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Questo cd è arrivato in redazione con un po'
di ritardo rispetto alla data della sua pubblicazione ma ciò che conta è che comunque
sia arrivato, perché questa è una produzione discografica che merita di essere evidenziata
per il valore artistico di cui si fregia. E' una ripresa dal vivo, nell'ambito dell'edizione
2004 del festival "Ai confini tra Sardegna
e Jazz", di un incontro tra un musicista italiano, Paolo Angeli, estroso
chitarrista sardo che imbraccia una chitarra sarda preparata e il percussionista
Hamid Drake,
uno dei musicisti più interessanti per capacità tecniche e per ampiezza di vedute
e di stili che lo hanno portato ad approfondire il ruolo delle percussioni anche
all'interno di forme musicale non propriamente jazz.
L'incontro, datato quattro settembre 2004,
è di quelli che lasciano il segno, perché quella sera in Piazza del Nuraghe, in
quel di Sant'Anna
Arresi, che in queste occasioni sembra trasformarsi in un angolo di New
York, i due musicisti hanno intrecciato meravigliosamente la loro arte in otto composizioni
in cui hanno racchiuso un'infinità di citazioni musicali. L'amalgama fra i due musicisti
è risultato magico e il lessico espresso si colloca nell'ambito di un etno-jazz
i cui confini sono molto labili. L'ascolto dell'album affascina non poco per l'atmosfera
che i due riescono a creare saltando dall'avanguardia all'etnico, dal jazz alla
musica popolare sarda, attraverso l'uso anche della voce in due brani, nella traccia
n.4, The many faces Of the Beloved,
Drake
protagonista, è alle prese con un canto dalle influenze mediterranee mentre Angeli
si cimenta sulla sua chitarra sarda usando l'archetto. Di contro nella traccia n.8,
Sib & Sob, Angeli si confronta con una
canto tradizionale sardo. Ma l'uso delle voci è solo un aspetto, peraltro limitato,
di questo album, perché la vastità dei suoni che fluiscono durante l'ascolto è veramente
notevole, la chitarra di Angeli è a tutti gli effetti uno strumento inedito
dalle tante sfaccettature, una chitarra tradizionale sarda modificata dalla fertile
mente del musicista sardo che ha aggiunto una serie di diavolerie che gli consentono
di usarla in maniera del tutto personale e di ricavarne, conseguentemente, dei suoni
nuovi e impensabili fino a qualche tempo fa.
Hamid Drake
è ispirato al meglio dal compagno di scena, la sua arte percussiva racchiude ogni
aspetto della cultura musicale legata a questo tipo di strumenti e anche nel suo
caso la varietà di ritmi e suoni è immensa. Ecco perché l'approccio a questo cd
risulta assolutamente imperdibile malgrado non sia freschissimo di stampa, ma questo
poco importa, ciò che invece va sottolineato è il valore in sé di questo performance
e l'impegno della giovane etichetta Nu Bop Records di Achille Silipo
che ha pubblicato il cd.
Giuseppe Mavilla per Jazzitalia
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