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"Waiting for…" è inoltre il risultato del coinvolgimento emotivo e della partecipazione sentita e creativa dei musicisti che mi hanno così aiutato nella realizzazione di questo progetto ed ai quali va tutta la mia gratitudine. "Waiting for…" è...l'attesa che i moontrappers diventino realtà ed è dedicato perciò a tutti coloro che mi sono vicini musicalmente ed affettivamente.
Waiting For...
È un periodo fecondo per i prestigiosi chitarristi che onorano le pagine di Axe con i loro contributi: su queste pagine si sono avvicendate, nell'ultimo anno, le recensioni dei dischi di Lello Panico e i suoi Blue Messengers (Blues To Gray), del CD solista di Salvatore Russo e, recentissimamente, della nuova fatica di William Stravato (Cybertones). Mentre è già sulla nostra scrivania l'ultimo lavoro di Carlo Pasceri, mentre siamo in attesa dei lavori di Alessandro Benvenuti e dei Virtual Dream di Fabio Ceffone, ecco giungere nella nostra frizzante redazione questo Waiting For..., disco con cui Nico Stufano soddisfa l'attesa di coloro che avevano amato l'ottimo Trace Of Jazz. I compagni d'avventura del curatore di Improvvisasky sono Paolo Romano al basso elettrico, Maurizio Quintavalle a quello acustico, Mario Rosini a tastiere e voce, Mimmo Campanale alla batteria e Massimo Stano alla programmazione: ma non dimentichiamo l'ospite d'onore, nella personcina di Demetrio Stufano, figlio di Nico nonché rapper precoce! Il disco apre con Secret Mirror e Nico che snocciola una serie di accordi colorati da un chorus spazioso; i voicing sono tanti, le tonalità si avvicendano senza sosta, ma, tramite la musicalità di Stufano, i cambi camminano morbidamente legati da una lirica melodicità. È questo uno dei tratti che si rendono evidenti a un primo ascolto di Waiting For...: l'elaborazione dei procedimenti compositivi e improvvisativi non va mai contro la logica, e la bellezza, del discorso musicale: è ciò che accade, tornando a Secret Mirror, nella prima sortita solistica del chitarrista, che, viaggiando sulla tastiera con fraseggio legatissimo (tecnicamente e musicalmente), ci immerge in quegli sheet of sound resi famosi da John Coltrane e dai suoi seguaci. Ma, come dicevamo, l'arditezza delle dissonanze, i passaggi outside e le corse sassofonistiche sono resi con grande cantabilità, tramite le puntualissime risoluzioni e la perfetta aderenza al discorso armonico. In più, l'interylay fra Nico e i suoi comprimari è tale da non far credere che gli assoli siano stati registrati in un secondo momento. Il secondo brano, Pandi (vezzeggiativo di... pandiatonia?) apre anch'esso con accordi che tessono la trama delle successive improvvisazioni: nell'esempio 1, notiamo un voicing che, trasportato sullo stesso set di corde, si trasforma di volta in volta in Lamagg13, Lam11 e Lamagg7#11, col pedale superiore del mi a vuoto. Con
Forever, Stufano posa l'elettrica e si affida alle corde in nylon, in una ballad che ricorda certe atmosfere del Pat
Metheny acustico, affidando un bell'assolo
al contrabbasso di Maurizio Quintavalle. Atmosfere completamente diverse per l'affascinante Waiting For Summer: dopo l'apertura con gli accordi mostrati nell'esempio 3, ecco un bellissimo tema esposto dalla chitarra (esempio 4), all'unisono con la tastiera, con suono pulito e sensibili bending; il brano viene poi ulteriormente impreziosito da una sortita di Mario Rosini, con delle mirabili linee all'unisono fra voce e tastiera. Dopo aver dato spazio ai suoi compagni, Nico torna alle corde di nylon, stupendoci con la sua abilità di plettratore, con Moontrappers, fra sofisticate armonie nelle quali si coglie un certo respiro italico. Ma ecco Koi Koi, traccia dedicata al giovanissimo Demetrio, ospite per un audace mini-rap: notiamo nell'esempio 5 come il piccolo performer abbia ereditato il gusto per l'outside, aprendo la sua improvvisazione con un inaspettato fa (9a minore di Mi) e rinforzando la tensione con l'intervallo di tritono la - mib: non solo, ma dopo un salto d'ottava e un'altro indugiare sul fa, lo speri colato vocalist ha l'ardire di risolvere sul si (5a di Mi) con un altro salto di tritono, invocando allo stesso tempo il genitore (ba-bo)! Fra le tracce restanti, segnaliamo un altro bell'assolo
di piano in Flying Over The Coast
e il duetto chitarra e batteria all'inizio di
The
Last Room, con Stufano che, assecondato dagli
accenti e le suddivisioni
di Mimmo Campanale, vola e corre fra le note con una
libertà da fare invidia a qualsiasi sassofonista: ragazzi, se aspettavate il
disco di un grande improvvisatore, l'attesa è finita!
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