Jazzitalia - Giovanni Nuti: Vivere Senza Malinconia
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Edizione Speciale, il nuovo album di Enrico Rava.

Si è spento all'età di 95 anni la grande icona della chitarra jazz Franco Cerri..

Annunciato il San Severo Winter Jazz Festival 2021, 7 concerti internazionali dal 29 ottobre al 1 aprile 2022..

Pubblicato "The Rising Sun" il nuovo e quarto album del chitarrista modern jazz Fabrizio Savino.

ECM: le novità in uscita della prestigiosa casa discografica tedesca. .

Open Day del Saint Louis Music School dedicato al Master in I livello in Music Business & Management. .

Al via il Premio Rota 2021. Un'edizione dove accanto alla consegna dei riconoscimenti vi sarà tanta musica dal vivo. .

Morto Don Marquis (4 maggio 1933 - 29 luglio 2021) indimenticabile storico del jazz e autore del volume “In search of Buddy Bolden: first man of jazz".

Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

Disponibile dal 2 dicembre per Adda Editore il libro "Paolo Lepore e la Jazz Studio Orchestra" curato da Alceste Ayroldi.

Pubblicato "Bass Way", il nuovo Metodo Didattico per contrabbasso classico e jazz di Marcello Sebastiani..

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            BLASIOLI Simone (sax)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISPINO Luca (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            CUOCO Ramon (tromba)
            GADDI Piero (pianoforte)
            GHIDONI Davide (tromba)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MAZZA Cristina (sax)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Giovanni Nuti
Vivere Senza Malinconia



INCIPIT – 2011
DISTRIB. EGEA – INC 134

1. Arriva Tazio
2. Bellezze in bicicletta
3. Ma l'amore no
4. Ba…Ba..baciami piccina
5. Non dimenticar (le mie parole)
6. Ho un sassolino nella scarpa
7. Amore irripetibile
8. Mille lire al mese
9. Silenzioso Slow
10. Quel motivetto che mi piace tanto
11. La strada nel bosco
12. Scintille
13. Mattinata fiorentina
14. Ma le gambe
15. Arcobaleno
16. Il violinista piange
17. Polvere di stelle
18. Cantando…con le lacrime agli occhi
19. Vivere

Giovanni Nuti - voce
Alfredo Ferrario - clarinetto
Marco Brioschi - tromba
Daniele Davide Parziani - violino
Giorgio Deleo - pianoforte
Manuel Buda - chitarra
Davide Tedesco - contrabbasso
Alberto Pederneschi - batteria
Giampaolo Mazzamuto - seconda tromba (1, 8, 10, 11, 12; fischio in 14)


Una boccata di ottimismo, sano, sfegatato e frizzante. Evocativo di quell'Italia tormentata (non si sa bene fino a quanto, a sentire soprattutto i musicisti dell'epoca) dal fascismo, funestata dalla seconda guerra mondiale e a bocca aperta e gambe rotanti per l'ondata di swing che arrivava (col contagocce) dagli Stati Uniti.

Giovanni Nuti, cantautore di Viareggio ben noto per il suo lungo connubio artistico con Ada Merini, ha ordito un consistente percorso in quell'Italia che, negli anni Trenta e Quaranta aveva una gran voglia di svagarsi e di dimenticare le storture di una dittatura iniqua (quale non lo è!), ma godereccia. E sì, perché il duce del fascismo amava la musica, il ballo (che era in voga tra tutti i gerarchi) e lasciava correre il jazz, nonostante le direttive di Hitler. Nuti sa il fatto suo, e con lui la piccola orchestra che ha suonato in presa diretta l'intero lavoro discografico. I brani non sono "geneticamente modificati", come è costume odierno, ma fedeli alle partiture originali. Ciò però non nega una dilagante modernità, perlopiù causata dalla voce di Nuti, apertamente calda, solida e interpretativa. I brani sono immarcescibili, quelli che fanno parte della nostra cultura, del nostro canzoniere (quello più verace, non reso frusto dal marketing) e che arrideva al jazz con la compiacenza di tutti, anche dei governanti (dando uno sguardo allo scenario odierno, verrebbe da dire: bei tempi! Solo per il jazz, s'intende). Tant'è che, tra i brani, troviamo "Silenzioso Slow", oggetto della censura fascista, perché invito – implicito – ad ascoltare Radio Londra e "Vivere" successo da hit parade (che all'epoca, per fortuna, non esisteva) firmato da Cesare Andrea Bixio del 1937 e interpretata, per primo, da Tito Schipa e, poi, entrata nel carniere di Ferruccio Tagliavini, Triolescano, Beniamino Gigli e Carlo Buti.

Un disco che scaccia i pensieri con eleganza, giusta irruenza e riverenza. E, in questi tempi grami, è linfa vitale.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia







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Data pubblicazione: 14/05/2012

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