito Mangialajo, il trio di Gaetano Liguori, il quartetto di Massimo Minardi con Roberto Piccolo, quelli di Tullio Ricci e di Lucia Segala).

Ruvidotti, Zambrini, Piccolo e Pintori si sono bene amalgamati nella realizzazione di questo nuovo cd i cui brani, ci spiega Diego, sono stati originariamente da lui composti per formazioni più allargate. Successivamente l'autore ha però optato per il quartetto, trovando nei musicisti di cui sopra dei collaboratori ideali, jazzisti di grande esperienza e sensibilità con i quali ha quindi deciso di registrare il disco.

Ogni pezzo è un piccolo affresco, una breve storia da raccontare, il ricordo di un viaggio, o una riflessione personale dell'autore. L'intero album è caratterizzato dal timbro inconfondibile del piano elettrico, uno strumento che in questi anni sta vivendo di nuovo un periodo di celebrità, dopo i fulgidi anni in cui venne reso famoso da artisti come Herbie Hancock o Chick Corea, con la nascita del jazz elettrico, del funky, della fusion.

Ritroviamo in parte quelle sonorità anche in questo album che ci offre però anche scenari diversi. Talvolta troviamo ritmiche funky o latin ma sempre fresche ed attualissime. Altre volte ascoltiamo atmosfere più aperte e sospese che si sposano sempre in modo molto gradevole con le originali idee melodiche di Diego, lasciando poi ampi spazi all'improvvisazione, prevalentemente ad opera del flicorno e del piano elettrico, ma anche dell'ottimo contrabbasso di Piccolo e della batteria di Pintori. Nel quartet si innescano bei dialoghi, talvolta sotto forma di domande e risposte fra i solisti, molto piacevoli e sempre molto equilibrate.

Le composizioni di Ruvidotti sono state spesso ispirate dalla Natura con la quale l'artista ha un rapporto molto profondo e mistico derivato dalla fede buddista.

"Getto forte" venne composto tutto d'un fiato da Ruvidotti, al rientro da un'escursione ad una cascata sull'Appennino Ligure. "Col Melicante" è invece il nome di un monte che si erge alla biforcazione di una valle tra Belluno e Treviso, sul quale Diego Ruvidotti ama recarsi per "far volare" le note del suo flicorno, come scrive egli stesso nelle liner notes di questo cd. "Time To Change", title track, rappresenta il processo di continuo sviluppo e di crescita di un cambiamento, che è sempre una decisione con radici profonde nell'individuo e che ha bisogno, al pari di una pianta, di essere nutrito e curato giornalmente, per poter finalmente realizzarsi nella sua completezza e dare buoni frutti. I "Venti di Aprile" soffiano via le ultime nubi invernali, invitando a spalancare le finestre alla primavera.
Non manca l'ispirazione letteraria: "Lighea" è il nome della sirena della novella di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. "12 Watt" a differenza di quanto sarebbe facile immaginare, invece non ha nulla a che fare con la potenza degli amplificatori…È semplicemente l'indirizzo milanese di Diego, il "suo" luogo dove fare musica, il luogo dove è nato anche questo album, il luogo dove suona con il quartet, ma anche il posto accogliente dove poter stare bene, in armonia con gli amici, davanti ad un piatto di spaghetti ed un buon bicchiere di vino. "Elena"…è dedicato a "lei", sua moglie. "Villaga – Mali" invece è stato composto a Villaga, una frazione di Feltre ma si ispira ad un canto tradizionale del Mali. "Moto Alternato", dedicato alla mamma di Elena, descrive l'avvicendarsi naturale di notte e giorno, luce ed oscurità, ma anche del bene e del male, della vita e della morte, di incontri ed addii. Elementi che si susseguono in continuazione come in una danza. Infine "Half Century" ci svela l'età anagrafica di Diego. Brano composto proprio in occasione del suo cinquantesimo compleanno e dedicato a tutti quelli che, come lui, non invecchieranno mai.

