Jazzitalia
versione italiana english version
 
Indirizzi |  Saranno Famosi |  J-Shop | Mailing List | Newsletter | Forum |  Cerca | Links | Sondaggio |  Cont@tti
COMUNICATI
Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati
 
 

Enrico Pieranunzi - Marc Johnson
Trasnoche

1. Trasnoche
2. I sospiri e le lacrime e'l desìo
3. Islas
4. A second thought

5. Thiaki

6. The way of memories
7. The chant of time

8. Narrations du large
9. Clouds


Music by E. Pieranunzi, except "Cloud" by E. Pieranunzi and M. Johnson

Enrico Pieranunzi -
piano
Marc Johnson -
double bass


dove acquistare e scaricare musica, vendere e proporre la propria musica...


EGEA Records & Distribution
C.so Mazzini, 12
12037 SALUZZO (CN)
Tel. +39 0175 217323
Fax: + 39 0175 475154
E-mail: info@egearecords.it
www.egearecords.it

Conversazione del giornalista Vittorio Castelnuovo con Enrico Pieranunzi

Parlare con Pieranunzi è parlare non solo con un grande musicista ma con un narratore prestato alla musica. In lui si intravede un poeta al di fuori dei limiti, con una libertà dovuta al commovente, purissimo rigore della sua grazia. Un poeta che ha inventato uno speciale vocabolario notturno, quasi una 'notte americana' (ricordate Truffaut?) in pieno Mediterraneo...Grazie a lui, basta un solo semplice incontro - magari con un disco come questo - perché il nostro destino sia diverso: è il dono che ci offrono coloro che, come Pieranunzi, hanno la capacità di innalzare la vita a sogno.

Quando ho ascoltato le prime, incantevoli battute di "Trasnoche" mi è venuta un'immagine: quella di un adulto che prende per mano un bambino…per condurlo dove?…
...Forse per condurlo in qualche luogo segreto e meraviglioso che non ha né latitudine né longitudine...per portarlo a visitare luoghi che neanch'io conosco…

Un'isola?...
Forse sì… forse Itaca, la patria di Ulisse...l'antico nome di Itaca era '
Thiaki'…chissà che mare, che luce dovevano esserci lì prima che Ulisse vi nascesse...

Proprio ascoltando 'Thiaki' notavo che il finale di questo brano, come di altre tue composizioni, è un finale aperto. Sembrano finali di un racconto che avrà un seguito...una sensazione che tutta la tua musica mi fa provare; certi tuoi brani sembrano continuare anche quando sono terminati, anche quando i loro suoni sono ormai rientrati nel silenzio.
...Non so…è così difficile parlare della musica usando le parole...

Allora parliamo ancora del silenzio. In questo Cd mi sembra che tu abbia lavorato a fondo sull'essenzialità delle note, valorizzando al massimo le pause, le attese.
Sarà forse perché alcuni dei brani sono stati registrati a sera tarda...no, non ti sto prendendo in giro... io e Marc Johnson eravamo effettivamente stanchissimi quando abbiamo cominciato a registrare, avevamo terminato da poco un concerto…in una situazione del genere non ce la fai proprio a pensare, ti arrendi senza condizioni al fascino dei suoni, ti lasci andare…era veramente tardi insomma, eravamo già dentro la notte...e la notte vive di un silenzio che sembra parlare una sua lingua misteriosa e indecifrabile. Le pause, le attese erano un modo istintivo per cercare di ascoltare la notte, il suo misterioso, eloquente silenzio…

E' come se in quelle pause, in quelle attese ci fosse una richiesta di comunicazione…
...forse sì…forse quelle comunicazioni che durante la notte arrivano attraverso i sogni...

In un racconto di Kafka ad un certo punto il protagonista dopo aver urtato, di notte, un uomo disteso per terra che dorme, si scusa con lui dicendo: «Mi consideri un sogno…»
Che frase incredibile, geniale…sembra un tema di Monk…Quanto a me…no, non credo di essere un sogno… ma i sogni sono davvero importanti, decisivi direi… quelli che si fanno e si ricordano, e anche quelli che si dimenticano...sono la nostra forma nascosta.

"The Chant Of Time" mi fa venire alla mente una preghiera laica...e tu, più in generale, mi sembri un musicista 'morale'...
Musicista 'morale'?… che vuoi dire?…

Nella tua musica c'è una rettitudine, una linea, un ethos...
mi piacciono le cose sincere, intense ma anche accurate, è vero…non credo che l'autentica libertà artistica sia fare qualsiasi cosa come viene viene...anzi…nell'estetica c'è una sorta di etica segreta, tutta da cercare. Quanto alla preghiera...non sono molto bravo a pregare, non ci credo...purtroppo la musica, per la sua inafferrabilità, è fra tutte le arti quella che più spesso è stata ed è sottratta al regno dell'inconscio…ed è lì che affonda le sue radici. Quasi sempre invece finisce per essere collocata chissà dove, lontano, "verso il cielo" …

Anche quest'ultimo Cd, come altri tuoi, mi da l'impressione di un labirinto, di una città sconosciuta di cui ignoro le strade...
E' curiosa questa tua citazione del labirinto…mi riporta alla memoria l'isola di Creta e anche un bizzarro episodio 'mediterraneo' che mi accadde tanti anni fa, quando all'università diedi un esame dal titolo veramente criptico, 'Filologia Micenea'…trattava della decifrazione del Lineare B, antico dialetto che si parlava in quell'isola centinaia di anni prima di Omero...Come vedi isole, Mediterraneo, poeti...era già tutto lì…

Il mito racconta che Omero era privo della vista...il tatto e l'udito si sensibilizzano al massimo quando non c'è la vista...a volte in certi brani come "Clouds" tu sembri cercare qualcosa con le mani, come un punto di equilibrio in avanti...sembri esplorare una tua intima e sconosciuta cartina geografica...
"Clouds" è un brano completamente improvvisato ed in effetti quando improvviso integralmente mi affido del tutto alle mani...sono loro che sembrano portarmi, che si infilano tra i suoni, si soffermano su alcuni di essi, li 'palpano' come potrebbe fare uno scultore con la creta o, meglio, come può fare un amante col delicato, morbido corpo della sua donna…

Come se dessi una forma alla vita...
…è la ricerca di un'immagine… en la noche y la trasnoche, "nella notte e al di là della notte", come ha stupendamente scritto il poeta spagnolo Pedro Salinas...


La prima cosa che ho fatto, quando ho cominciato ad ascoltare questo CD, è stato...riascoltare tre volte consecutive il primo brano: Trasnoche. L'ho trovato subito fantastico e mi ha trasmesso l'essenza del messaggio qui contenuto: la parte più profonda della notte, quella notte che è in ognuno di noi, diversa ma presente. La melodia molto ben costruita ed eseguita in modo eccellente ti guida attraverso un racconto immaginario che si compone nota dopo nota fornendoti momenti di differente tensione grazie anche al profondo suono del contrabbasso di Marc Johnson. Un tocco pianistico sorprendente con un'estrema cura della dinamica, il tutto  effettuato con la naturalezza tipica solo di un grande musicista, quale Pieranunzi è.
Marco Losavio - Jazzitalia



Articoli correlati:
24/02/2008

Tenco's Jazz, l'anima Jazz della musica di Luigi Tenco: "Il Jazz in fondo ci faceva sentire un po' più nobili. Era uno dei pochi universi in cui ci si potesse riconoscere. Ci serviva per oltrepassare una musica leggera deteriore, impraticabile. Dovevamo per forza individuare un filone nuovo, che in pratica emerse da un miscuglio di jazz e altro..." (Roberto Arcuri)

21/11/2007

Live Conversations (Dado Moroni - Enrico Pieranunzi)

15/09/2007

La quinta stagione (Roberto Giglio)

26/05/2007

Stultifera navis (Jazzcom)

02/05/2007

Intervista a Rosario Giuliani: "Non riesco a vivere la musica jazz se non come una passione e vorrei che questo la gente sentisse...Per me la musica è un'espressione necessaria ed insostituibile, è dire qualcosa che non può passare attraverso le parole, qualcosa che viene dallo stomaco." (Daniele Mastrangelo)

15/04/2007

Enrico Pieranunzi & Rosario Giuliani duo in "Fellini Jazz" per la rassegna "Jazz Groove around Rota": "...una musica sapientemente reinterpretata, unita ad una narrazione così confidenziale..." (Giovanni Greto)

17/03/2007

Ballads (Pieranunzi – Johnson – Baron)

09/12/2006

Isis (Enrico Pieranunzi feat. Art Farmer)

27/08/2006

Untold Story (Enrico Pieranunzi)

03/08/2006

Enrico Pieranunzi e Yuri Goloubev Duo: "Il concerto è stato indubbiamente piacevole e intenso, soprattutto grazie alla percepibile, perfetta integrazione sviluppata da Pieranunzi tra gli aspetti consci e inconsci del modo di improvvisare." (Bruno Gianquintieri)

28/05/2006

Carillon (Riccardo Zegna)

16/04/2006

Piano, Piano (Anne Ducros)

12/03/2006

Duologues (Jim Hall - Enrico Pieranunzi)

05/03/2006

Italian songs (Pietro Tonolo)

07/02/2006

Una "Italian Jazz Musicians Gallery" a cura di Jos L. Knaepen

27/01/2006

L'amico del vento (Stefano Cantini)

13/01/2006

Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico in "Just a Song": "E' sufficiente un istante, lo sfiorare di un tasto, e la cornice apre le sue frontiere alla narrazione, alla poesia, ai sentimenti, e ci si ritrova a lievitare come se lo spazio non avesse confini..." (Adriana Augenti)

11/12/2005

Danza di una Ninfa (Storie di Tenco) (Enrico Pieranunzi e Ada Montellanico )

23/11/2005

Ladybird (Paolo Damiani)

22/09/2005

Sette e mezzo (Marco Zurzolo Band )

12/06/2005

New Old Age (J. Taylor - S. Swallow - G. Mirabassi)

27/12/2004

Les Amants (Enrico Pieranunzi)

02/11/2004

Jim Hall trio con Enrico Pieranunzi al Blue Note: "La voce della chitarra di Jim Hall è estremamente fluida e delicata, ogni singola nota è densa di significato. A volte canta quasi impercettibilmente anche lui insieme alla sua chitarra mentre improvvisa." (Eva Simontacchi)

17/10/2004

Enrico Pieranunzi String Project, propone il suo progetto Les Amants inciso per l'Egea nell'ambito di Umbria Jazz 2004: "...Pieranunzi dà tuttavia ancora una volta testimonianza della sua capacità di rendere una raffinata e coinvolgente sintesi fra jazz, senso lirico e coloriture mediterranee con approccio melodico-cameristico che contraddistinguono ormai il suo stile pacato ed intenso al tempo stesso..." (Antonio Terzo)

17/10/2004

Intervista a Enrico Pieranunzi: "...Il jazz va sempre in direzione della bellezza, perché il jazz ha una straordinaria vitalità, è profondamente legato alla fantasia, alla creatività..." (Antonio Terzo)

31/07/2004

Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron a Villa Celimontana: "...Il loro feeling è straripante. Sul palco ridono, scherzano, si divertono e divertono, ma soprattutto SUONANO..." (Franco Giustino)

25/07/2004

Evans Remembered (Enrico Pieranunzi & Horns)

17/07/2004

Oltremare (Pietro Tonolo)

22/05/2004

Play Morricone 2 (Pieranunzi - Johnson - Barron)

02/04/2004

Mari Pintau (Bebo Ferra)

19/10/2003

Fuori le Mura (Gabriele Mirabassi - Luciano Biondini)

17/10/2003

Lirico (Danilo Rea)

12/10/2003

Il Circo (Raffaello Pareti)

19/04/2003

Barcarola (Riccardo Zegna)

16/04/2003

La Bancarella (Gianni Coscia)

15/03/2003

Current Conditions (Enrico Pieranunzi Trio)

11/02/2003

Perugia Suite (Enrico Pieranunzi)

01/02/2003

Pulcinella (Marco Zurzolo)

16/11/2002

Farfalle (Tonolo, Goldstein, Birro, Ciancaglini)

12/09/2002

L'Archiliuto (Gianni Coscia)

02/07/2002

Racconti Mediterranei di Enrico Pieranunzi con Marc Johnson e Gabriele Mirabassi (Egea Records).

22/06/2002

Live at Umbria Jazz. Un eccezionale documento della grande Carmen McRae.

19/05/2002

Isole (Islands) di Paul McCandless, Bebo Ferra e Paolino Dalla Porta (Egea Records)

17/12/2001

Play Morricone il CD che Enrico Pieranunzi in trio con Marc Johnson e Joey Baron ha dedicato alla musica di Ennio Morricone (Cam Jazz)

13/07/2000

Intervista a Enrico Pieranunzi



Invia un commento


Questa pagina è stata visitata 8.089 volte
Data ultima modifica: 05/01/2008

  Invia questa pagina ad un amico



Home |  J-Shop |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Mailing List | Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti