Jazzitalia - Sebastian Coleman Gallery (Antonio Marangolo) : Volar Por Las Ventanas
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Rinvio al 2021 per la XX Edizione del Beat Onto Jazz Festival.

Multiculturita Summer Fest 2020!! Annunciata anche nel 2020 un'edizione del famoso e longevo festival capursese: aLa musica del crooner Nick The NightFly Quintet e il Brasile di Rosalia de Souza..

12.500 euro destinati per una Borsa di Studio "Giorgia Mileto". promossa dalla famiglia e dal Saint Louis College of Music per i Corsi accademici di Jazz & Popular Music..

Corso in Rebranding e Self-Promotion nel Music Business. A cura di Fiorenza Gherardi De Candei e Alceste Ayroldi.

E' morto Jimmy Cobb.

Solo un arrivederci per Umbria Jazz. Costretti ad annullare l'edizione del 2020, sono già riprogrammati alcuni concerti esclusivi per l'edizione 2021!.

Aldo Bassi, trombettista, direttore d'orchestra, insegnante e leader di varie band, è venuto a mancare a Latina..

Saint Louis Club House, il nuovo salotto musicale ideato dal Saint Louis per ascoltare, vedere e degustare la musica comodamente dal divano di casa, in tempi di emergenza Covid-19. .

McCoy Tyner, icona del pianismo e del jazz, se ne è andato. Aveva 81 anni. .

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            DIMONTE Pippi (contrabbasso)
            FINOCCHIARO Franco (contrabbasso)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            SILVA JOLY Raquel (chitarra)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
Sebastian Coleman Gallery (Antonio Marangolo)
Volar Por Las Ventanas



Fortuna Ottanta Studio Records (2012)

1. Ahorangos
2. Volar Por Las Ventanas
3. Mambo Royale
4. Melanconia De Tragao
5. Che Meraviglia
6. Requiem Per Papucci
7. Fingers Cha Cha Cha
8. Protomilonga
9. Granfinal

Antonio Marangolo - sax baritono, sax tenore
Roberto Manuzzi - sax contralto
Roberto Bertoli - contrabbasso
Flavio Piscopo - batteria

in Protomilonga Stefano Solani contrabbasso sostituisce Roberto Bertoli


Mi sono seduto accanto a lui e ho attaccato discorso: "Lei è Ornette Coleman vero?" -"Sì" ha risposto impacciato e al tempo stesso turbato per essere stato riconosciuto. - "Permette… mi chiamo John Back…sono un musicista classico." - "Ho poca preparazione e molto del lavoro che faccio è basato su intuizioni…questo mi fa soffrire". "Perché mai? Ciò che conta è il risultato e non come ci si arriva, la sua musica è molto interessante così come è"
da Antonio Marangolo, Il saxofono ben temperato, 2011, Roma-Acireale (A&B editrice) (Libro con cd allegato)



Antonio Marangolo
recupera qui un idea risalente al 2004 e, dopo JazzBack del 2005, porta nuovamente in sala d'incisione la stessa formazione regalandoci così la testimonianza durevole di uno dei progetti più freschi e strabilianti della sua lunga e gloriosa carriera; rimaniamo in ottimistica attesa delle registrazioni dei sorprendenti, e precedenti, Quartetto e Ottetto orizzontale.
Album scritto per intero o quasi da Marangolo - fanno eccezione rare e brevi sortite solistiche dei due fiati -, ma titolato collettivamente.
Musica voluta e ampiamente rodata, i concerti che hanno seguito l'uscita del primo disco (2005) avevano in repertorio questi brani scritti tra il 2005 e il 2008; musica forse non sufficientemente tenuta in considerazione dallo stesso Marangolo.
Il frammento in apertura, tratto da un gustoso (a tratti irresistibile) racconto del Marangolo scrittore, inventa un antecedente ideale alla formazione e ne chiarisce la bella denominazione; non chiarisce invece, se non marginalmente, il contenuto musicale.
Se nel racconto l'incontro dialettico Bach- Coleman appare esposto rigidamente ed in modo un poco stereotipato, qui non troviamo traccia di rigidità alcuna, nessuno stereotipo e si troverà spiazzato chi s'attenda un'improbabile tentativo di fusione tra procedimenti compositivi bachiani e l'armolodia radicata nel blues che caratterizza la musica del sassofonista di Fort Worth. L'elemento di incontro e connessione è qui invece il ritmo di danza: i passi della gavotte, della giga e della sarabanda vengono qui abilmente sostituiti con i ritmi afro-sud-americani; la sostituzione è frutto di un'intuizione fulminante, seguente l'ascolto dell'interpretazione shorteriana della Bachiana Brasileira n. 5 (nell'album Alegria).

Il Marangolo compositore intravvede in quel brano la possibilità di fondere insieme procedimenti compositivi genericamente bachiani, qui principalmente l'invenzione a tre voci, con i ritmi latini del tango, del mambo, della milonga e del cha-cha-cha invece del più consueto 4/4 di matrice jazzistica. Altra particolarità, rispetto a diversi antecedenti è che qui Bach è preso quale iconico ideatore di un metodo compositivo, ma i brani sono tutti originali e rappresentano una minima parte di quelli - un centinaio circa, molti dei quali andati persi - composti tra il 2005 e il 2008, a partire da questo spunto.

