E' difficile utilizzare il termine "ultimo" per iniziare a parlare dei
dischi incisi da Emanuele Cisi,
perchè difficile è riordinare date e uscite tante sono le produzione degli ultimi
anni e mesi del saxofonista torinese. Infatti si scrive con la piacevole consapevolezza
che "l'ultimo disco" potrebbe diventare "penultimo" a breve distanza, grazie al
moltiplicarsi continuo dei progetti e delle avventure di
Cisi.
Il suo sito
però parla chiaro "il mio ultimo lavoro registrato in Francia" (ci appelliamo
a questa precisazione…) è Urban
Adventures.
Emanuele Cisi racconta
le sue avventure urbane in quartetto unendo compagni di viaggio con i quali si accompagna
da anni come Paolo
Birro (pianoforte) e con nuovi musicisti, frutto soprattutto dei molti
concerti oltralpe: Simone Monnanni (contrabbasso) e il giovane francese
Yoann Serra (batteria). Anche i due importanti ospiti Francois Chassagnite
(tromba) e il quintetto Architorti seguono il paradigma della musica
come frutto di incontro, di condivisione.
In particolare le delicate atmosfere classiche create dagli archi guidati
da Marco Robino preparano la profondità e la pulizia del suono di
Cisi, come in
La notte delle Lucciole,
dove il sax è luce visibile grazie alla bellezza del buio creato dal delicato sfiorare
degli archetti sulle corde. Cisi
è consapevole del suo viaggiare, il suo suono è trainante per l'intero disco dal
ritorno con il quale si apre questo migrare, al luogo forse più utopico che
viene raggiunto: il cuore di un bambino.
Le composizioni di Emanuele
Cisi, ma anche l'interpretazione di
Weather of Dreams di Victor
Young e di Quasimodo
di Charlie Parker disegnano il girovagare cittadino, ricco di ricordi e di riscoperte
di chi non solo sa andare lontano, esplorare, contaminarsi, ma che è in grado di
ritornare.
Il ritorno diventa racconto della semplicità e della dolcezza di una città,
anche la propria città, che si può ascoltare quando viene vissuta come un'avventura.
Alessandro Armando per Jazzitalia