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ECM 2007

G. Trovesi - U. Petrin - F. Maras
Vaghissimo Ritratto

RITRATTO DI A.P.
1 – Primo Apparir (Trovesi/Petrin/Maras) 5:22
RICERCAR VAGHEZZA
2 – L'Orfeo (Monteverdi) 1:00
3 – Grappoli orfici (Trovesi) 4:06
4 – Mirage (Trovesi/Petrin/Maras) 4:10
RITRATTO DI A.P.
5 – Secondo Apparir (Trovesi/Petrin/Maras) 5:24
ANTICO RITRATTO
6 – Al primo vostro sguardo (Marenzio) 4:10
RITRATTO DI A.P.
7 – The lover's appeal (Piatti) 5:50
RITRATTO DI DONNA
8 – Angela 3:51
ANTICO RITRATTO
9 – El grillo (Desprez) 2:32
10 – Particolare di J. Donne (Maras) 1:47
PAYSAGE
11 – Amsterdam (Brel) 3:16
ANGELI MUSICANTI
12 – Serenata (Trovesi/Petrin/Maras) 2:46
RITRATTO DI A.P.
13 – My little maid and I (Piatti) 3:11
14 – Cantar vago (Petrin) 4:31
RITRATTO DI A.P.
15 – Far, far away (Piatti) 3:48
16 – Vaghissimo Ritratto (Trovesi/Petrin/Maras) 3:01

Gianluigi Trovesi - clarinetto, sax alto
Umberto Petrin - piano
Fulvio Maras - percussioni, elettronica


Il nuovo disco di Gianluigi Trovesi in trio con Umberto Petrin e Fulvio Maras Vaghissimo ritratto è una galleria d'arte.

I tre musicisti arredano undici differenti stanze attraverso le quali compiere la propria visita di ascoltatore. Le stanze (quasi dei sovratitoli ai singoli brani) hanno uno o due ritratti del medesimo soggetto; l'osservatore-ascoltatore è sottoposto ad una duplice attenzione: sia per i singoli brani-quadri, sia per l'ambiente-stanza nel suo complesso, quasi si assistesse a una piccola suite. Asse portante dell'intera mostra è la musica interpretata, omaggiata, improvvisata, accennata del compositore Alfredo Piatti (Bergamo 1822-1901): a lui sono infatti dedicate ben cinque stanze con ritratti. Il viaggio nella musica di Piatti è per i clarinetti di Trovesi una ricerca: si parte dal Primo e Secondo apparir dei primi due ritratti, composizioni firmate da tutti e tre i musicisti, a esecuzioni di brani dello stesso compositore bergamasco come The lover's appeal, per concludere, così come si era partiti, con la sensazione struggente e delicatissima che porta ad un Vaghissimo Ritratto.

Il verso poetico che dà il titolo a questa ultima traccia e al lungo disco prodotto da ECM nei primi mesi del 2007 è tratto da un testo del compositore del sedicesimo secolo Palestrina e sintetizza l'intero lavoro di ricerca musicale e non più visiva di Trovesi, Petrin e Maras. I ritratti si susseguono presentando personaggi diversi che hanno espressioni e volti marcatamente distanti tra loro e va sottolineato come la costruzione delle singole composizione sia profondamente varia, così come l'improvvisazione, che è spesso "corale". Le stanze dedicate al Piatti sono intervallate anche da figure contemporanee come Amsterdam di Jacques Brel e la bellissima Angela di Luigi Tenco. Nella forma canzone il dialogo tra Petrin e Trovesi si fa melodicamente intenso, ma molto diretto volto a esplicitare il canto, la parola evocata e non detta dei testi di questi brani. La galleria di Gianluigi Trovesi si completa così di volti femminili, Angela è infatti il ritratto di donna scelta dai musicisti e di luoghi, di spazi aperti che distendono i caratteri del "vaghissimo" ricercare elaborato nell'intero disco. Il jazz è il carattere biografico che unisce i tre musicisti, ma non è l'intento e neppure lo sfondo di questo analitico lavoro. Naturalmente l'identificativo aspetto dell'improvvisazione attraversa le composizione e le percussione di Fulvio Maras e il pianoforte di Petrin creano, partendo da particolari sempre differenti come è nel disegno e nella pittura di ritratti quando si osserva una mostra di diversi autori, strutture su cui si inseriscono gli assoli dei colori dei clarinetti di Trovesi.

L'osservazione e l'ascolto delle forme – su tutte la rotondità delle note di Trovesi nei Grappoli Orfici - dei volti, delle composizioni che allestiscono le eterogenee stanze di Vaghissimo Ritratto sono supportate da chiarificanti didascalie: non solo i poetici titoli scelti, ma anche le complete analisi delle note di copertina di Steve Lake così come dalle citazioni riportate dei testi di Palestrina. In questo confluire di ascolto e osservazione, accanto all'interrogarsi del protagonista del testo di Palestrina:

Da così dotta man sei stato fatto
Vaghissimo ritratto
Che io non saprei ridir se viva sei
O se fai dolce inganni agli occhi miei.

le parole di Angela di Luigi Tenco ci mostrano il peso dello sguardo ricevuto, quando cambia l'osservatore, quando il soggetto è un altro e la situazione muta lasciando la stessa "vaghezza": ma tu stasera invece di piangere, guardi il mio viso in un modo strano, come se fosse ormai lontano, aprendo in questo modo alla relazione ascoltatore-musicista.
Alessandro Armando per Jazzitalia



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Data ultima modifica: 11/02/2008

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