Jazzitalia - Matteo Sacilotto: Tribute To Nino Rota
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Annunciata la XX Edizione del Multiculturita Summer Festival che ospiterà Chiara Civello, Roberto Vecchioni e Raphael Gualazzi..

Alceste Ayroldi presenta al Conservatorio di Napoli il suo libro sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore in musica.

Pubblicato dalla Sher Music Co. un nuovo volume della collana Jazz Songbook dedicato alla musica di Steve Khan.

Blue Note Records e Universal Music Group Africa annunciano la creazione del nuovo marchio Blue Note Africa con la pubblicazione dell'album di Nduduzo Makhathini, "The Spirit Of NTU".

Grammy Award 2022: premi postumi (Chick Corea e Lyle Mays), la voce di Esperanza Spalding e i tre "nuovi talenti" Ron Carter, Jack DeJohnette, Gonzalo Rubalcaba.

Stage di Chitarra Flamenco di Manuel Montero nell'ambito del festival Arte in Vivo a San Lucido (Cosenza).

Esce anche in e-book il libro di Alceste Ayroldi sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore delle opere musicali.

Monopoli, sabato 12 marzo - Presentazione libro Alceste Ayroldi.

Nasce Pantuk, sinergia tra Pannonica e Tuk Music.

Alceste Ayroldi pubblica un libro sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore in musica .

Si è spento all'età di 95 anni la grande icona della chitarra jazz Franco Cerri..

Annunciato il San Severo Winter Jazz Festival 2021, 7 concerti internazionali dal 29 ottobre al 1 aprile 2022..

Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

Disponibile dal 2 dicembre per Adda Editore il libro "Paolo Lepore e la Jazz Studio Orchestra" curato da Alceste Ayroldi.

Pubblicato "Bass Way", il nuovo Metodo Didattico per contrabbasso classico e jazz di Marcello Sebastiani..

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Ultimi aggiunti:

            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAPORALE Giorgio (chitarra)
            CAPPI Andrea (piano, tastiere)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            LEPORE Fabio (voce)
            LUPI Benedetta (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            PELLEGRINO Vincenzo (batteria)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            THE JAZZ RUSSELL (gruppo)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Matteo Sacilotto
Tribute To Nino Rota



2010 R3CORDS

1. Amarcord
2. Improvisation #1
3. Le manine di primavera
4. Improvisation #2
5. Il Bidone
6. I vitelloni
7. La strada
8. Polka
9. The godfather waltz
10. Le notti di Cabiria

Xavi Piazza - Sax
Nuno Campos - bass
Santi Colomer - drums
Matteo Sacilotto - guitar


Prima registrazione per il quartetto guidato da Matteo Sacilotto, chitarrista e compositore italiano da anni a Barcellona, città dove ha costruito le sue basi musicali conseguendo il diploma in chitarra jazz presso il Conservatori Superior De Música Del Liceu con maestri come Jordi Bonell e Dave Mitchell, e ove ha perfezionato lo studio del jazz assieme a Peter Bernstein, Dave Allen, Tom Warburtom e Marc Miralta. Come accade per molti musicisti, giunge anche per lui il momento di confrontarsi con uno dei nomi più noti del pentagramma contemporaneo in una revisione puramente jazzistica delle opere musicali di Nino Rota. Maestro e genio musicale indiscusso, fino alla fine della sua cinquantennale carriera, Nino Rota ha scritto pagine indimenticabili della musica popolare italiana, conosciuto ai più per aver composto e arrangiato le splendide colonne sonore di film senza tempo quali i felliniani "Amarcord", "I vitelloni", "Le Notti Di Cabiria"," Il Bidone", "La Strada" ed "Il Gattopardo" di Luchino Visconti, raggiungendo fama internazionale con le musiche de "Il padrino" di Francis Ford Coppola. Questi temi vengono rivisitati con indubbio affetto, convinti che il Maestro sia "una dei più grandi rappresentanti della cultura musicale italiana", colui che "con poche note riusciva a definire melodie che stimolavano emozioni e ricordi e che si scolpivano nella memoria dei suoi ascoltatori" (dalle Note di Copertina).

In effetti, oltre ad una notevole importanza musicale, le opere di Nino Rota hanno avuto una significativa valenza sociale. Questa virtù risiede proprio nelle sue canzoni, sedimentate nella memoria e nella cultura italiana fino ai giorni nostri, connesse ai film per le quali sono state disegnate, cosicché ogni brano rappresentasse una fotografia di quel momento storico ed in ogni scatto fosse così immortalata una pagina precisa della storia italiana. La ricostruzione dell'ensemble deve allora necessariamente partire dal passato, da un genere che risulti emotivamente legato a quel momento storico che passa dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni Settanta, ricostruendone sonorità, immagini, odori e sentimenti. Le Blue Notes appaiono la naturale conseguenza delle melodie rotiane, riprodotte dalla band con un Jazz primordiale che tocca generi come il New Orleans e la Bossa, passando per la musica popolare. Il mood del gruppo risulta abbastanza morbido e delicato, anche nelle evoluzioni più vicine all'Hard bop e nell'unico brano elettrico del disco ("Le Notti di Cabiria").

Tutti gli arrangiamenti sono di Sacilotto (eccetto "Il Bidone", per il quale è stato ripreso quello di Enrico Pieranunzi, e due brani di sola improvvisazione), disegnati con canonici riferimenti musicali, nel tentativo di trovare un giusto equilibrio che non snaturi le luminose melodie originarie.

Interessante il lavoro di Sacilotto nella costruzione di un background ritmico che risulta snello e ballabile, che tutto sommato ben si addice al suono scuro ma sobrio e pulito della chitarra.
La band, a nostro avviso, non riesce a trasmettere il carattere né tanto meno l'adeguato pathos come esigerebbe la composizione di Rota, ornandone le melodie portanti con un gusto sicuramente diverso, che più che cercare nuove vie musicali finisce per cimentarsi in un passato piuttosto spoglio proustianamente, nel tentativo filologico di estrapolarne il gusto, il senso profondo, la rêverie.

Anche se non è cosa facile dedurre dal modus di Nino Rota l'originale alchimia per rimodellarla secondo un canone "blue", va comunque considerata la necessità e l'importanza del dedicare attenzione ad un musicista di tale levatura con un progetto originale, correndo però il rischio di addentrarsi per l'ardua scelta in un percorso davvero insidioso se non impenetrabile.

Fabrizio Ciccarelli e Andrea Valiante per Jazzitalia








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26/01/2007

Salvatore Bonafede al Lumiére in un omaggio a Nino Rota: "...in questo nostro Sud vedo che non è cambiato ancora niente. Da una parte c'è il richiamo perché è una terra ridente, fortunata...Però con l'altra metà della bocca siamo sempre tristi, siamo in difficoltà, siamo malinconici, ci manca sempre qualcosa, siamo piagnucoloni..." (Giuseppe Mavilla)







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Data pubblicazione: 19/12/2010

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