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Tronos, 2003

Visioni sonore Quartet
Visioni sonore

  1. I remember Marco (M. Pulina) – 6.02

  2. Fuliggine (G. Sanna Passino) – 6.17

  3. Alba sull'acqua (G. Sanna Passino) – 5.45

  4. Assenza di gravità (G. Sanna Passino) – 3.52

  5. Poco geghegè (M. Pulina) – 7.11

  6. Juan (S. Maltana) – 6.41

  7. Corale (M. Pulina) – 3.12

  8. To Kenny (R. Luppi) – 5.59

  9. Supermariobross 32 bit (M. Pulina) – 7.53

  10. Commedia dell'ispirazione (M. Pulina) – 5.39

  11. La liberazione di Sebastopoli (M. Pulina) – 3.42

  12. Colors (M. Pulina) – 5.48

Carlo Sezzi batteria
Giovanni Sanna Passino
tromba e flicorno
Maurizio Pulina
pianoforte
Salvatore Maltana
contrabbasso

featuring Riccardo Luppi sassofoni e flauto (1, 2, 3, 4, 7, 8, 10, 11)
special guest Roberto Cecchetto
chitarra (9, 11)


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Il quartetto Visioni sonore, che corrisponde anche al titolo di questa incisione, è espressione della vivacità della scena jazzistica sarda, che ormai da anni è costante fucina di giovani talenti e di interessanti e originali proposte musicali. Al suo esordio discografico, il quartetto Visioni sonore colpisce per la spregiudicatezza con cui elabora, pur attento alle lezioni più recenti del jazz europeo, un proprio linguaggio jazzistico, a cui certo non manca respiro internazionale. Tale spregiudicatezza è evidente se consideriamo come Visioni sonore sia composto esclusivamente di brani originali (di Pulina e Sanna Passino soprattutto), senza il ricorso cioè a quegli standards che, a volte, nei lavori d'esordio, rappresentano la volontà e il bisogno di dichiarare la propria appartenenza a una tradizione.

Naturalmente, non sarebbe difficile riconoscere in Visioni sonore gli echi di un certo jazz europeo – pensiamo soprattutto a quello targato ECM – ma uno sterile riconoscimento di paternità non renderebbe giustizia a quella che è sostanzialmente, senza provincialismi di sorta, una via italiana al jazz europeo. La via che Visioni sonore percorre è quella che già da qualche tempo sta dimostrando nel jazz contemporaneo una sua ricca potenzialità: il ritorno alla melodia dopo i furori free degli scorsi decenni, senza tuttavia accantonare come episodica l'esperienza dello stesso free. Ecco allora che brani come
Poco geghegè, Juan, To Kenny, Commedia dell'ispirazione e Colors presentano una nitida melodia, familiarmente nostrana se non proprio dal sapore mediterraneo, ma al contempo lasciano grande libertà improvvisativa agli assoli.

Più elaborati e ricercati sono i brani
Visione suite (composta da Fuliggine, Alba sull'acqua e Assenza di gravità), Corale e La liberazione di Sebastopoli, dove la struttura classica del brano jazz tema-assoli-tema salta del tutto o quasi per concentrarsi soprattutto sull'aspetto espressivo e suggestivo, "visivo" si potrebbe dire pensando al comun denominatore del titolo e del nome della formazione. Meritevole di una menzione a parte è Supermariobross 32 bit, brano dal tema d'ispirazione quasi cinematografica (torna non a caso la suggestione "visiva"), ben contrappuntato dalla chitarra bluesy di Roberto Cecchetto, ospite dell'incisione insieme al sax di Riccardo Luppi, presente quest'ultimo in ben otto brani su dodici oltre che con un pezzo a sua firma, tanto che si potrebbe parlare di Visioni sonore come di un quartetto più uno.

Pur variando nella struttura dei brani, Visioni sonore è comunque un lavoro omogeneo nell'ispirazione, caratterizzato da un mood languido e riflessivo e da atmosfere notturne e malinconiche, ideali per il lirismo della tromba di Sanna Passino.
Dario Gentili per Jazzitalia




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Data ultima modifica: 05/01/2008

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