La scelta della formazione è quanto mai congeniale e rimanda, in modo affatto obliquo, al pianoless quartet di Gerry Mulligan: qui altra, e quanto mai personale è la vena melodica, altro il sostrato armonico e ritmico, altro l'equilibrio tra gli strumenti; così il contrabbasso di Roberto Bertoli, suonato spesso con l'archetto, diventa la terza voce, a Flavio Piscopo spetta invece il delicato compito di restituire la grande varietà ritmica, dinamica e timbrica che questa idea di musica porta con sé. Piscopo appare defilato e compassato quando, come in Ahorangos, impiega il caon (che ricorda un rullante suonato con le spazzole), campanelli e piccoli piatti a punteggiare le linee melodiche, La percussione è pressoché assente nel successivo struggente e malinconico Volar (dedicato alla memoria di Mario Monicelli) limitandosi a punteggiare il fluire della musica con radi suoni del triangolo o delle bacchette sul bordo del rullante. Il tema scampanante e struggente è esposto dal pianoforte su una linea esile di basso, solo più tardi entrano in successione il contralto e poi il baritono in un urlo lancinante; un raccolto e commosso interludio a tre voci "a cappella" ci conduce alla riesposizione pianistica del tema. Altrove l'uso delle congas e di sapienti e discrete sovraincisioni struttura e caratterizza, anche timbricamente, la musica, la varietà di ruoli, colori e funzioni che Marangolo attribuisce qui al sostegno ritmico, indice sicuro della sapienza di scrittura e organizzazione del materiale musicale del musicista siciliano.

L'approccio strumentale del contrabbasso di Roberto Bertoli e del contralto del bravissimo Roberto Manuzzi, è più vicino a quello di Debussy e Poulenc che non a quello jazzistico, l'uso di un timbro neutro con la totale assenza di vibrato e di personalizzazioni, l'attenzione alla pagina scritta e alle minime variazioni dinamiche rendono indispensabile la sua presenza.
Un piccolo gioiello è poi il malinconico, sommesso e commosso Reqiem Per Papucci, dirge, scritto da cima a fondo secondo la tecnica dell'invenzione a tre voci, che qui rifulge; la presenza, seppur defilata, della percussione appare del tutto superflua.

Ci troviamo qui di fronte ad una musica di rara freschezza, fragranza, coerenza, varietà, originalità e vitalità; musica che ci entusiasma subito, riservando tuttavia piccole e grandi sorprese ad ogni ascolto successivo.

Andrea Gaggero per Jazzitalia








Articoli correlati:
15/03/2020

Nomos Jazz IX stagione Concertistica 2019/2020: "Per la nona stagione di Nomos Jazz, tredici concerti, di cui undici al Teatro Jolly e due al Teatro Golden quasi tutti in prima siciliana assoluta, come il concerto di apertura del duo Charlie Hunter e Lucy Woodward." (Vincenzo Fugaldi)

19/01/2020

Mandolitaly (Carlo Aonzo)- Gianni Montano

07/08/2016

Antonio Marangolo - Afa: "Marangolo dimostra qui, indubitabilmente, la propria caratura elevata di compositore e autore di musiche originali, quanto siano importanti i musicisti di cui ci si circonda..." (Andrea Gaggero)

30/01/2016

LEZIONI (Articoli): Le regole fondamentali della jam session. (Roberto Manuzzi)

20/09/2015

LEZIONI (Ear Training): Introduzione all'ear training. (Roberto Manuzzi)

25/05/2014

Suoni, Parole, Ritmi del mondo - V Edizione: "...quattro appuntamenti dignitosissimi, malgrado l'attuale periodo di crisi generalizzata, collegati dall'idea dell'omaggio a personaggi che hanno fatto la storia della musica afroamericana." (G. Montano - A. Gaggero)

14/04/2013

LEZIONI (Articoli): Il giusto spazio. (Roberto Manuzzi)

17/03/2013

LEZIONI (Articoli): "There's no business like show business": creare una scaletta efficace, sapere presentare i brani (Roberto Manuzzi)

24/02/2013

LEZIONI (Articoli): (Autori Vari)

30/05/2010

Come sto bene qui (Marangolo Quartetto Orizzontale)- Enzo Fugaldi

26/07/2009

Nostos (Marangolo, Tavolazzi, Bandini)- Andrea Gaggero

21/06/2009

Antonio Marangolo e Umberto Petrin all'interno della rassegna "L'arte del duo": "Si possono far convivere Debussy e Schoenberg con il pianismo percussivo e febbrile di Cecil Taylor e poi il tutto con il "rumorismo" di Cage? E Wayne Shorter con Sidney Bechet, quest'ultimo con il "belcanto" italiano?" (Andrea Gaggero)







Inserisci un commento


Questa pagina è stata visitata 1.117 volte
Data pubblicazione: 02/09/2012

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti