Jazzitalia - Sebastian Coleman Gallery (Antonio Marangolo) : Volar Por Las Ventanas
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Siae & Co.: workshop di Alceste Ayroldi che illustra le leggi fondamentali del settore musicale e dello spettacolo.

Mast Bari con UWS University West of Scotland presentano Eurogig International Band Exchange, scambio culturale tra giovani allievi musicisti di Scozia, Olanda, Francia, Germania, Canada, Italia.

Peter Erskine, icona del jazz mondiale che ha scritto pagine di storia musicale, al Saint Louis per incontrare gli studenti durante una Master Class di 3 ore.

Il Jazz Day Unesco ad Alba con Milleunanota. Per il settimo anno la Capitale delle Langhe nel programma mondiale di eventi: concerti internazionali, seminari e conference.

Cammariere, Paoli e Rea, Chano Dominguez e il progetto Hudson di Jack Dejohnette &, John Scofield per la 29ma edizione di Notti di Stelle, il festival jazz della Camerata Musicale Barese.

E' morto il pianista Cecil Taylor, aveva 89 anni.

"The Early Ragtime". A cento anni dalla scomparsa di Scott Joplin, a San Severo una serata dedicata al ragtime con Marco Fumo ed Alceste Ayroldi.

Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Serena Brancale, Javier Girotto e Martin Bruhn per la II edizione del Festival Special Guest nato dalla collaborazione tra il Teatro Eliseo e il Saint Louis College of Music.

A Bari, in esclusiva per il Sud Italia, Free The Opera, il progetto italo-americano, già candidato ai Grammy Award di Fabrizio Mocata, Gianmarco Scaglia e Paul Wertico..

Tra gli appuntamenti della settimana del 31/o Valdarno Jazz anche due guide all'ascolto in compagnia del critico musicale Alceste Ayroldi, venerdì 9 e sabato 10 marzo.

Workshop di Comunicazione Musicale e Music Management con Alceste Ayroldi. .

Master class e concerto finale con Mario Rosini: "Reinterpretazione e rilettura del repertorio del canto jazz e pop".

Piacenza Jazz Fest XV Edizione: Più di 50 eventi in 40 giorni. Grande attesa per Toquinho Dave Douglas, Uri Caine, Lee Konitz, Michel Portal, Mauro Ottolini e Vjay Iyer.

Blue Note Off: La musica del Blue Note esce dallo storico locale per andare in location "unconventional", non solo a Milano.

Fred Hersch, Billy Child, John Mclaughlin, Cècile McLorin Salvant, Christian McBride, Miguel Zenón, Pablo Ziegler, sono alcuni dei musicisti che si contenderanno il Grammy Award 2018.

Otto concerti per il ritorno nel Napoli Jazz Winter. Un cartellone di respiro internazionale per la XII edizione della rassegna.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            AUTINO Adriano (chitarra)
            CAIAZZA Igor (perccussioni)
            CIMINO Lorenzo (tromba)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
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            LI VOTI Dario (batteria)
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            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
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            RONCA Marco (piano)
            SCARAMELLA Giulio (piano)
            VENTUROLI Danilo R. (piano)
            VIGNALI Michele (sax)
Sebastian Coleman Gallery (Antonio Marangolo)
Volar Por Las Ventanas



Fortuna Ottanta Studio Records (2012)

1. Ahorangos
2. Volar Por Las Ventanas
3. Mambo Royale
4. Melanconia De Tragao
5. Che Meraviglia
6. Requiem Per Papucci
7. Fingers Cha Cha Cha
8. Protomilonga
9. Granfinal

Antonio Marangolo - sax baritono, sax tenore
Roberto Manuzzi - sax contralto
Roberto Bertoli - contrabbasso
Flavio Piscopo - batteria

in Protomilonga Stefano Solani contrabbasso sostituisce Roberto Bertoli


Mi sono seduto accanto a lui e ho attaccato discorso: "Lei è Ornette Coleman vero?" -"Sì" ha risposto impacciato e al tempo stesso turbato per essere stato riconosciuto. - "Permette… mi chiamo John Back…sono un musicista classico." - "Ho poca preparazione e molto del lavoro che faccio è basato su intuizioni…questo mi fa soffrire". "Perché mai? Ciò che conta è il risultato e non come ci si arriva, la sua musica è molto interessante così come è"
da Antonio Marangolo, Il saxofono ben temperato, 2011, Roma-Acireale (A&B editrice) (Libro con cd allegato)



Antonio Marangolo
recupera qui un idea risalente al 2004 e, dopo JazzBack del 2005, porta nuovamente in sala d'incisione la stessa formazione regalandoci così la testimonianza durevole di uno dei progetti più freschi e strabilianti della sua lunga e gloriosa carriera; rimaniamo in ottimistica attesa delle registrazioni dei sorprendenti, e precedenti, Quartetto e Ottetto orizzontale.
Album scritto per intero o quasi da Marangolo - fanno eccezione rare e brevi sortite solistiche dei due fiati -, ma titolato collettivamente.
Musica voluta e ampiamente rodata, i concerti che hanno seguito l'uscita del primo disco (2005) avevano in repertorio questi brani scritti tra il 2005 e il 2008; musica forse non sufficientemente tenuta in considerazione dallo stesso Marangolo.
Il frammento in apertura, tratto da un gustoso (a tratti irresistibile) racconto del Marangolo scrittore, inventa un antecedente ideale alla formazione e ne chiarisce la bella denominazione; non chiarisce invece, se non marginalmente, il contenuto musicale.
Se nel racconto l'incontro dialettico Bach- Coleman appare esposto rigidamente ed in modo un poco stereotipato, qui non troviamo traccia di rigidità alcuna, nessuno stereotipo e si troverà spiazzato chi s'attenda un'improbabile tentativo di fusione tra procedimenti compositivi bachiani e l'armolodia radicata nel blues che caratterizza la musica del sassofonista di Fort Worth. L'elemento di incontro e connessione è qui invece il ritmo di danza: i passi della gavotte, della giga e della sarabanda vengono qui abilmente sostituiti con i ritmi afro-sud-americani; la sostituzione è frutto di un'intuizione fulminante, seguente l'ascolto dell'interpretazione shorteriana della Bachiana Brasileira n. 5 (nell'album Alegria).

Il Marangolo compositore intravvede in quel brano la possibilità di fondere insieme procedimenti compositivi genericamente bachiani, qui principalmente l'invenzione a tre voci, con i ritmi latini del tango, del mambo, della milonga e del cha-cha-cha invece del più consueto 4/4 di matrice jazzistica. Altra particolarità, rispetto a diversi antecedenti è che qui Bach è preso quale iconico ideatore di un metodo compositivo, ma i brani sono tutti originali e rappresentano una minima parte di quelli - un centinaio circa, molti dei quali andati persi - composti tra il 2005 e il 2008, a partire da questo spunto.

La scelta della formazione è quanto mai congeniale e rimanda, in modo affatto obliquo, al pianoless quartet di Gerry Mulligan: qui altra, e quanto mai personale è la vena melodica, altro il sostrato armonico e ritmico, altro l'equilibrio tra gli strumenti; così il contrabbasso di Roberto Bertoli, suonato spesso con l'archetto, diventa la terza voce, a Flavio Piscopo spetta invece il delicato compito di restituire la grande varietà ritmica, dinamica e timbrica che questa idea di musica porta con sé. Piscopo appare defilato e compassato quando, come in Ahorangos, impiega il caon (che ricorda un rullante suonato con le spazzole), campanelli e piccoli piatti a punteggiare le linee melodiche, La percussione è pressoché assente nel successivo struggente e malinconico Volar (dedicato alla memoria di Mario Monicelli) limitandosi a punteggiare il fluire della musica con radi suoni del triangolo o delle bacchette sul bordo del rullante. Il tema scampanante e struggente è esposto dal pianoforte su una linea esile di basso, solo più tardi entrano in successione il contralto e poi il baritono in un urlo lancinante; un raccolto e commosso interludio a tre voci "a cappella" ci conduce alla riesposizione pianistica del tema. Altrove l'uso delle congas e di sapienti e discrete sovraincisioni struttura e caratterizza, anche timbricamente, la musica, la varietà di ruoli, colori e funzioni che Marangolo attribuisce qui al sostegno ritmico, indice sicuro della sapienza di scrittura e organizzazione del materiale musicale del musicista siciliano.

L'approccio strumentale del contrabbasso di Roberto Bertoli e del contralto del bravissimo Roberto Manuzzi, è più vicino a quello di Debussy e Poulenc che non a quello jazzistico, l'uso di un timbro neutro con la totale assenza di vibrato e di personalizzazioni, l'attenzione alla pagina scritta e alle minime variazioni dinamiche rendono indispensabile la sua presenza.
Un piccolo gioiello è poi il malinconico, sommesso e commosso Reqiem Per Papucci, dirge, scritto da cima a fondo secondo la tecnica dell'invenzione a tre voci, che qui rifulge; la presenza, seppur defilata, della percussione appare del tutto superflua.

Ci troviamo qui di fronte ad una musica di rara freschezza, fragranza, coerenza, varietà, originalità e vitalità; musica che ci entusiasma subito, riservando tuttavia piccole e grandi sorprese ad ogni ascolto successivo.

Andrea Gaggero per Jazzitalia








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Data pubblicazione: 02/09/2012

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