Al pari di Herbie Hancock e Wayne Shorter, grandissimi artisti che per Diego rappresentano delle pietre miliari, egli stesso si è accostato al buddismo, in un percorso di vita che attraverso la musica gli ha permesso di trovare la propria profonda dimensione umana e spirituale. Nelle liner notes di "Time to Change" Diego cita il proprio mentore, Daisaku Ikeda, presidente e leader di "Soka Gakkai International", e lo ringrazia per il continuo incoraggiamento ed insegnamento per riuscire a rinnovarsi ogni giorno e per trovare il coraggio e la forza di spingersi al di là dei propri limiti, nella convinzione che ogni meta raggiunta possa contribuire a risvegliare la più profonda dignità della vita in ciascuno di noi.

Rossella Del Grande per Jazzitalia






Articoli correlati:
26/12/2016

Dedications (Tito Mangialajo Rantzer Quartet)- Gianni Montano

28/09/2014

Plays Nino Rota (Antonio Zambrini)- Antonella Chionna

21/07/2014

Around Broadway (Paolo Alderighi Trio)- Giusy Casanova

30/03/2014

Quattro chiacchiere con...Tito Mangialajo Rantzer: "Nell'album "Dal basso in alto" Mangialajo Rantzer riesce a tirare fuori un sound così corposo che appare orchestrale." (Alceste Ayroldi)

30/09/2012

La Belle Vie (Simona Severini)- Enzo Fugaldi

11/09/2011

Blakey Legacy (Gianni Cazzola Sextet)- Eva Simontacchi

12/06/2010

Dance your way to heaven (Martha J. - Francesco Chebat)- Elio Marracci

30/05/2010

Songs From The Procol Harum Book (Antonio Zambrini Trio) - Marco Buttafuoco

05/04/2010

Up Up (Up Quartet & Paola Odorico) - Marco Buttafuoco

13/02/2010

Are U Standard? (Minardi - Grechi Espinoza - Pintori - Mangialajo Rantzer - Spina)- Rossella Del Grande

06/01/2010

Everything We Love (Francesca Ajmar)- Rossella Del Grande

02/01/2010

Out Of a Logical Choice (Michele Franzini)- Rossella Del Grande

20/08/2009

It's a Gadget World… (Ron Horton feat. Antonio Zambrini) - Alceste Ayroldi

08/09/2008

That's it (Martha J.)

06/01/2008

Il Lee Konitz Quartet al Barletta Jazz Festival: "Il trio Zambrini-Tavolazzi-Manzi è stato assolutamente superlativo! Gli interventi dell'ottimo pianista Zambrini, in particolare evidenza per intelligenza e purezza espressiva, sono stati apprezzati dal pubblico per la chiarezza delle linee melodiche e ritmiche." (Pasquale Stafano)

12/09/2006

Intervista ad Antonio Zambrini: "Non ci sono delle difficoltà particolari nell'avviare una carriera nel jazz: è proprio la carriera che è difficile, per mille motivi..." (Rossella Del Grande)

05/08/2006

Il Nick La Rocca Jazz Festival 2005 in uno scenario con un'atmosfera semplicemente incantevole, una perfetta organizzazione, una manifestazione che ha offerto sicuramente più luci che ombre. (Francesco Peluso)

24/05/2006

Musica (Antonio Zambrini)

15/03/2006

Ron Horton Quartet alla Salumeria della Musica: "Il grande jazz può essere anche molto fresco e giovane. Questa è la sensazione che ho provato fin dall'inizio, ascoltando Ron Horton, Ben Allison, Mike Sarin ed Antonio Zambrini..." (Rossella Del Grande)

01/11/2005

I concerti di Viggiano 2005: Aula, Vigorito e Zambrini con intervista, Zegna, Marcotulli, Bonvini, Giammarco e l'Orchestra Laboratorio diretta da Mario Raja... (Francesco Peluso)

23/08/2003

Due Colori (Antonio Zambrini)

09/02/2003

Antonio Zambrini (piano)

12/12/2001

Quartetto di Antonio Zambrini







Inserisci un commento


Questa pagina è stata visitata 2.218 volte
Data pubblicazione: 20/02/2011

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti