Jazzitalia - Yusef Lateef – Adam Rudolph : Towards The Unknown
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Ottava edizione del Torino Jazz Festival, un omaggio al jazz in tutte le sue declinazioni espressive. In cartellone, insieme ai grandi nomi internazionali, artisti di ricerca ed eccellenze del territorio. .

Grace DB lancia "Donna 3.0": Il suo primo album d'esordio parla del ruolo della donna nella società contemporanea, di scelte personali ed equilibri che si trasformano.

New Echoes. Rassegna di Nuova Musica Svizzera a Venezia (4a edizione) con realtà musicali che si muovono attorno ai linguaggi contemporanei del jazz, della ricerca multidisciplinare, dell'indie-rock e dell'elettronica..

Prospettive Sonore a Foggia: 5 eventi di Jazz Crossover, progetti inediti e di ricerca con, tra gli altri, Roberto Ottaviano, Tom Kirkpatrick e Brian Charette..

Addio a Giorgia Mileto, Con grande dolore apprendiamo della scomparsa della responsabile ufficio stampa del Saint Louis College of Music di Roma e di vari festival internazionali della capitale. .

Vic Juris, chitarrista jazz, noto soprattutto per il suo importante ruolo nella band di Dave Liebman, è mancato il 31 dicembre 2019. Era ricoverato al St. Barnabas Medical Center di Livingston, New Jersey..

Musica, poesia, racconti e tanto altro per la V Edizione di Case Ospitanti a Matera, una suggestiva iniziativa che riempie la città di cultura e di conviviale stare insieme..

E' morto Mario Guidi, uno dei più illuminati manager del mondo del jazz, padre del pianista Giovanni e titolare della MGM Produzioni Musicali, agenzia tra le migliori e serie a livello internazionale.

Bergamo Jazz: Maria Pia De Vito firma l'edizione del 2020 con un cartellone che rende la manifestazione tra le migliori per respiro e profondità a livello europeo.

Pianisti di altri mondi, 7 + 1 concerti dal jazz alle sonorità contemporanee. Tornano a Milano i concerti delle domeniche mattina in una rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto in collaborazione con la Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti.

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Umbria Jazz Winter 2019: Cinque giorni di musica da mezzogiorno alle ore piccole, novanta eventi, sette location nel centro storico di Orvieto, trenta band, più di centocinquanta musicisti, una rappresentanza di altissimo livello del jazz italiano. .

Songwriting Camp. Il Saint Louis sostiene le idee di giovani artisti, musicisti e cantautori con un corso gratuito e a numero chiuso realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell'ambito del programma "Per Chi Crea"..

Sotto le stelle del Gianicolo, prosegue la terza edizione del Festival "GIANICOLO IN MUSICA 2019 con grandi protagonisti del Jazz.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

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            GAETA Walter (pianoforte)
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            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            THE JIM DANDIES (gruppo)
Yusef Lateef – Adam Rudolph
Towards The Unknown



Meta Records
www.metarecords.com

Adam Rudolph " Concerto for Brother Yussef"


3) Reflections

5) Six Trees
6) A Better Day
Yusef Lateef "Percussion concerto" (For Adam Rudolph)

8) Second movement

Yusef Lateef - sax tenore, c flute, flauto umtshingo, handiphone, flato pneumatico in bamboo, voce, recitazione.
Adam Rudolph - set di tamburi manuali (bongos, djembe, tarijas, zabumba) kongo slit, xilofono baganda, gongs, campane tibetane, piatti, sintir, tamburi a cornice, elettronica, percussioni
Go: Organic Orchestra
in 1-6 diretta da Adam Rudolph

Orchestra del S.E.M Ensemble diretta da Petr Kotyk in 7-8


Polistrumentista (suona sax tenore, svariatissimi flauti etnici, l'oboe, il fagotto), ricercatore di nuove sonorità, didatta, teorico, poeta, scrittore, pittore. Yusef Lateef, che nella sua lunga carriera ha suonato - fra gli altri - con Count Basie, Cannonball Adderley, Freddie Hubbard, Don Cherry, è stato e continua ad essere tutto questo. Oggi, a quasi novant'anni, è ancora un protagonista. Il tempo non sembra aver intaccato la sua energia e la sua creatività. La newyorkese Meta Record lo celebra con questo bel disco che lo vede impegnato sia nella veste di solista, sia in quella di compositore in stretta collaborazione con il percussionista Adam Rudolph (che è anche titolare della citata label).

Towards the unknown si divide in due parti. La prima (tracce 1-6) è una suite dedicata all' anziano maestro firmata da Rudolph. La seconda è una partitura scritta da Lateef per il suo partner, con il quale collabora oramai da più di venti anni.

Concerto for Brother Yussef è una pagina molto frastagliata.  Nella prima traccia Lateef canta un brano improvvisato che evoca il blues dei primordi. A sostenerlo un sintir (sorta di tamburo cordofono africano) ed un ensemble d' archi. Nel secondo dialoga con il percussionista (si noti che Rudolph usa prevalentemente hand drums) improvvisando sequenze impastate di modernità jazzistica ed arcaismo sonoro. Nelle tracce 3-5 lascia che il suo sax ed i suoi flauti vaghino ad evocare riti e mondi lontani sulle dissonanze talora diafane, talora abrasive delle corde (per quest' ultime Rudolph ha scritto gli arrangiamenti ma ha anche previsto parti improvvisate, da lui orientate con la tecnica della cue conduction). Nell' ultima traccia l' anziano maestro recita versi di impegno civile. Qualcuno definì una volta Gil Evans come "vecchio leone fiammeggiante". E' una definizione che si attaglia a perfezione anche a questo eclettico artista.

In Percussion Concerto l' interprete Lateef lascia, come detto, la scena al compositore. Si tratta infatti di una pagina pensata per i tamburi di Rudolph. A interloquire con le mani del cinquantacinquenne percussionista è un ensemble di archi e fiati. La scrittura è quasi classica, europea. Nella prima parte l' orchestra "canta" sonorità molto evocative e distanti sulle quali si inseriscono le brucianti sequenze di un vasto set percussivo esplorato da Rudolph, spesso sul campo, evocatore di numerose tradizioni ritmiche e nelle sue improvvisazioni sono evidenti le tracce di questa lunga consuetudine.

Quello che viene proposto da questo cd è il rito "postmoderno" dell' incontro fra le varie culture, dell' evocazione dello "Spirito" comune della musica. E' vero che né Rudolph né Lateef disdegnano di essere considerati i pionieri della world music, ma non è certo musica di genere quella che si ascolta in questa incisone: non siamo certo di fronte ad un mero assemblaggio di esperienze sonore diverse. C'è ritualità, c'è sogno, c' è energia, c' è una vasta esplorazione di paesaggi emotivi nella loro arte.

"Ci capiamo perfettamente con Yusef – dice Rudolph - ci capiamo a livello creativo e filosofico. Mi piace lavorare con musicisti che capiscono quello che sono sia sul piano musicale sia su quello intellettuale".

Marco Buttafuoco per Jazzitalia








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Video:
Cannonball Adderley Sextet- Work Song
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inserito il 17/02/2008  da JTurlik - visualizzazioni: 4676


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Data pubblicazione: 30/05/2010

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